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E si sbarca su FlickEr!

Saturday, February 23rd, 2008

Così recitava ieri il Corriere della Sera pubblicizzando il nuovo blog di Piero Fassino, gli attribuiva un nuovissimo account sul famoso Flickr, chiamandolo però FlickEr.. un errore di stampa? io non direi… è semplicemente l’ennesima dimostrazione della goffaggine che caratterizza lo sbarco innaturale della politica italiana su Internet.

Come sempre tutto inizia negli States; tra Obama e la Clinton la battaglia è furiosa, e si gioca in gran parte su Internet. Proprio qualche giorno fa in un confronto pubblico la Clinton ha citato Youtube come prova del fatto che Obama le avesse copiato un discorso, immaginatevi Andreotti su Facebook ^^. In America la partita la si gioca molto di più in questi termini, i siti sono tradotti in doppia lingua e fatti in maniera eccezionale, quello di La Russa per esempio è interamente in flash buttato su tanto per avere qualcosa per le mani. Obama è presente invece su un sacco di portali per giovani, da Flickr, appunto, a Twitter; è ovvio che poi riscuota successo tra i giovani, si fa sentire vicino. Come faceva presente appunto la Clinton su Youtube sono presenti i suoi discorsi, ma non ripresi da qualcuno e hostati, ma fatti per Youtube da lui stesso, sempre facendo il paragone, chissà mai che Bondi lo imiti…

La verità è che la classe politica in America ha scoperto e colto la potenza della rete, e la sfrutta nel modo a lei più utile. Sul Web tutti possono dire la propria, se Berlusconi e Prodi facessero un video alla nazione su Youtube probabilmente chiuderebbero i commenti, sarebbe consequenziale infatti il dubbio se sono gli italiani a essere un popolo volgare o se siano loro ad avere la coscienza troppo sporca per presentarsi pubblicamente sulla rete. I primi passi li fanno, Fassino ne è l’ultima dimostrazione, ma è differente trovarselo su un sito che visiti ogni giorno o andare a cercarsi il suo blog, e i due candidati alla presidenza americana lo hanno capito perfettamente.

Ma sorge adesso un’altra questione. In Italia la situazione è differente, la gente non ha il cervello tanto fuso quanto gli statunitensi e la politica sta perdendo consensi , la rete è la piattaforma di questo nuovo spirito, in discordanza con la politica di sempre. L’invasione delle forze politiche anche su questo frangente potrebbe rappresentare la fine della libertà dell’individuo.
Su Internet adesso ci troviamo di fronte a dei problemi, appena la situazione sarà tale da trasformare blog di politici in punti di riferimento ci troveremo di fronte a delle demagogiche soluzioni, e sarà tutto più offuscato di prima, la rete perderà la sua capacità di far risaltare la verità perchè non saranno più le persone comuni a confrontarsi e accorgersi delle cose, ma saranno blog dei politici e rispettivi sostenitori a rappresentare i terreni di scontro.

Questa cosa l’ha capita benissimo il PD, che difatti non perde di vista il fenomeno Obama per strutturare la propria campagna elettorale nel paese. Il suo sito vanta per la prima volta in Italia dei canali nei portali online più rinomati dagli stessi giovani che sarebbero potuti essere trascinati via dal vento dell’antipartitismo, un blog su ilcannocchiale.it invece che su un dominio privato meno accessibile, e la possibilità di aderire alla community; compare per la prima volta la voce “Diventa volontario online” o la sezione “MyPD”… impensabile fino a qualche tempo fa…

Ma non è un bene, la rete è l’unico posto dove le autorità non si sono ancora infiltrate del tutto, dove esiste ancora la libertà di pensiero, quella di espressione sennò è fine a se stessa. Se i “volontari online del PD” non fossero solo un fenomeno elettorale succederebbe che sarebbero loro i nuovi detentori dei nuclei di discussione, loro come i prossimi e futuri “volontari online di AN”, PDL, ecc .ecc. … si accentuerebbe semplicemente la funzione narcotizzante del computer…. forse si discuterebbe di più ma sicuramente si inciderebbe di meno, e la politica rimarrebbe quella cosa lontana dalla gente comune che è ora. Come sta scritto ne Il Gattopardo… vogliono cambiare tutto perchè non cambi nulla …. e noi dobbiamo evitarlo.

Il nostro compito sta nel boicottare questi punti di riferimento, sta nel dimostrare alla politica che non è lei la padrona nel web, ma è la gente, e la gente rimane!… poco importa sa l’utente successivo è Bertinotti, Berlusconi, Fini, o Mastella… loro valgono esattamente quanto noi in questo luogo, e anzi, forse il contrario, dato che le nostre giovani menti sono più allenate delle loro centenarie abitudini a padroneggiare il WWW.
Ribadiamo la nostra importanza, e non lasciamoci prendere anche Internet, o è la fine.

Il Manifesto

Sunday, January 27th, 2008

 

Blog

Come spiega in un’intervista, Daniele Luttazzi ha chiuso il suo blog perchè si palesava la situazione di una massa con un leader, questa cosa lo lusingava, e di conseguenza gli dava un “potere”. La satira però va contro il “potere”, anche contro il “potere” della satira; l’unica cosa che può uccidere la satira è appunto il “potere”. Luttazzi in queste brevi affermazioni analizza molto chiaramente la situazione che si sta venendo a creare su molti spazi online, ossia l’emancipazione da parte di certi individui a discapito (o no) di altri. Beppe Grillo è la dimostrazione di questo concetto, il suo blog dall’essere un semplice mezzo di espressione personale è diventato un punto di riferimento internazionale dove migliaia di persone leggono i suoi interventi e ragionano di conseguenza. Il problema, come spiega poi Luttazzi, è che queste persone appunto ragionano e basta, restando confinati nelle proprie case senza incidere sul reale, e contribuendo a creare semplicemente un culto della personalità del comico. Credo sia da attribuire a questo il fatto che la consapevolezza ormai sia tanta, che i problemi siano evidenti, che la diffidenza si sia trasformata in opposizione, ma che tuttavia non succeda nulla. Internet è un potente narcotico per la mente, riesce a trasmetterci così tante informazioni senza farci alzare dalla sedia, che la pigrizia ci spinge allora a preferire questo tipo di interazione col mondo piuttosto di un’interazione sociale reale, tangibile e più concreta.

Allora… perchè Nethanel.it?

Nethanel.it nasce come un desiderio spontaneo di espressione, Internet è la più ampia e semplice maniera per eprimersi dal basso, e in un paese con una libertà di informazione corrotta e in malora come l’Italia è normale che alla gente comune sorga spontaneo voler dire a tutti i costi il proprio parere, non trovandosi rappresentati nella televisione e nei giornali, che hanno perso tutta l’affidabilità conferitagli in passato. Nethanel.it non vuole assolutamente essere, come ampiamente spiega Luttazzi, un incentivo per la gente a restare a casa perchè andare alla ricerca delle informazioni non è più necessario, le informazioni arrivano a noi; questo spazio vuole anzi contornare in maniera un pò alternativa tutto quel proliferare di fonti di informazione dal basso che si sono venute a manifestare sulla rete. Gli spazi informativi online, da puntoinformatico a youtube, dovrebbero avere semplicemente un ruolo parziale nelle nostre vite, informarci, ma il resto non è da dietro un monitor che si deve fare, ha ragione Luttazzi quando dice che bisogna ucire dalle proprie case per modificare la realtà, perchè solo l’esperienza diretta dei fatti porta alla concretizzazione del dissenso.
Il mondo reale ha cominciato a mancare di un punto molto importante, gli spazi di aggregazione sociale, giovanile e adulta; la scuola, emblema di questo concetto da sempre, è diventata un luogo dove si va per essere valutati, a prescindere dalle persone che ci circondano si tende a creare un individualismo dannoso per la società, ma non per le autorità che ci precludono la capacità critica collettiva.

Conclusione

Come avrete sicuramente letto tra le righe, Nethanel.it vuole rappresentare, nell’essere l’ennesimo blog, una piccola alternativa di tipo personale alla moltitudine di spazi sulla rete. Non pretende di diventare niente di elogiato o troppo preso in considerazione, ma semplicemente uno spazio di aggregazione sulla rete, mirante a conciliare opinioni e linee di pensiero simili o del tutto discordi, al fine di accrescere l’intelligenza sociale dell’individuo; intelligenza che deve poi essere rispecchiata dalla vita quotidiana della persona, che deve riuscire a sfruttare le possibilità della rete e non il contrario.