Archive for the ‘Economia’ Category

Consumo Critico

Wednesday, June 4th, 2008

Cibo

Merda, mangiamo solo merda, forse merda buona, ma pur sempre merda resta.
Ci rendiamo conto di quanto fa schifo il cibo che mangiamo tutti i giorni? Non c’è più niente di naturale, tutto un pastrocchio di conservanti, agenti chimici e gusti artificiali. Ho già parlato in qualche post delle magagne commesse dalla Monsanto sulla nostra pelle per raccattare qualche miliardino in più, e purtroppo non è l’unica. Tutto il nostro mondo occidentale è basato sull’incoscienza della gente che la porta ad un consumismo spropositato anche quando si tratta di mangiare. Potrei parlare per ore di Mc Donald e dei suoi veleni, dell’obesità in America, delle schifezze anche nella più pura delle insalate, ma voglio affrontare un argomento molto più specifico, un argomento importante per carpire la differenza tra il vivere intelligente e il vivere per abitudine. Il consumo di carne.

In un’inchiesta di Report sulla globalizzazione dell’agricoltura andata in onda diverso tempo fa trasmettevano questi dati: In America il consumo di carne pro capite annuo è di 150 kg, in Italia di 90 kg, in Cina di 50 kg mentre in India di 4kg soltanto. Ma cosa vuole dire mangiare la carne nel 2008 e, soprattutto, tenere in moto un sistema di allevamento globalizzato in grado da sostenere queste cifre?
In primo luogo significa chiudere volutamente le porte agli affamati in via di sviluppo, il nostro (vostro) mangiare carne è dannosissimo per il sud del mondo. Nei paesi occidentali circa il 60% dei cereali (importati in gran parte dal terzo mondo) vengono utilizzati per nutrire il bestiame, un vitello consuma 13 kg di cereali per ingrassare di un kg, altro che ogm come soluzione della crisi alimentare, basterebbe fare un ragionamento su questo.
Oltre il 70% del terreno agricolo dei paesi più industrializzati è dedicato al pascolo di bestiame. E’ stato calcolato che in un anno un acro di terreno potrebbe produrre fino a 2500 kg di proteine vegetali, mentre se limitato a terreno di pascolo e di allevamento solo 200 kg di proteine animali. Poi si potrebbe guardare al consumo di acqua, anch’essa importantissima per il terzo mondo. Per produrre un kg di carne sono necessari 3150 litri di acqua, mentre per un kg di grano ne bastano 200; è inutile poi condannare chi tiene il rubinetto aperto mentre si lava i denti se vogliamo continuare a mantenere vivo un tale sistema, peraltro immorale.
Ma il discorso non si limita assolutamente a questi elementi. Si deve dire come produrre un hamburger costi in termini di energia quanto illuminare una stanza per 100 ore o far girare un computer per 20. Si deve dire come ogni cazzo di hamburger costi un metro cubo di terreno, e come ogni anno vengano disboscati 310000 km² per far spazio ai pascoli. Bisognerebbe parlare di molte altre cose….che forse, come queste appena elencati, possono sembrare semplici dati, ma che sicuramente contribuiscono a formare un quadro generale piuttosto allarmante.

Sta di fatto che bisogna cominciare a vivere e agire criticamente rispetto alle abitudini, al modello occidentale e soprattutto ai luoghi comuni. Dove sta la “natura” dell’uomo quando questa significa impedire al terzo mondo di mangiare? Dove sta la nostra “natura onnivora” se la carne che l’abitudine vanta essere insita nell’alimentazione umana non è altro che un mix di decine di agenti chimici che non fanno altro che intossicarci e un briciolo di carne che riesce comunque a fare danni al pianeta?

Potrei anche dirvi che mangiare la carne fa ammalare…che provoca malattie, infiammazioni, diabete…. ma so che sarebbe difficile smuovere anime su un terreno del genere. Quello che è importante capire è che la carne non conviene al mondo… non conviene a noi occidentali come non conviene ai paesi poveri, e bisogna smettere di mangiarla, non tanto per una questione etica quanto per gli aspetti economico-sanitari della cosa. Possiamo vivere senza uccidere, facciamolo, il nostro essere la specie più integra nella sua totalità non fa altro che distruggere il pianeta, smettiamola.

Inghilterra - Anno 1984

Wednesday, March 12th, 2008

Il Controllo sociale sembra un discorso astratto, lontano ed estraneo a noi italiani, ma non ci rendiamo conto che ormai il 1984 è vicino, nei miei feed rss arrivano sempre più frequentemente notizie relative a nuove strepitose invenzioni che “rivoluzioneranno”, e questo è sicuro, le nostre vite, o contratti straordinari che favoriranno lo sviluppo eccetera eccetera… È scandaloso come non ci sia un vero movimento contro questo golpe al rallentatore mondiale, come lo chiama Luttazzi. Pochi giorni fa hanno inventato in Gran Bretagna una telecamera in grado di vedere oltre i vestiti, nulla però in confronto all’ormai conosciuta Cam VOLANTE in grado di trasmettere immagini ad alta definizione; viviamo in un film di fantascienza, ma ce li avete presente gli occhi volanti con le due alette che ti entrano in casa e ti fanno la scansione della retina?? …. esistono, e la polizia inglese è già abilitata ad uso; preferiscono chiamarli “Microdroni” ma sappiamo benissimo che abusi potrebbe comportare il libero utilizzo di tali marchingegni. Ma le Cam sono ormai un baluardo del controllo…. la facciata senza faccia, il soldato del Sistema, esistono già Cam in grado di ascoltare le conversazioni dei passanti, di identificarti automaticamente in base alla targa, e parecchie altre. In Giappone è stato inventato un software in grado di riconoscere le facce e di associarle a un database contenente tutti i dati…per ora funziona solo con i volti asiatici ma non mi stupirei troppo se nel giro di pochi mesi si traducesse l’applicazione anche in morfologia europea. I primi casi di abuso per le Cam si sono già verificati, ma sono relativi ad azioni di natura sessuale e non sociale, questi infatti aspetteranno ancora un pò prima di manifestarsi; in Inghilterra, come avrete sicuramente capito dagli articoli, è stato approvato un piano straordinario di diffusione capillare di ogni tipo di Cam, nelle strade bretoni è presente già il 20% delle Cam mondiali e si è calcolato che l’immagine di un cittadino venga catturata almeno 300 volte al giorno.

Il controllo di cui si parla non è tanto lontano, e manca poco alla soglia dopo la quale il controllo esplicito sarà orgogliosamente consentito dalla popolazione, negli articoli linkati è quasi sempre presente il concetto del terrorismo e del vandalismo cittadino… ma siamo tutti terroristi? i quartieri “bene” di Londra dove hanno installato tutte quelle maree di telecamerine pullulano di cellule altamente sovversive come vogliono farci credere? io non penso proprio. Penso che stiamo osservando passivamente uno sconvolgimento delle libertà civili inglesi, e che presto una sorte del genere toccherà anche a noi, stanno solo aspettando il crimine giusto da massimizzare a tal punto da farci volere una Cam in casa… del tipo: se ci fosse stata una telecamera sul pozzo di Gravina si saprebbe per certo se Pappalardi sia un criminale o no!… ma scommetto che invece che sdegno gli abitanti del quartiere sarebbero appena compiaciuti da un minimo di riguardo nei loro confronti da parte delle autorità….ma prima le metteranno sui pozzi…. poi nelle strade… poi nelle case… poi apparirà strettamente necessario introdurre le Cam volanti per sorvegliare i tetti da cui i terroristi potrebbero lanciarsi.

Ma le Cam non sono l’unica preoccupazione che dobbiamo porci, forse con tempi più lunghi, ma è imminente anche l’entrata nel quotidiano dei chip RFID, già citati qualche intervento fa.
Nel 2008 è prevista la vendita di 2,6 miliardi di chip Radio Frequency IDentification, tuttavia la loro vendita non sarà adibita, come già succede nella progredita America, all’impianto sottocutaneo, ma saranno distribuiti addirittura dietro le etichette di cibi, giocattoli o altri beni di uso quotidiano. A Natale in diversi centri commerciali anche il tipico Babbo Natale dei film ha utilizzato queste tecnologie per sapere in anticipo il nome di tutti i bambini che gli saltavano in braccio, intelligentemente dotati di un piccolo dispositivo su cui i genitori sceglievano cosa scrivere, chi potrebbe mai pensare male no?? Negli Stati Uniti si è deciso di taggare ogni confezione di Viagra… mentre, notizia ben più preoccupante, MasterCard ha stilato un contratto per intraprendere una collaborazione RFID based. Ciò è il preludio della nuova era economica, dove basterà mostrare il pollice per pagare da bere o per comprarsi una macchina, dove basterà che qualcuno spenga il tuo chip o ti cancelli dal database centrale perché tu perda tutto il tuo denaro, la tua identità, la tua casa, le tue conoscenze, …la tua vita. Basterà stare “scomodi”, e di conseguenza essere potenziali terroristi, per avere dei nemici che potrebbero ucciderci nell’anima lasciandoci vivi nel corpo. Ogni individuo trasmetterà dei segnali radio facilmente rintracciabili…. non esisterà più la privacy, termine altamente terrorista e sovversivo se non antisociale, l’individuo sarà sottomesso.
Se incontriamo una Cam distruggiamola prima che ci dia consigli sul lieto vivere, o apriremo noi stessi la via ad un futuro di intimidazione delle masse, dove noi saremo le masse, dove saremo solo schiavi.

Chip Radio Frequency IDentification dietro un'etichetta

Dov’è il nostro oro?

Tuesday, February 19th, 2008

Come ben sappiamo da diversi secoli l’uomo apprezza l’oro più del suo prossimo, ama il bene materiale più di ogni altra cosa, secondo alcuni ciò è giusto secondo altri no, ma non è questo l’importante. Nell’antichità per scambiarsi le merci si usava il baratto, 3 camelli per 25 sacchi di grano, cifre ragionevoli, contrattabili, e che non tagliavano fuori nessuno; non esisteva il concetto del prezzo fisso così come lo intendiamo noi oggi, tuttavia l’evolversi della comunità ha portato a una maggiore estraneità tra gli stessi individui che la compongono, fattore determinante per la nascita di un “commercio tra estranei”(che poi però rimangono tali). Io entro in un negozio, prendo un pacchetto di gomme, lo pago 1.20 ed esco salutando freddamente. Questo “svilupparsi” della mentalità ha portato la moneta ad essere considerata ormai un mezzo incontrastato di scambio.. il denominatore comune tra tutti i beni materiali.

Nell’età moderna si afferma la banconota cartacea, un semplice pezzo di carta che rappresenta una quantità d’oro presente nelle tasche di chi ha emesso la banconota; al giorno d’oggi per cui ci scambiamo comunemente elementi di altissimo valore in cambio di semplici pezzi di carta con sopra inciso un valore legale, certo più comodo che portarsi dietro il sacchetto di monete d’oro, ma chi la stampa questa banconota? dove sta il mio oro? posso darvi la carta e riprendermi il metallo?

La risposta alla prima domanda è la Banca D’Italia, che al contrario di come molti immagineranno è una società per azioni, ossia privata, e non dello Stato italiano come sarebbe logico suporre. La risposta alle altre due domande invece è un secco NO; non si può infatti da parecchi anni, nè qui nè in altri paesi, andare in banca chiedendo di restiturci l’oro che possediamo alla restituzione del “tagliando” (ciò che la banconota era nata per essere). Riguardo a chi ha effettivamente detiene quest’oro la faccenda è più complessa. Sapere il nome degli azionisti di Bankitalia è tutt’ora vietato, oltre a percentuali di immaginabile attribuzione noi ignoriamo chi cavolo ha il nostro oro, ma questo è relativo, noi stiamo “bene” con la banconota che tanto ha lo stesso valore concettuale e poco ci importa di che materiale sia fatta.
Quello che ci frega è quello che succede dopo, o meglio, che è successo con l’affermarsi di tale modalità di commercio circa a inizio secolo… La nascita del Signoraggio bancario; questo è la differenza tra il valore reale e il valore facciale di una banconota, la cui produzione è all’incirca di 30 centesimi per pezzo. La speculazione che si viene a creare essendo l’affare in mano a dei privati è logica e inevitabile, ma soprattutto incontrastabile.

L’economia dei maggiori stati mondiali, e dell’Italia, funziona all’incirca così: Le banche stampano soldi → le banche prestano soldi allo stato su interesse → lo stato fa i suoi bilanci ecc ecc → noi paghiamo le tasse che vanno a coprire questo margine di interesse→ lo stato restituisce i soldi prestati. C’è solo un problema, questo ragionamento funzionerebbe solo se il cittadino avesse la possibilità di prodursi i soldi anch’esso da solo, ma essendo l’unica carta in circolazione quella della stessa banca, ed essendo TUTTA prestata su interesse, ha luogo un’unica conseguenza, il debito. Per assurdo questa storia la conoscevate già di sicuro…. questo debito di cui si parla è infatti il tanto citato debito pubblico di cui l’Italia vanta la cifra più alta in Europa (i nostri speculatori sono sempre i migliori ^^ ). Il denaro che dovremmo restituire semplicemente non esiste, e il debito è destinato ad aumentare.

La domande da porsi sono: perchè nessuno ne parla? perchè lo stato non si mette a produrre da solo le banconote? come si pensa di risanare il debito pubblico se si continua a chiedere denaro in prestito su interesse a dei privati? Purtroppo restano tutte insolute… ma per chi volesse approfondire l’argomento la rete pullula di materiale… e in alternativa c’è sempre lo ZeitGeist che spiega le origini storiche di questo fenomeno in America,situazione non troppo differente dalla nostra per tale argomento.