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Il vaso è pieno

Thursday, May 1st, 2008

Ma ha un tappo ben avvitato.

Questa è la situazione dell’Italia. Un vaso pieno di miseria, contrasto e confusione, pieno di ingiustizie e scorrettezze, pieno di gente che non arriva a fine mese tanto come di furbetti senza scrupoli. Ma come dice Howard Beale in Quinto Potere non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che le cose vanno male. Il punto è che ogni volta che ce lo risentiamo dire par come di ascoltare una storiella già sempre saputa, ma mai definita tanto chiaramente.
Il motivo dell’incapacità di cambiamento che ci trattiene a restare in una situazione del genere può essere il buonismo e l’assenza di bombaroli, come scrivevo qualche intervento fa, ma il vero tappo che impedisce al vaso di traboccare è l’informazione, o, più correttamente, l’assenza di informazione.

Venerdì scorso al Vaffanculo day sono state raccolte 1.500.000 firme, di queste persone al telegiornale nemmeno l’ombra. Tuttavia con Ronaldo e i tre viados (notare che parole si vanno a cercare per non pronunciare “oscenità” in televisione) hanno aperto diversi notiziari, l’Orango Petronilla ha dominato la scena televisiva nei notiziari del 25 aprile, tutto pur di non dar spazio alle critiche. Ma non serve dirvi che l’informazione non funziona, tutti quanti sanno che l’informazione non funziona. Le notizie hanno spazio solo se seguono la moda di turno, sulle decine di stupri commessi ogni settimana a noi giunge notizia solo di quelli in cui sono coinvolti gli immigrati, e così per gli omicidi, per non parlare della spettacolarizzazione di episodi come Cogne o Erba. I Giornalisti vengono fatti lavorare solo se non danno fastidio a nessuno, nessuna seconda domanda, nessun intervistatore informato. Ma intanto Rete 4 sta ancora là mentre Europa 7 aspetta le frequenze.

L’informazione è la chiave di tutto, se trasmettessero anche solo per una sera un confronto tra un politico e una curva di giornalisti informati e pronti a ribattere ci sarebbe la rivoluzione, e fino a qualche anno fa questi programmi esistevano, poi il Berlusconismo li ha spazzati via. Il cda della Rai è completamente in mano ai politici mentre Mediaset non ha nemmeno bisogno di intermediari per eseguire gli ordini. La rivoluzione culturale che ha concesso a Bossi il successo di cui siamo stati spettatori è stata fatta dalla televisione, la gente è in mano a una cloche governativa. La gente lavora tutto il giorno, torna a casa e giustamente si affloscia davanti allo schermo, così lo studente che imbottito fino all’orlo di date, nomi, numeri e procedimenti a memoria non aspetta altro che riposare i neuroni guardando Amici di Maria De Filippi o il Grande Fratello. Il che non è molto differente dal Dottor House o da qualche quiz, tutte distrazioni, per non parlare del semplice sfottò, che non ha altra funzione di pura pubblicità del personaggio di turno. Ma non serve dirvi che il paese va a rotoli, tutti quanti sanno che il paese va a rotoli. Se questo lavaggio del cervello continua, se continua questa informazione tra virgolette, se continua a essere questa la televisione, queste resteranno le persone. Così resteremo noi, incapaci di cambiare e di pensare.

Beppe Grillo sostiene che la scelta opportuna per intraprendere una svolta sia la rete, questo sostiene d’altronde la Casaleggio, questo mi trovo a sostenere anche io, non ci hanno lasciato niente se non questo. L’unica cosa da evitare è restare assopiti dalla tecnologia, rete non vuol dire msn, non vuol dire nonciclopedia, rete vuole dire lavoce.info, rete vuole dire giornalismo dal basso, blogging. Perchè è solo con l’informazione che la gente saprà cosa sta facendo, per chi sta votando, a cosa sta condannando il paese. E soprattutto è solo con un’informazione adeguata che si può pretendere una rivoluzione culturale basata sull’interculturalità e l’apertura sociale prima che economica, è solo con un suo buono stato che si può giocare una politica pulita e democratica. La mancanza d’informazione denota la presenza di un regime, un regime tappato con un coperchio avvitato stretto. Ma non serve dirvelo, lo sapete tutti.

E si sbarca su FlickEr!

Saturday, February 23rd, 2008

Così recitava ieri il Corriere della Sera pubblicizzando il nuovo blog di Piero Fassino, gli attribuiva un nuovissimo account sul famoso Flickr, chiamandolo però FlickEr.. un errore di stampa? io non direi… è semplicemente l’ennesima dimostrazione della goffaggine che caratterizza lo sbarco innaturale della politica italiana su Internet.

Come sempre tutto inizia negli States; tra Obama e la Clinton la battaglia è furiosa, e si gioca in gran parte su Internet. Proprio qualche giorno fa in un confronto pubblico la Clinton ha citato Youtube come prova del fatto che Obama le avesse copiato un discorso, immaginatevi Andreotti su Facebook ^^. In America la partita la si gioca molto di più in questi termini, i siti sono tradotti in doppia lingua e fatti in maniera eccezionale, quello di La Russa per esempio è interamente in flash buttato su tanto per avere qualcosa per le mani. Obama è presente invece su un sacco di portali per giovani, da Flickr, appunto, a Twitter; è ovvio che poi riscuota successo tra i giovani, si fa sentire vicino. Come faceva presente appunto la Clinton su Youtube sono presenti i suoi discorsi, ma non ripresi da qualcuno e hostati, ma fatti per Youtube da lui stesso, sempre facendo il paragone, chissà mai che Bondi lo imiti…

La verità è che la classe politica in America ha scoperto e colto la potenza della rete, e la sfrutta nel modo a lei più utile. Sul Web tutti possono dire la propria, se Berlusconi e Prodi facessero un video alla nazione su Youtube probabilmente chiuderebbero i commenti, sarebbe consequenziale infatti il dubbio se sono gli italiani a essere un popolo volgare o se siano loro ad avere la coscienza troppo sporca per presentarsi pubblicamente sulla rete. I primi passi li fanno, Fassino ne è l’ultima dimostrazione, ma è differente trovarselo su un sito che visiti ogni giorno o andare a cercarsi il suo blog, e i due candidati alla presidenza americana lo hanno capito perfettamente.

Ma sorge adesso un’altra questione. In Italia la situazione è differente, la gente non ha il cervello tanto fuso quanto gli statunitensi e la politica sta perdendo consensi , la rete è la piattaforma di questo nuovo spirito, in discordanza con la politica di sempre. L’invasione delle forze politiche anche su questo frangente potrebbe rappresentare la fine della libertà dell’individuo.
Su Internet adesso ci troviamo di fronte a dei problemi, appena la situazione sarà tale da trasformare blog di politici in punti di riferimento ci troveremo di fronte a delle demagogiche soluzioni, e sarà tutto più offuscato di prima, la rete perderà la sua capacità di far risaltare la verità perchè non saranno più le persone comuni a confrontarsi e accorgersi delle cose, ma saranno blog dei politici e rispettivi sostenitori a rappresentare i terreni di scontro.

Questa cosa l’ha capita benissimo il PD, che difatti non perde di vista il fenomeno Obama per strutturare la propria campagna elettorale nel paese. Il suo sito vanta per la prima volta in Italia dei canali nei portali online più rinomati dagli stessi giovani che sarebbero potuti essere trascinati via dal vento dell’antipartitismo, un blog su ilcannocchiale.it invece che su un dominio privato meno accessibile, e la possibilità di aderire alla community; compare per la prima volta la voce “Diventa volontario online” o la sezione “MyPD”… impensabile fino a qualche tempo fa…

Ma non è un bene, la rete è l’unico posto dove le autorità non si sono ancora infiltrate del tutto, dove esiste ancora la libertà di pensiero, quella di espressione sennò è fine a se stessa. Se i “volontari online del PD” non fossero solo un fenomeno elettorale succederebbe che sarebbero loro i nuovi detentori dei nuclei di discussione, loro come i prossimi e futuri “volontari online di AN”, PDL, ecc .ecc. … si accentuerebbe semplicemente la funzione narcotizzante del computer…. forse si discuterebbe di più ma sicuramente si inciderebbe di meno, e la politica rimarrebbe quella cosa lontana dalla gente comune che è ora. Come sta scritto ne Il Gattopardo… vogliono cambiare tutto perchè non cambi nulla …. e noi dobbiamo evitarlo.

Il nostro compito sta nel boicottare questi punti di riferimento, sta nel dimostrare alla politica che non è lei la padrona nel web, ma è la gente, e la gente rimane!… poco importa sa l’utente successivo è Bertinotti, Berlusconi, Fini, o Mastella… loro valgono esattamente quanto noi in questo luogo, e anzi, forse il contrario, dato che le nostre giovani menti sono più allenate delle loro centenarie abitudini a padroneggiare il WWW.
Ribadiamo la nostra importanza, e non lasciamoci prendere anche Internet, o è la fine.

La Cina è vicina… ma solo in apparenza.

Saturday, February 9th, 2008

Avendo la possibilità di navigare liberamente in rete si ha la sensazione di avere tutto a portata di mano, non ci si deve muovere dalla propria sedia per leggere le news in Amazzonia, le distanze si sono nullificate e l’individuo si è emancipato dal mondo reale. Tutto quello che prima poteva rappresentare un mistero adesso è solo una della tante “conquiste” del progresso; non esiste più il concetto di distanza intesa come una lunghezza da percorrere per entrare in contatto con qualcuno o qualcosa, con una certa realtà, questa trasformazione della mentalità umana, realizzata in parte dalle prime telecomunicazioni ma fondamentalmente da Internet, aiuta e sostiene il concetto di stato nazionale.
Non sarebbe difatti troppo logico per un russo abitante a Mosca sentirsi connazionale di un siberiano a centinaia di km da lui… se non fosse che il telegiornale parla dell’uno e dell’altro senza storcere il naso, senza cambiare servizio. Su Internet possiamo discutere di politica con un argentino come se fosse il nostro vicino di casa, non ci rendiamo affatto conto che è una persona che abita a un sacco di chilometri da noi, in un altro contesto culturale, sociale e politico, nonchè psicologico. E’ questo il succo del problema, noi non vediamo più lo sfondo dei nostri soggetti, prendete per esempio un quadro….. si vede solo la faccia del personaggio raffigurato senza il corpo e lo sfondo, in questi termini diventa impossibile analizzare il quadro, se tuttavia ci troviamo davanti un piatto, con pitturata sopra la medesima faccia, non ci rendiamo conto che il nostro parere sarebbe assolutamente relativo.
Così succede di questi tempi, il mondo ci sembra molto più piccolo di quello che è, ci crediamo capaci di contestualizzare gli eventi e le mentalità, ma non ne siamo assolutamente capaci; ci arroghiamo il potere di esprimere un giudizio su una cultura distante anni luce dalla nostra senza essere mai stati in quei luoghi, e per questi motivi si crea il gran caos che domina il mondo in questo terzo millennio.
Forse è vero che ormai tutto il mondo è paese, che le differenze tra le popolazioni e i paesi sono meno accentuate, che siamo in grado di vedere le cose oggettivamente attraverso qualche input elettronico anche se dall’altro capo del mondo; ma forse non è così, e in questo caso sarebbe difficile per la gente comune rendersene conto. Trovandosi in una cittadina di provincia, ad esempio, essendo nati e vissuti da sempre in quel posto, sarebbe assurdo provare a immaginare il mondo che c’è fuori, tuttavia ci si potrebbe entrare in contatto molto facilmente, attraverso diversi metodi, dal web al telegrafo, non riuscendo però a vedere con i propri occhi i grattaceli dietro al newyorkese di turno con cui ci si sta confrontando… quello che ci manca è il contatto con certe realtà, con tutte le realtà diverse dalla nostra. Conseguenza di ciò è il macello che viene a crearsi, il dialogo esiste, certo, ma quello che manca è il retroscena sociale dell’interlocutore.

Nell’antichità la statalizzazione era molto più decentrata sul territorio, andando a ritroso nel tempo si arriva alla città stato dei sumeri se non alla caverna degli ominidi, via via nei secoli, per motivi in gran parte economici o dovuti all’ambiziosità umana, le comunità si sono allargate in maniera assoluta, coprendo, pensate, tutto il pianeta con stati, statucci e staterelli. Viaggiare donava un bagaglio culturale molto più concreto rispetto a quello che si ottiene oggi navigando per wikipedia, ma viaggiare oggi costa il quintuplo che trent’anni fa, e la comodità di Internet distoglie molte persone dal mollare tutto e partire per settimane.
Partire, andare lontano, sparire dalla circolazione, esplorare nuovi mondi… tante parole che spesso rimangono tali, per noi giovani sognatori.

Sesto potere

Tuesday, January 29th, 2008

Da sempre nella storia i tre grandi poteri degli uomini su altri uomini sono stati quello legislativo, che permette di fare le leggi, quello esecutivo, che da la facoltà ai ministri di applicarle, e quello giudiziario, che conferisce alla magistratura la possibilità di giudiziare, ed eventualmente condannare, chi non le rispetta. Con l’avanzare degli anni le cose sono diventate più complesse, i tre poteri, da sempre pubblici, sono aumentati, diventando prima 4, con la nascita della stampa, in grado di influenzare pesantemente l’opinione pubblica, poi 5 con l’entrata della televisione nelle case della gente comune, mezzo di comunicazione di massa ancora più invasivo e visibile del precedente. Procedendo negli anni quest’ultima novità ha acquisito un enorme potere, soprattutto nella capacità di influenzare l’opinione pubblica, diventando così un soggetto autonomo, di tanta rilevanza quanto lo era stata la stampa nel secolo precedente. Entrando nelle case della gente più povera e di minor rilevanza sociale la televisione è diventata un punto di riferimento per le persone; in questo processo però è riuscita, oltra che a centralizzare l’informazione, anche a presentarsi come unica possibilità, essendo lo stare seduti davanti alla televisione più comodo rispetto alla lettura di un giornale.

Da questo momento in poi però le cose non sono più andate come andavano prima, con J.F.K. la televisione si è presentata alle autorità come un mezzo per raggiungere i proprio fini, non solo politici ma anche di stampo psicologico e sociale, permettendogli di dare inizio al percorso che ha portato alla situazione che viviamo adesso, totale autorità della tv nelle nostre vite, inibizione dell’intelligenza sociale, e conseguente diminuzione della collettività, impedendo ad ogni dissenso di avere luogo, riempendo la televisione di banalità e propaganda. La TV è l’autorità.

Le cose cambiano con l’avvento del computer, di internet. Tutte le persone comuni infatti sono sempre restate fuori dall’esercizio di questi poteri, rappresentando solamente gli oggetti e non i soggetti del paese; con l’avvento di internet, e con la sua presa di ruolo nelle nostre vite, è nato un nuovo mezzo di comunicazione di massa, stavolta però capitanato e gestito dalla massa stessa. Il potere dei media, di cui siamo stati testimoni dell’abuso più totale, è stato per la prima volta messo in discussione da un nuovo spazio collettivo, appunto, di aggregazione spontanea. Internet è diventato a tutti gli effetti un sesto potere, di cui la gente sta cominciando a individuare le opportunità, e che è diventato ormai completamente alternativo ed autarchico rispetto ad altri contenuti, integrandoli ed aprendoli a tutti.

Ma nulla è perfetto, la pecca di Internet è che concentrando tutto il desiderabile al proprio interno e rendendolo raggiungibile da tutto il globo, riesce a creare un effetto ipnotizzante che amorfizza le potenzialità di questo strumento, cullandoci in una dolce consapevolezza passiva che lascia passare l’uso inadeguato degli altri media come normale e sopportabile, nullificando il potere del popolo, nessun mezzo termine. Le opportunità offerte dalla rete sono immense e infinite, la gente sta cominciando a captarle, e le folle si dirigono alla consapevolezza, l’ultimo grande passo rispetto ad adesso sarebbe riuscire a trasportare i contenuti della rete fuori dal computer, nel mondo reale, dando il potere alle persone di reinstaurare una vera democrazia.

Il Manifesto

Sunday, January 27th, 2008

 

Blog

Come spiega in un’intervista, Daniele Luttazzi ha chiuso il suo blog perchè si palesava la situazione di una massa con un leader, questa cosa lo lusingava, e di conseguenza gli dava un “potere”. La satira però va contro il “potere”, anche contro il “potere” della satira; l’unica cosa che può uccidere la satira è appunto il “potere”. Luttazzi in queste brevi affermazioni analizza molto chiaramente la situazione che si sta venendo a creare su molti spazi online, ossia l’emancipazione da parte di certi individui a discapito (o no) di altri. Beppe Grillo è la dimostrazione di questo concetto, il suo blog dall’essere un semplice mezzo di espressione personale è diventato un punto di riferimento internazionale dove migliaia di persone leggono i suoi interventi e ragionano di conseguenza. Il problema, come spiega poi Luttazzi, è che queste persone appunto ragionano e basta, restando confinati nelle proprie case senza incidere sul reale, e contribuendo a creare semplicemente un culto della personalità del comico. Credo sia da attribuire a questo il fatto che la consapevolezza ormai sia tanta, che i problemi siano evidenti, che la diffidenza si sia trasformata in opposizione, ma che tuttavia non succeda nulla. Internet è un potente narcotico per la mente, riesce a trasmetterci così tante informazioni senza farci alzare dalla sedia, che la pigrizia ci spinge allora a preferire questo tipo di interazione col mondo piuttosto di un’interazione sociale reale, tangibile e più concreta.

Allora… perchè Nethanel.it?

Nethanel.it nasce come un desiderio spontaneo di espressione, Internet è la più ampia e semplice maniera per eprimersi dal basso, e in un paese con una libertà di informazione corrotta e in malora come l’Italia è normale che alla gente comune sorga spontaneo voler dire a tutti i costi il proprio parere, non trovandosi rappresentati nella televisione e nei giornali, che hanno perso tutta l’affidabilità conferitagli in passato. Nethanel.it non vuole assolutamente essere, come ampiamente spiega Luttazzi, un incentivo per la gente a restare a casa perchè andare alla ricerca delle informazioni non è più necessario, le informazioni arrivano a noi; questo spazio vuole anzi contornare in maniera un pò alternativa tutto quel proliferare di fonti di informazione dal basso che si sono venute a manifestare sulla rete. Gli spazi informativi online, da puntoinformatico a youtube, dovrebbero avere semplicemente un ruolo parziale nelle nostre vite, informarci, ma il resto non è da dietro un monitor che si deve fare, ha ragione Luttazzi quando dice che bisogna ucire dalle proprie case per modificare la realtà, perchè solo l’esperienza diretta dei fatti porta alla concretizzazione del dissenso.
Il mondo reale ha cominciato a mancare di un punto molto importante, gli spazi di aggregazione sociale, giovanile e adulta; la scuola, emblema di questo concetto da sempre, è diventata un luogo dove si va per essere valutati, a prescindere dalle persone che ci circondano si tende a creare un individualismo dannoso per la società, ma non per le autorità che ci precludono la capacità critica collettiva.

Conclusione

Come avrete sicuramente letto tra le righe, Nethanel.it vuole rappresentare, nell’essere l’ennesimo blog, una piccola alternativa di tipo personale alla moltitudine di spazi sulla rete. Non pretende di diventare niente di elogiato o troppo preso in considerazione, ma semplicemente uno spazio di aggregazione sulla rete, mirante a conciliare opinioni e linee di pensiero simili o del tutto discordi, al fine di accrescere l’intelligenza sociale dell’individuo; intelligenza che deve poi essere rispecchiata dalla vita quotidiana della persona, che deve riuscire a sfruttare le possibilità della rete e non il contrario.