Archive for the ‘Politica’ Category

Lo Sbarco

Thursday, April 24th, 2008

Alemanno vs Rutelli

Finalmente arrivano anche in Italia le tanto amate seghe mentali sulla sicurezza! Ultimamente ammetto che mi stavo preoccupando un pochetto, dopo gli enormi progressi fatti in campo di tecnologie RFID, ancora nulla di effettivo sul mercato italiano. Ma non ho dovuto aspettare troppo, la “sicurezza” è sbarcata anche in Italia!

Stavo guardando Ballarò con Rutelli e Alemanno che litigavano se mettere un braccialetto a tutte le romane o se armare i vigili urbani. Una persona con un minimo di intelligenza punterebbe ovviamente sulla “meno peggio” di turno, Rutelli e i suoi bracciali. Onestamente io mi chiedo come ha intenzione di dotare 1 milione e mezzo di donne romane con questo arnese, sicuramente pieno di tecnologie di rintracciamento radio per il semplice fatto che un bottone che dice che sei in pericolo non ti aiuta molto se non dice dove sei, conseguente l’ovvio utilizzo del chip. Ma l’altra alternativa non è sicuramente migliore, la scelta non è tra sicurezza armata e… alla romana; la scelta è tra controllo sociale in un regime paramilitare o controllo sociale in un regime fantascientifico in cui tutta la popolazione indossa un braccialetto rintracciabile.

Per non parlare poi del fatto che da 1 settimana di governo Berlusconi si sono verificati già 24 stupri e 65 accoltellamenti. Ci siamo abituati a guardare i telegiornali col solito occhio critico rispetto alla moda di turno, ma è incredibile quanto facilmente possano ruotare col solo impulso governativo. Veramente sensazionale rispetto al tema sicurezza e più in generale rispetto al risultato elettorale (su cui per ora vi tralascio commenti e pallose analisi) il caso di Brescia, che dal 1945 era in mano alla Sinistra e adesso è passata dall’altra parte. La tragedia sta nel fatto che la parola chiave vincente non è stata altro che lei: “sicurezza”. È diventata davvero questa la priorità della gente? Sentirsi sicuri? O sono stati tutti ossessionati dalle ripetute tempeste mediatiche sul tema immigrazioni-sicurezza-lavoro. Non è forse per questo che la Lega ha riscosso tanto successo del resto? È in atto una rivoluzione culturale, ma nella direzione sbagliata, il contesto socio-mediatico è riuscito ad agire sulle fasce più a rischio della popolazione trasformandole in masse xenofobe e divise, rispettanti i criteri imposti dal Sistema e incapaci di guardare fuori dai paraocchi giornalistici.

La destra non ha perso tempo, sbaragliata l’opposizione ha subito cominciato la campagna che in America ha portato la gente a credere alle favole dell’11/9 e imbottirsi di chip sottocutanei. La campagna del terrore, e con la Lega come alleato le riesce molto bene, del resto Bush non è più di un presidentello in confronto all’epico Umberto in quanto a xenofobia e sicurezza. Gli americani i cattivi devono andarseli a cercare in Iraq a Bossi arrivano sotto casa.
Siamo giunti a un punto critico, sia per la scomparsa della rappresentanza etica della società che ha lasciato le poltrone ad un soggetto che fonda la sua rappresentanza su temi quali razzismo e chiusura all’esterno, tanto quanto per il fatto che informazione, autorità e, come avrete intuito, fra poco anche le masse, sono dalla parte sbagliata, per il semplice fatto che non è la parte che condurrà il mondo ad essere un luogo migliore, tanto meno l’Italia.

Voglio aspettare, voglio vedere cosa succederà a Roma, voglio vedere se i provvedimenti saranno veramente attuati, voglio vedere se siamo ancora nella vaga introduzione o se già è cominciato il primo capitolo della fine, del controllo sociale, della dittatura esplicita e senza scampo. Le ronde padane sono cominciate, non sottovalutiamo l’idea che prossimamente ci arrivi un braccialetto per posta.

Noi siamo fuori

Tuesday, March 25th, 2008

È questo il fattore scatenante degli ultimi avvenimenti storici e politici: Il Cospirazionismo internazionale. È diventato inutile ignorarlo, pensare ad altro, ritenerlo marginale o comunque non attribuirgli la dovuta importanza… non starò qui a spiegare cos’è la P2, gli Skull&Bones o il gruppo Bilderberg… voglio solo analizzare la situazione del 2008 dal loro punto di vista.

La P2 credo sia la più nota delle 3 citate, c’è poco da raccontare che non si sappia già, quello che non si racconta è il presente. Nelle ambizioni della P2 si descrive per filo e per segno il mondo verso cui ci stiamo dirigendo, senza una piega; il protagonista di questo processo è ovviamente Silvio Berlusconi, che, dopo aver costruito Mediaset, prevista da Licio Gelli (il gran maestro della P2) come strumento di indottrinamento di massa e di condizionamento dell’opinione pubblica, si è impadronito dell’ala destrogena del parlamento italiano formando il PDL e ha legittimato quel clima di attacco alla magistratura da parte della politica stessa, anch’esso rigorosamente previsto dal caro Gelli, che è sfociato nello scontro diretto con la Mastella-family… dal caso De Magistris all’arresto della moglie che ha poi scatenato quello che sappiamo. Il piano della P2 si sta realizzando parte per parte, e i coinvolti sono proprio coloro che ci governano, ma diamo un’occhiata anche al resto del mondo.

In America nel 1833 nasce la Skull&Bones, una confraternita dell’università di Yale che, dopo diversi anni di “tranquilla” attività di confraternita, si trasforma in una vera e propria società segreta. Ne fanno parte, tanto per intenderci, George Walker Bush, il suo vecchio rivale alla presidenza Kerry (Giammai venisse candidato qualcuno contrario ad invadere l’Iraq), suo padre ex presidente, suo nonno simpatizzante nazista, e niente di meno che 11 fra i collaboratori più stretti dell’attuale presidente, vicepresidente compreso. Purtroppo al contrario della P2 la Skull&Bones è ancora in piedi, e di conseguenza mantiene un religioso silenzio sui suoi intenti, piani, segreti ecc ecc. L’unica cosa certa che sappiamo è che durante l’iniziazione l’attuale presidente degli stati uniti si è sdraiato nudo in una bara a raccontare la sua intera vita sessuale fino a quel momento ai suoi nuovi confratelli, per il resto sia lui che Kerry e gli altri scagnozzi si sono sempre rifiutati di far trapelare qualcosa a riguardo più di quello che non si sapesse già.

Il Gruppo Bilderberg, al contrario dei precedenti, è un’assemblea internale che opera in assoluta segretezza. Le poche liste di nomi trapelate qualche anno fa davano in ogni caso risultati interessanti quali i nomi di Veltroni, Prodi, Draghi (ex Bankitalia), Tremonti, Profumo, Riotta… e altra gente di quartiere, solite facce insomma.

Licio Gelli - P2Bush - Skull and BonesValter Veltroni - Blinderberg

Ora: è evidente come Il mondo sia totalmente soggetto ai loro giochi dietro le quinte; l’11 settembre, la guerra in Iraq, tutto pianificato; le recessioni economiche, anche quelle totalmente controllate e scatenate da gruppi bancari che fanno i propri interessi, i mass media atti unicamente a lavarci il cervello ogni giorno di più invece che informarci; schiavi del quotidiano che ci distrae da problemi ben più grossi.
Dove finiremo di questo passo? Nella tanto predicata società del controllo di massa, fisico e mentale, in cui essere dissenzienti è un crimine? Nella società degli RFID? O forse molto più semplicemente in un mondo dove i disastri di adesso sono accentuati, in cui Loro faranno i propri interessi e Noi saremo fuori, esterni da ogni decisione, estranei alla politica, divisi e logorati tra noi stessi?
È veramente così? sono riusciti veramente a impossessarsi dei volanti dei paesi e stanno portando il mondo verso il loro tanto desiderato “nuovo ordine mondiale”?
O meglio… ripongo la domanda: Ci sono già riusciti?

Alternanza

Wednesday, March 19th, 2008

Fra poco ci saranno le elezioni, questione di giorni ormai, fra poco entreremo in una nuova fase politica, la più devastante per gli abitanti di questo paese.
Dal dopoguerra in poi in Italia c’è stata solo la Democrazia Cristiana, nell’81 ha lasciato per la prima volta il governo fino a sparire “del tutto” con Andreotti. Quelli sono gli Anni di Piombo, anni in cui la gente pensava, anni in cui esisteva un’alternativa, anni del 68, anni del 78, anni in cui si era capaci di contestare, anni in cui le cose si facevano forse più alla cazzo di cane, ma si facevano. Con la subentrata politica di Sivlio Berlusconi queste realtà sono andate scomparendo, tutti i forti contrasti politici si sono affievoliti, in politica l’ideale è stato rimpiazzato dal conveniente; è cominciato il grande lavaggio del cervello televisivo della “tv pubblica”, che in realtà è “tv privata”, che è Mediaset. I valori della società e degli individui sono cambiati nel corso di poche generazioni, a vista d’occhio, un passaggio che ha terribilmente scosso i più legati al passato, tutte quelle vecchiette che criticano e basta non fanno altro che esprimere il loro muto dissenso per questo rimbecillimento generale, ma chi è più in grado di capire? Chi è realmente ancora in grado di guardare obbiettivamente alla trasformazione di questi ultimi cinquant’anni e darne un giudizio oggettivo? Nemmeno loro. La realtà è che quando un contesto cambia, muta anche l’individuo, egli ha uno sconvolgimento totale dei suoi parametri di valutazione abituali, viene disabituato al normale venendo posto in un surrogato di normale, differenza che però non riesce più a cogliere e di conseguenza contestare.

A 15 anni dall’esposizione pubblica di Berlusconi, a 15 anni dall’inizio della fine, si sta per verificare il più drammatico degli eventi, l’Alternanza politica tra due maxipartiti.

La semplificazione della politica, il suo ringiovanimento, tutte menzogne, la verità è che in Italia sta finendo un’era e ne sta cominciando un’altra.
La permanenza della DC al governo abbiamo visto come ha rinforzato la base popolare di contestazione, quella politica infatti è tutta un’altra faccenda; così del resto è sempre stato, quando c’è un governo in piedi chi raccoglie più consenso è l’opposizione. Questo fatto per esempio lo possiamo vedere nella parte più reattiva della popolazione, i giovani; quando c’era Forza Italia a governare si è messo in moto un movimento contro la Moratti allucinante, qualcosa che va oltre la semplice protesta politica, una rabbia istintiva a difesa della propria integrità; adesso con Prodi, seppur l’esperienza sia durata poco, se ne possono già notare gli effetti, è nato il Blocco Studentesco, un movimento di studenti di destra che si sta consolidando e allargando con un ritmo incredibile seppur dica quello che le sinistre hanno sempre sostenuto. Il punto è che il Governo è sempre il cattivo… e questo è vero, perché è impossibile accontentare contemporaneamente 60 milioni di persone, per altro senza un briciolo di humanitas, facendosi gli affari propri lassù con i nostri soldi.

Se veramente si realizza quello che si prospetta allora siamo tutti nei guai, l’Italia è nei guai, vi sarà un’alternanza continua tra “destra” e “sinistra”, e deve passarne di tempo perché la consapevolezza che non si arriverà da nessuna parte in questa maniera arrivi alla gente comune, deve passarne di tempo prima che 60 milioni di italiani smettano di votare volantinando davanti ai propri seggi, deve passarne di tempo prima della rivoluzione. La gente continuerà a schierarsi dall’una e dall’altra parte senza un minimo di buonsenso e di memoria del passato, dopo 5 anni non si ricordano i guai passati un lustro prima, dopo un governo si pensa che il solito “meno peggio” sia l’altro… Tutta un’enorme distrazione ai fini del completo controllo sociale, al fine di evitare un’opinione pubblica uniformemente critica.
Potremmo trovare anche diverse analogie col sistema politico americano… ma servirebbe a poco, sappiamo bene cosa vuol dire sentirsi impotenti davanti alla vita della polis vero? impotenti di fronte alle nostre vite, impotenti individui in un mare di indifferenza…. lo sappiamo che significa giusto?
Se vincerà l’uno o l’altro, Berlusconi o Veltroni, non fa differenza, l’Italia avrà perso, noi avremo perso; se vincerà qualcuno dei partitelli minori non vi sarà governabilità, e comunque teniamolo a mente: sono tutti della stessa pasta, pasta di merda.

La soluzione a questo macello è lontano da tutti noi, continuare a votare il meno peggio solo perché c’è gente morta per questo diritto…. o non votare nessuno precludendosi ogni diritto di scelta essendo tutti noi in una “”democrazia”"? Mah…
Io dico solo di spegnere la televisione, di chiudere i giornali, di guardare alla storia come a una maestra, e sperare che non riescano mai a impadronirsi del nostro cervello.

Libertà obbligatoria

Friday, February 29th, 2008

Così riportava un famoso album di Giorgio Gaber, Libertà Obbligatoria, facendogli centrare come sempre il problema: La nostra “libertà” è fasulla e apparente.
Questa civilità occidentale di cui facciamo parte non è altro che un miscuglio di distrazioni dalla vera essenza dell’essere umano, un sacco di cose inutili che contornano le nostre vite di piaceri convenzionati dall’abitudine. I telegiornali sono i primi a darci questa sensazione, ci parlano di cani, calciatori e veline per trascurare problemi molto più importanti, ogni giorno guardo il telegiornale e sento il solito: “visto che oggi è lunedì ecco a voi la rubrica di… enogastronomia!”, oppure: “dato che è martedì seguirà.. Sì Viaggiare!”… ma mi chiedo: c’è un benedetto giorno in cui ci sia una rubrica istruttiva?? quella che più si avvicina a qualcosa del genere è su rai due riguardo alla medicina… ma la cosa più intelligente che ho mai sentito dire è stata di non toccare le noccioline con le mani, e non scherzo… ma del resto si chiama di medicina… per cui è seria per antonomasia! Il degrado è veramente di proporzioni disastrose, il nome vale più del contenuto, solo perchè il Tg1 esiste da più tempo allora è il più autorevole, stessa cosa con i giornali; il problema è che non c’è una valida alternativa… se non sulla rete, che però alle stesso tempo narcotizza e assopisce, restando pure una palestra per la mente, ma anche una prigione per il corpo.

Immaginatevi se al posto di rubriche sul cibo mediterraneo facessero ogni settimana una mezz’ora d’introduzione a qualche filosofo del passato, quanto pensare scatenerebbe una cosa del genere?? eppure non la fanno, anzi, forse non vogliono proprio per questo; ci sono sempre le stesse cose alla televisione, cibo, gossip e stranezze, e ovviamente “tragedie di moda” come Erba, Cogne, Garlasco e chi più ne ha più ne metta…. e noi non pensiamo, e non pensando non siamo liberi.
Sempre lo stesso Gaber cantava che la libertà non è altro che partecipazione, ma come può partecipare un popolo costretto a sorbirsi ogni settimana una rubrica di Enogastronomia?? o meglio, ripongo la domanda, come può partecipare in modo intelligente e creativo un popolo del genere?

Non può, e succede che le nostre vite finiscono per essere completamente gestite e amministrate da altre persone; ma che paese è mai questo, in cui una minima frazione di popolazione ha in mano le vite di 60 milioni di individui?
Non è un paese civile, un paese civile è un paese in cui tutti hanno il libero arbitrio non solo in termini religiosi ma anche in termini psicologici, presupposto essenziale per la libertà politico-sociale. Ed è così che le “libertà” che ci ritroviamo sono del tutto futili e relative… vestirci come ci pare, blaterare a vanvera, comprare quella marca di sigarette e tutte le demenzialità inimmaginabili…distrazioni. Ma rendiamoci conto di una cosa: Non abbiamo alcun potere decisionale su di noi. Una volta ogni 5 anni decidiamo tramite una crocetta chi deve dirci quanto soldi dobbiamo dargli. È un assurdità totale!!
Il vero problema è che la politica non va da nessuna parte…. siamo semplicemente troppe persone per essere rappresentati da una camera di deputati…. 60 milioni di persone in contesti incredibilmente differenti l’uno dall’altro che devono scegliere il meno peggio tra degli ometti paffuti che abitano tutti a Roma e prendono 40 volte lo stipendio di un ragazzo precario in un call center, anche volendo, e non vogliono, non sarebbero in grado di rappresentare la gente comune.

La soluzione a tutto questo non sta nel votare il migliore, sta nel rimpossessarsi del concetto di essere umano. L’essere umano può essere autarchico, in piccole comunità si può avere un’autarchia collettiva con tanto di surplus industriale, ma in un paese di 60 milioni di abitanti si ha solo una popolazione e un paese in disgrazia.
Questo è meglio farglielo capire, prima di essere italiani, siamo esseri umani, con le stesse identiche capacità, tutti, non è giusto che per ragioni storiche qualcuno ne abbia più di altri, e se è così che funziona, allora c’è un problema, ed è un problema che non potrà mai essere risolto se continua la politica del controllo sociale, la politica della repressione, la politica della divisione degli individui, la politica loro; questo Sistema non funziona, è ora di cambiarlo, e la chiave sta nell’azione collettiva, nella solidarietà sociale, ma ancor di più… sta nello stare attenti ai loro sporchi giochi, sta nel non farci fregare ancora.

E si sbarca su FlickEr!

Saturday, February 23rd, 2008

Così recitava ieri il Corriere della Sera pubblicizzando il nuovo blog di Piero Fassino, gli attribuiva un nuovissimo account sul famoso Flickr, chiamandolo però FlickEr.. un errore di stampa? io non direi… è semplicemente l’ennesima dimostrazione della goffaggine che caratterizza lo sbarco innaturale della politica italiana su Internet.

Come sempre tutto inizia negli States; tra Obama e la Clinton la battaglia è furiosa, e si gioca in gran parte su Internet. Proprio qualche giorno fa in un confronto pubblico la Clinton ha citato Youtube come prova del fatto che Obama le avesse copiato un discorso, immaginatevi Andreotti su Facebook ^^. In America la partita la si gioca molto di più in questi termini, i siti sono tradotti in doppia lingua e fatti in maniera eccezionale, quello di La Russa per esempio è interamente in flash buttato su tanto per avere qualcosa per le mani. Obama è presente invece su un sacco di portali per giovani, da Flickr, appunto, a Twitter; è ovvio che poi riscuota successo tra i giovani, si fa sentire vicino. Come faceva presente appunto la Clinton su Youtube sono presenti i suoi discorsi, ma non ripresi da qualcuno e hostati, ma fatti per Youtube da lui stesso, sempre facendo il paragone, chissà mai che Bondi lo imiti…

La verità è che la classe politica in America ha scoperto e colto la potenza della rete, e la sfrutta nel modo a lei più utile. Sul Web tutti possono dire la propria, se Berlusconi e Prodi facessero un video alla nazione su Youtube probabilmente chiuderebbero i commenti, sarebbe consequenziale infatti il dubbio se sono gli italiani a essere un popolo volgare o se siano loro ad avere la coscienza troppo sporca per presentarsi pubblicamente sulla rete. I primi passi li fanno, Fassino ne è l’ultima dimostrazione, ma è differente trovarselo su un sito che visiti ogni giorno o andare a cercarsi il suo blog, e i due candidati alla presidenza americana lo hanno capito perfettamente.

Ma sorge adesso un’altra questione. In Italia la situazione è differente, la gente non ha il cervello tanto fuso quanto gli statunitensi e la politica sta perdendo consensi , la rete è la piattaforma di questo nuovo spirito, in discordanza con la politica di sempre. L’invasione delle forze politiche anche su questo frangente potrebbe rappresentare la fine della libertà dell’individuo.
Su Internet adesso ci troviamo di fronte a dei problemi, appena la situazione sarà tale da trasformare blog di politici in punti di riferimento ci troveremo di fronte a delle demagogiche soluzioni, e sarà tutto più offuscato di prima, la rete perderà la sua capacità di far risaltare la verità perchè non saranno più le persone comuni a confrontarsi e accorgersi delle cose, ma saranno blog dei politici e rispettivi sostenitori a rappresentare i terreni di scontro.

Questa cosa l’ha capita benissimo il PD, che difatti non perde di vista il fenomeno Obama per strutturare la propria campagna elettorale nel paese. Il suo sito vanta per la prima volta in Italia dei canali nei portali online più rinomati dagli stessi giovani che sarebbero potuti essere trascinati via dal vento dell’antipartitismo, un blog su ilcannocchiale.it invece che su un dominio privato meno accessibile, e la possibilità di aderire alla community; compare per la prima volta la voce “Diventa volontario online” o la sezione “MyPD”… impensabile fino a qualche tempo fa…

Ma non è un bene, la rete è l’unico posto dove le autorità non si sono ancora infiltrate del tutto, dove esiste ancora la libertà di pensiero, quella di espressione sennò è fine a se stessa. Se i “volontari online del PD” non fossero solo un fenomeno elettorale succederebbe che sarebbero loro i nuovi detentori dei nuclei di discussione, loro come i prossimi e futuri “volontari online di AN”, PDL, ecc .ecc. … si accentuerebbe semplicemente la funzione narcotizzante del computer…. forse si discuterebbe di più ma sicuramente si inciderebbe di meno, e la politica rimarrebbe quella cosa lontana dalla gente comune che è ora. Come sta scritto ne Il Gattopardo… vogliono cambiare tutto perchè non cambi nulla …. e noi dobbiamo evitarlo.

Il nostro compito sta nel boicottare questi punti di riferimento, sta nel dimostrare alla politica che non è lei la padrona nel web, ma è la gente, e la gente rimane!… poco importa sa l’utente successivo è Bertinotti, Berlusconi, Fini, o Mastella… loro valgono esattamente quanto noi in questo luogo, e anzi, forse il contrario, dato che le nostre giovani menti sono più allenate delle loro centenarie abitudini a padroneggiare il WWW.
Ribadiamo la nostra importanza, e non lasciamoci prendere anche Internet, o è la fine.

Dov’è il nostro oro?

Tuesday, February 19th, 2008

Come ben sappiamo da diversi secoli l’uomo apprezza l’oro più del suo prossimo, ama il bene materiale più di ogni altra cosa, secondo alcuni ciò è giusto secondo altri no, ma non è questo l’importante. Nell’antichità per scambiarsi le merci si usava il baratto, 3 camelli per 25 sacchi di grano, cifre ragionevoli, contrattabili, e che non tagliavano fuori nessuno; non esisteva il concetto del prezzo fisso così come lo intendiamo noi oggi, tuttavia l’evolversi della comunità ha portato a una maggiore estraneità tra gli stessi individui che la compongono, fattore determinante per la nascita di un “commercio tra estranei”(che poi però rimangono tali). Io entro in un negozio, prendo un pacchetto di gomme, lo pago 1.20 ed esco salutando freddamente. Questo “svilupparsi” della mentalità ha portato la moneta ad essere considerata ormai un mezzo incontrastato di scambio.. il denominatore comune tra tutti i beni materiali.

Nell’età moderna si afferma la banconota cartacea, un semplice pezzo di carta che rappresenta una quantità d’oro presente nelle tasche di chi ha emesso la banconota; al giorno d’oggi per cui ci scambiamo comunemente elementi di altissimo valore in cambio di semplici pezzi di carta con sopra inciso un valore legale, certo più comodo che portarsi dietro il sacchetto di monete d’oro, ma chi la stampa questa banconota? dove sta il mio oro? posso darvi la carta e riprendermi il metallo?

La risposta alla prima domanda è la Banca D’Italia, che al contrario di come molti immagineranno è una società per azioni, ossia privata, e non dello Stato italiano come sarebbe logico suporre. La risposta alle altre due domande invece è un secco NO; non si può infatti da parecchi anni, nè qui nè in altri paesi, andare in banca chiedendo di restiturci l’oro che possediamo alla restituzione del “tagliando” (ciò che la banconota era nata per essere). Riguardo a chi ha effettivamente detiene quest’oro la faccenda è più complessa. Sapere il nome degli azionisti di Bankitalia è tutt’ora vietato, oltre a percentuali di immaginabile attribuzione noi ignoriamo chi cavolo ha il nostro oro, ma questo è relativo, noi stiamo “bene” con la banconota che tanto ha lo stesso valore concettuale e poco ci importa di che materiale sia fatta.
Quello che ci frega è quello che succede dopo, o meglio, che è successo con l’affermarsi di tale modalità di commercio circa a inizio secolo… La nascita del Signoraggio bancario; questo è la differenza tra il valore reale e il valore facciale di una banconota, la cui produzione è all’incirca di 30 centesimi per pezzo. La speculazione che si viene a creare essendo l’affare in mano a dei privati è logica e inevitabile, ma soprattutto incontrastabile.

L’economia dei maggiori stati mondiali, e dell’Italia, funziona all’incirca così: Le banche stampano soldi → le banche prestano soldi allo stato su interesse → lo stato fa i suoi bilanci ecc ecc → noi paghiamo le tasse che vanno a coprire questo margine di interesse→ lo stato restituisce i soldi prestati. C’è solo un problema, questo ragionamento funzionerebbe solo se il cittadino avesse la possibilità di prodursi i soldi anch’esso da solo, ma essendo l’unica carta in circolazione quella della stessa banca, ed essendo TUTTA prestata su interesse, ha luogo un’unica conseguenza, il debito. Per assurdo questa storia la conoscevate già di sicuro…. questo debito di cui si parla è infatti il tanto citato debito pubblico di cui l’Italia vanta la cifra più alta in Europa (i nostri speculatori sono sempre i migliori ^^ ). Il denaro che dovremmo restituire semplicemente non esiste, e il debito è destinato ad aumentare.

La domande da porsi sono: perchè nessuno ne parla? perchè lo stato non si mette a produrre da solo le banconote? come si pensa di risanare il debito pubblico se si continua a chiedere denaro in prestito su interesse a dei privati? Purtroppo restano tutte insolute… ma per chi volesse approfondire l’argomento la rete pullula di materiale… e in alternativa c’è sempre lo ZeitGeist che spiega le origini storiche di questo fenomeno in America,situazione non troppo differente dalla nostra per tale argomento.

Controllo Sociale

Saturday, February 16th, 2008

Potrebbe sembrare assurdo, potrebbe apparire futuristico e profetico, ma svegliamoci: Sta venendo costruito attorno a noi un perfetto Sistema di controllo sociale prossimo all’ultimazione; come molti intuiranno l’America, tanto per cambiare, è all’avanguardia in questo processo si sottomissione, ma analizziamo i vari passaggi che l’hanno portata a diventare quel che è.

La politica del terrore

Benjamin Franklin agli esordi della storia americana pronunciava:”Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza“. Dopo l’11 settembre 2001 tuttavia questa perla di saggezza è precipitata nel dimenticatoio, tralasciando chi siano stati gli autori effettivi del 11/9 potendo la cosa creare solo polemica, vorrei porre l’attenzione sulla reazione dei media. Il crollo delle torri e la morte dei quasi 3000 newyorkesi coinvolti ha provocato un’ondata di sdegno nella popolazione che si è autoresa capace di ricevere una martellante propaganda su come fossero andate le cose. Prima dell’11/9 infatti l’opinione pubblica non avrebbe mai accettato una tale politica nei loro confronti, mentre appena l’evento si trasformò in un martiricidio della libertà allora si ritenne opportuno cominciare ad adottare delle più adeguate “misure di sicurezza nazionale”. Da quel momento le televisioni e i giornali hanno cominciato a parlare instancabilmente di terrorismo, incutendo vera e propria paura nelle persone, gli americani hanno cominciato a sentirsi in pericolo e ad accettare tutte le contromisure che il governo si è riservato di prendere. Le autorità con questa strategia politica sono riuscite ad ottenere due guerre in due paesi dall’altra parte del mondo facendo sentire i propri cittadini costantemente in pericolo dalla stessa esistenza di quei paesi.

Gli obbiettivi raggiunti
Nel 1993 ebbe luogo il primo attentato alle torri gemelle, una bomba nei sotteranei comuni dei due edifici, di cui la responsabilità è stata attribuita totalmente all’FBI che, arruolando per un milione di dollari Emad Salem, ha messo in piedi un vero e proprio attentato terroristico contro il proprio paese; solamente per puro caso l’attentato non riuscì nel suo intento, e i morti furono solo 6, un numero del tutto insufficiente per l’avvio di qualunque contromisura legale. Due anni dopo fu inscenato un altro episodio simile, questa volta con molto più successo, la distruzione ad Oklahoma City del Murrah Building. Questa volta i morti furono 168, abbastanza per introdurre un anno dopo la nuova legge anti-terrorismo, atta a distruggere molte libertà individuali negando alle persone diritti fondamentali in quanto “ipotetici terroristi”.
Una persona negli Stati Uniti può essere arrestata e detenuta a tempo indeterminato, torturata legalmente, può esserle negato un avvocato… solo in quanto potrebbe trattarsi di un terrorista.

Lo Scopo Finale: Il Controllo
Come ascoltabile nello ZeitGeist (fonte di buona parte delle informazioni qui riportate) Rockfeller, un magnate della finanza americana, ha dichiarato che l’obbiettivo della lobby economica che dal 1910 detiene il potere dell’economia statunitense, mira entro breve ad impiantare un chip RFID sottocutenaeo a tutti noi, chip che già ora, anche in Italia, è pubblicizzato come rivoluzionario in termini di comodità e ovviamente sicurezza. Rockfeller dichiara anche che tutto il denaro sarà trasferito su questi chip, e in qual caso si volesse escludere una persona dal Sistema, basterebbe tagliare fuori il suo chip; l’individuo non potrebbe più comprare nulla, non potrebbe più entrare in un centro commerciale, sarebbe immediatamente arrestato, insomma…. controllo totale su di noi e le nostre vite, e se già ora la situazione in America è quella appena descritta non aspettiamoci uno sfondo etico a tutta la faccenda.
L’obbettivo è controllarci, adesso qua tentano di farlo con l’informazione, ma non passerà troppo tempo prima che l’RFID sbarchi anche in Europa. Da diversi anni è in corso la creazione di database mondiali mirati a raccogliere ogni informazione su di noi, tracciare i nostri spostamenti, controllarci; in America è presente un chip molto simile nei nuovi passaporti, e a Bruxelles abbiamo avuto proprio pochi giorni fa la prova che non si sta parlando di tematiche solo extraeuropee, e in Inghilterra, per l’appunto ieri (e questo prova quanto basti fare un rapido tournèe informativo per accorgersi della situazione), è stata proposta la creazione di un database scolastico accessibile in un futuro prossimo dai datori di lavoro, ogni nuovo cittadino inglese sarà per cui dotato alla nascita di un codice a dieci cifre che lo seguirà per tutta la vita, altro che Auschwitz, qua si entra nel Grande Fratello orwelliano…

La conclusione è imprevedibile, il gioco si svolge totalmente dietro le quinte e il chip RFID potrebbe spuntare domani come fra qualche anno, l’unica cosa sicura è che non dobbiamo permettere che ciò accada, non dobbiamo farci americanizzare la coscienza critica facendo mancare all’Europa l’unico baluardo di libertà che le è rimasto, gli europei.
Questa non è una battaglia contro gli Stati Uniti, loro sono solo il punto di riferimento per sapere cosa potremmo diventare, la lotta è contro noi stessi, contro la nostra spontaneità nell’accettare passivamente ciò che ci viene detto, contro la nostra pigrizia, la nostra indifferenza, contro la paura che vogliono far nascere e sviluppare nei propri cittadini, noi… e allora lottiamo, appropriamoci della coscienza contestuale che ci negano, rendiamoci conto di come stanno le cose, e non facciamoci controllare.

La Matrice della Vendetta

Saturday, February 9th, 2008

Leggendo sulla presentazione di “V per Vendetta” che i suoi produttori sono gli stessi di “The Matrix” la cosa può passare abbastanza inosservata, d’altronde siamo talmente abituati a vedere citazioni del genere inserite solo a scopo pubblicitario che non ci facciamo quasi più caso; ma non credo la cosa sia tanto irrilevante. “The Matrix” ha sempre rappresentato, insieme ovviamente al mitico 1984 di Orwell, la società del cieco controllo delle masse, utilizzando però a differenza del suo predecessore un’ambientazione più futuristica, irrealistica, fantascientifica e improbabile, ha utilizzato delle macchine al posto degli “uomini cattivi”. Ma cos’è Matrix? Tralasciando gli ultimi due capitoli della trilogia, che come spesso accade hanno assunto un valore molto più commerciale e lontano dall’idea originale, Matrix è un Sistema (termine in questa occasione appropriato…. dato che si parla di computer ^^ ) in cui la gente vive normalmente la propria esistenza, esattamente come noi viviamo le nostre vite, stessi comfort, stesse libertà, stesse regole; solo un problema: è tutto assolutamente finto. E’ un sogno programmato e gestito da delle macchine, l’uomo, come essere corporeo, non ha nessuna consapevolezza sul reale, sulla situazione del mondo concreto, sogna dalla nascita alla morte senza mai svegliarsi, un magnifico sogno.

Bill Hicks, un geniale comico americano morto, soleva finire così i suoi spettacoli:

La vita è come un giro su una giostra al parco dei divertimenti, quando ci sali sopra pensi sia reale perchè è la forza delle nostre menti. Si sale, si scende, si ruota su se stessi… si hanno momenti di tensione e di felicità… è tutto colorato… è tutto molto rumoroso… ed è divertente per un pò. Alcuni sono sulla giostra da molto tempo, e cominciano a chiedersi: E’ tutto reale? O è soltanto una giostra? E altre persone, ricordandosene, tornano verso di noi e ci dicono: “Ehi, non preoccupatevi, non abbiate più paura… perchè questa è soltanto una giostra!”. E noi uccidiamo quelle persone.
“Fatelo tacere, ho investito un sacco in questa giostra, fatelo stare zitto!” - “Guarda la mia espressione preoccupata. Guarda il mio grosso conto in banca e la mia famiglia, questo deve essere per forza reale!”… E’ solo una giostra…. Ma uccideremo sempre quelle brave persone che cercheranno di dircelo… ci avete mai fatto caso? E lasciamo che i demoni seminino il panico… Ma non importa… perchè è soltanto una giostra… e possiamo cambiare giostra in qualsiasi momento… E’ soltanto una scelta. Nessuno sforzo. Nessun lavoro. Nessun impiego, nessun risparmio. Solo una scelta, ora. Tra la paura… e l’amore.

Questa rapida sequenza di fandonie messe in croce, apparentemente senza senso, rappresenta invece la più schietta visione delle nostre vite… castelli di carte basati su elementi irreali e inconcreti nella maggior parte dei casi. Il nostro lieto vivere sotto certi aspetti è Matrix, pensate che effetto farebbe nella società del caro Neo, e mi riferisco a quella virtuale, quella dei sogni, un film come “The Matrix”….palese!… nessuno!! Così come non ha sconvolto minimamente le cose nella nostra, e non perchè magari le cose non stanno così o mi sto facendo delle seghe mentali sproporzionate rispetto alla realtà dei fatti, ma perchè l’umanità ha paura di scendere dalla giostra… e ha paura anche soltanto di guardare giù.

“V per Vendetta” può essere benissimo interpretato come il vero secondo episodio della saga, rappresenta infatti la resa dei conti in un certo senso tra gli esseri umani e le macchine, tra i buoni e i cattivi, nell’adattamento cinematografico, tra il popolo e il governo. Ma è uno stimolo alla ribellione?
Secondo me il divario tra le due fasi, quella della pura inconsapevolezza, e quella della rivoluzione, è troppo ampio, inoltre “V per Vendetta” non era stato assolutamente concepito a tale scopo, era un fumetto, come qualcuno saprà, che risaltava l’antiteticità tra anarchia e fascismo, le differenze tra l’opera originale e l’adattamento per il grande schermo sono molte, prima tra tutte, V non inneggia alla giustizia ma all’anarchia, fattore fondamentale che fra l’altro fa tornare un paio di cose che così come ora nel film restano totalmente in sospeso. Ma è l’anarchia di V l’unica risposta ad una società del genere? Ovviamente, per rendere meglio le cose, la situazione è stata estremizzata iperbolicamente fino all’assurdo, anche il Grande Fratello di Orwell era molto più implicito e oscurato alla popolazione, in un contesto del genere una presa di potere da parte del popolo sarebbe molto più spontanea e non ci sarebbe bisogno di V; ma quello su cui vorrei concentrarmi è il modo in cui il film riesce a descrivere la passività della popolazione rispetto, per esempio, alla clamorosa falsità dei telegiornali, tutti “sanno” ma finchè non arriva il V di turno nessuno muove un dito.
Tuttavia il contesto contemporaneo è differente su molti fronti, la situazione delle masse verso il sistema, passatemi i termini, permane quella di Matrix…. ossia assoluta inconsapevolezza della situazione e quieto viver di ogni individuo nel suo piccolo, ancora nessun coprifuoco, nessun corpo criminale di stato e nient’altro che per ora turberebbe la popolazione, ripeto, i due momenti storici sono diversi, noi siamo in una fase di transizione tra “The Matrix” e “V per Vendetta”, scusate l’estrema semplificazione della faccenda ma questo è il punto.

I due film dei fratelli Wachowsky rappresentano il punto di partenza e il punto d’arrivo di un percorso che il mondo sta percorrendo, ossia un allontanamento dei governi dai propri cittadini, elemento di cui la conseguenza diretta è il controllo del governo sui cittadini, e, più avanti, la presa di coscienza da parte di quest’ultimi e la loro manifestazione di dissenso, che può andare dal votare un’altra persona a prendere in mano un fucile.
Tuttavia in un periodo storico del genere, in cui i governi hanno il potere sull’opinione pubblica tramite i mass media, in cui la situazione politica è già in uno stato così avanzato per cui l’informazione è completamente corrotta, il potere è già nelle mani di pochi, e lassù c’è sempre la stessa gente, mi sembra del tutto improponibile la prima alternativa, sarà qualcosa di più radicale a cambiare le cose…
Molto più radicale.

Un passo indietro, o non si va avanti.

Thursday, January 31st, 2008

Cos’è la natura? Cos’è l’uomo?

Queste sono domande che abbiamo smesso di porci. Se l’uomo riuscisse a riesumarle dal buio dell’“assodato epistemologicamente”, e a cercare una risposta, riuscirebbe sicuramente a riappropiarsi della propria esistenza, della propria vita come essere umano. Le convinzioni e convenzioni che dominano le nostre giornate, mangiare alle 13 per pranzo, alle 8 per cena, guardare le notizie perchè è “doveroso”, andare a lavorare per portare il pane a casa, tenersi puliti, andare a scuola, ci tengono occupati tutta la vita, deviandoci l’attenzione dalla vera realtà delle cose. Se ognuno pensasse a se stesso, e con questo non intendo “farsi i cazzi propri” e fregarsene degli altri, ma alludo all’autarchia, soprattutto in piccoli gruppi, produrre da mangiare per se stessi, e non dipendere da società varie per corrente, acqua o gas, avremmo molto più tempo per noi stessi, avremmo molto più tempo per pensare, non vivremmo le nostre futili vite nella più totale frenesia; saremmo anche molto più tranquilli, meno stressati… più blandi insomma.
Nell’attuale sistema sociale il lavoro è concepito come un mezzo per sopravvivere, si lavora in cambio di soldi da poi spendere in tutto ciò che ci serve, ma cosa succederebbe invece se si lavorasse per se stessi? se invece di tappi di bottiglia si producessero carote, se il lavoro fosse utile a se stessi e non fosse convertito in denaro?
Questo non succede perchè tale visione del mondo, lavorare per se stessi o a vantaggio di una piccola comunità, è normalmente identificata come “comunismo”, e questa parola è presente nei vocabolari come struttura politica-economica di uno stato; ma cos’è uno stato? lo stato è in teoria elaborato come una comunità più estesa, una società in cui si hanno migliaia di servizi in più e dove tutto il lavoro ha l’unità di misura comune del denaro.
Fin qui tutto bene… i conti tornano, i servizi soddisfano, i soldi ci sono, e le nostre vite sono piene di comfort assurdi e impensabili per altri modelli politici.
Ma le cose non stanno così, la situazione è degenerata, questo modello è diventato corrotto, i servizi non funzionano, i soldi non ci sono, la gente si è impoverita pur ammazzandosi di lavoro quanto prima; vuol dire che c’è un problema. Nel corso degli ultimi duemila anni, dai tempi di Roma se non prima, la grande “comunità” cittadina ha iniziato a deragliare dalla propria natura concettuale, gruppi di poche persone hanno preso il potere, cominciando a gestire proprietà e diritti altrui, anche se con il consenso di questi, questa realtà ha fatto si che l’iniziale matrice del progetto di stato, ideata e concepita a vantaggio completo dell’individuo, senza “ma” nè “però”, venisse distorta, creando una sorta di classe dirigente, che col passare degli anni si è trasformata prima in aristocrazia poi in borghesia… e ora qualcuno direbbe in “casta”.

Questo svilupparsi delle cose ha condotto la gente normale ha subire sulla propria pelle tutte le possibili ritorsioni di questo sistema; il mal gestire l’economia ci ha portato ad un paese precario senza alcuna certezza, difficile vivere in questo modello, infatti, senza lavoro, o senza rispetto se sei “diverso”, o senza diritti se “non ne meriti”.
Ma il punto qual’è?
“Perchè”, dovremmo dirci, “Perchè devo vivere così?” dovremmo domandarci, se questo modello ha fallito, se questa forma di stato è sfumata in orrido controllo sociale e psicologico degli individui che lo compongono, in mala economia, in male leggi, in mala informazione, allora perchè non fare un passo indietro rispetto all’incriticabile incriticato “progresso mondiale”?

L’alternativa c’è, solo che è stata classificata con un’impronta storica di una certa drammaticità.
Non so se qualcuno si ricorda della mia storica predilezione per i kibbutz, o almeno della loro impostazione iniziale, ma essi sono a tutti gli effetti la realizzazione di questa alternativa. Altro che politiche neoliberiste, gli scambi dovrebbero essere aperti, e senza moneta. Ogni attività dovrebbe mirare al beneficio comune, al progresso collettivo, monopolio autogestito. Il grande vantaggio deriverebbe dal fatto che la produzione aumenterebbe sorprendentemente, i mestieri inproficui diminuerebbero data la loro ormai poca utilità, tutta la fascia di dipendenti statali scomparirebbe, e nel gruppo ristretto, essendo il contatto quotidiano e abituale, i rapporti si adeguerebbero, l’integrazione e la tolleranza emblematizzerebbero gli animi, si raggiungerebbe il benessere collettivo, eliminando la criminalità, le libertà sarebbero assolute.
Insomma…. ce n’è di cose da fare
Muoversi gente, muoversi!