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Archive for the ‘Distrazioni’ Category

Abbiate Paura

Saturday, May 31st, 2008

Abbiate Paura!


Inizio con lo scusarmi se in questo mese di maggio non sono riuscito a stare minimamente dietro al blog, dovevo recuperare a scuola come molti di voi… beh…l’unica cosa che posso dirvi è che è stato un mese tragico, in 9 mesi per la prima volta ho dedicato un periodo di tempo continuato allo studio e posso assicurare che un ragazzo nella propria vita deve scegliere: andare bene a scuola riempendosi la testa di inutili nozioni insepressive e inconcludenti, oppure vivere una vita da cittadino informato. Il nostro pessimo sistema informativo costringe una persona a non potersi ritenere informata sentendo un telegiornale mentre cena o leggendo un giornale prima di entrare a scuola o andare a lavoro, deve per forza andare su internet, passare ore e ore a cercare per blog e forum qualcosa di attendibile e solo dopo costruirsi un opinione. Non solo ascoltare l’informazione convenzionale non va bene, ma è anche dannoso essendo che viene fornito solo un punto di vista nutrito di argomentazioni faziose e con un secondo fine.

Ma volevo parlare d’altro, questo mese è stato terribile dal punto di vista politico per una serie infinita di motivi, abbiamo ingranato la viva atmosfera berlusconiana con i casi Santoro e Travaglio. Si è respirato odore di censura a pochi giorni dalla legittimazione del nuovo governo. Con l’editto bulgaro nel 2002 Santoro, Luttazzi e Biagi sono stati allontanati dalla televisione perché ne facevano un uso “criminoso”, Luttazzi non ce lo fanno ancora rientrare, mentre Santoro ha alzato la guardia abbassando i pugni. In televisione adesso c’è un sacco di gente brava come Bertolini o la Littizzetto, ma il primo lo sputano a notte fonda con Glob mentre la Littizzetto si autocensura pur di restare là; e Fazio che con lei fa le scuse a tutti a testa bassa quando per sbaglio viene detta troppa verità tutta insieme nel suo programma (che comunque è uno dei pochi che presenta ancora libri leggibili). Sennò possiamo parlare di Report, condotto dalla bravissima Gabanelli, che prima parlava della cospirazione dell’11/9, dei rapporti tra mafia e politica in Italia, delle magagne statali…e ora parla delle ferrovie che non funzionano, non che non sia un problema serio, ma il livello è indubbiamente sceso. E allo stesso modo ad una marea di buoni conduttori non è dato lo spazio necessario mentre Vespa continua a fare il programma di approfondimento della rete principale 4 sere a settimana. La censura c’è, non corre a suon di editti e decreti, corre con programmi che anche semplicemente esistendo tolgono la possibilità a cose serie di essere viste a ore decenti. Credo che già il fatto che Passaparola sia alle 7 di sera mentre Glob alle 23:45 sia un grosso problema.
L’approfondimento sembra essere diventato superfluo, ogni giorno in trasmissioni tipo Unomattina i due conduttori riescono a parlare di talmente tante cose, dalla guerra al clima passando per il soffritto, che lasciano sulla gente una calda coperta di superficialità. Questa è censura, d’altronde…. chi toglierebbe Unomattina?! un programma così innocuo….No!….è censura….E noi dovremmo cominciare ad avere paura, tanta paura. Non sappiamo più le cose, le notizie sono commentate prima di essere date, al minimo cenno di verità tutti si coprono gli occhi ed iniziano ad urlare. Travaglio che scrive libri e dorme sonni tranquilli mentre viene iper-querelato appena accenna a dire qualcosa in televisione. E’ questa la società che vogliamo? una società in cui l’unico posto dove non esiste la censura sono i libri…perché tanto nessuno li legge?
Si è parlato tanto del caso Travaglio-Schifani, ma nessuno si è preso la briga di chiedere a Schifani il perché di quelle accuse; dato che in pochi di voi immagino seguiranno costantemente Travaglio vi riporto un pò dei contenuti ai quali si riferiva.

Parlando di Paolo Ruffini (Direttore Rai3) in prima linea nella difesa di Schifani…

Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell’ex ministro democristiano e dell’ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell’On. La Loggia che non è omonimo dell’attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle…

Ma a parte che su Internet dove avremmo potuto sentire cose così? Su Repubblica? Il giornale….”non di parte”?
La verità è che mai è poi mai le avremmo potute sentire se non su internet. Dobbiamo avere paura perché internet ce ne da finalmente la possibilità, non sentiamoci al sicuro….perché tanto c’è YouTube, e anche se il caro, perché amato, perché vecchio, Repubblica non ce le dice queste cose c’è il modo di saperle lo stesso.

In Italia vige un regime, e il regime utilizza la censura, e la censura fa sì che noi non possiamo sapere le cose, e ciò, a lungo termine, manda Berlusconi al Governo. Perché non possiamo aspettarci che le catenine di sant’Antonio diffondano la fedina penale di Berlusconi perché Veltroni “non vuole nominarlo”; dobbiamo avere paura perché la situazione è questa.
Ultimamente in molti mi hanno chiesto da dove prendessi tutte le informazione che riporto nei post, non tanto con tono di accusa quanto di stupore, stupore perché è assurdo sentirsi dire cose così importanti che sembra ogni volta di aver sempre saputo e il telegiornale non ti ha mai detto. Io più che assurdo lo definirei ingiusto, ingiusto come questo paese. Perché non è giusto che non ci sia informazione e non è giusto che il tempo sparisca nell’andarla a cercare. Concludo citando un’intervista di Bertolini che accenna l’argomento in maniera piuttosto chiara.

Lo sa che parla quasi come Grillo?
«Beppe ha avuto il coraggio di svoltare radicalmente, abbracciando il teatro di denuncia. Ha collaboratori preparatissimi, è un luminare su temi come energia e ambiente. Riempie i Palasport, io no. Metà tempo si esibisce e metà studia, come Milena Gabanelli. Sono pieni di denunce, hanno più coraggio di me. Io sto più basso, non sono un tribuno come Grillo e non sposo la guitteria di Benigni. Né so fare il teatro civile di Celestini e Paolini. Il potere mi prende poco sul serio, come fa con i giullari. E poi ho la mia vita, l’Onlus in Brasile dedicata ai bambini».

Esatto, la gente non sa e per questo non può contestare nulla. Abbiate paura perché la situazione sta peggiorando continuamente, e voi sapete sempre meno, e questo, per favore, vi faccia anche incazzare.

Un Grillo per la testa

Sunday, April 13th, 2008

Dobbiamo ricordarci che il Grillo Parlante è pur sempre il personaggio di una favola di bugie e persone di legno.

Ma invece Beppe Grillo chi cavolo è?! Dopo aver lavorato per diverso tempo in tv i primi successi teatrali sono stati raccolti negli anni 90… Poco tempo dopo se ne è venuto fuori con lo spettacolo “Time Out”, e nel 2000 spaccava i computer dal vivo chiamando perfino il pubblico ad aiutarlo. Le cose sono cambiate quando il caro Gianroberto Casaleggio entrò nel suo camerino al termine di un suo spettacolo e lo convinse a interrompere il tour, cambiare idea sul mondo di Internet e dei computer e smettere di dire certe cose per incominciare a dirne altre.

Gianroberto Casaleggio ha convinto Beppe Grillo ad aprire un blog nel 2005, anno del famoso tour “beppegrillo.it”, e da allora con una media di centinaia di migliaia di utenti giornalieri (pochi giorni fa è entrato nella classifica dei primi 25 blog mondiali del TIME) Beppe continua a tenere attivo e aggiornato il suo blog. Per darvi un’idea di quanto sia influente la Casaleggio su Beppe Grillo sappiate soltanto che è lei che produce tutti i suoi libri/gadget/dvd, che è lei che gestisce il blog, le collaborazioni con chiunque, ed è probabile che siano state sue le idee dei meet-up e del V-Day. Ma è davvero possibile che Beppe abbia cambiato idea così di colpo? Impossibile dare una risposta, Internet è stato un mondo che negli ultimi anni si è evoluto in maniera impressionante e imprevedibile e ha offerto all’individuo possibilità prima inimmaginabili, ma per capire meglio questa scelta dobbiamo capire chi è veramente Gianroberto Casaleggio e quale è il suo ruolo.

Gianroberto è il fondatore dell’omonima compagnia Casaleggio associati, società di “strategie informatiche” attiva dal 2004, che meglio di tutti ha capito in tempo in Italia il fenomeno Internet. Come possiamo leggere nel suo “la Blogosfera e i media”, documento redatto nel gennaio 2006, è stata una fra le prime compagnie a comprendere le potenzialità del web, e forse già la sua impostazione di società di consulenza per le “strategie di rete” denota come fosse assolutamente cosciente e consapevole della piega che Internet avrebbe preso.
Quattro dei cinque fondatori iniziali della società, Gianroberto compreso, provengono da un passato comune, coprivano tutti ruoli importanti nella dirigenza della Webegg Spa, anch’essa azienda di consulenza informatica controllata da Telecom Italia tramite la IT Telecom Spa. Dopo qualche compravendita però la Webegg si è allontanata dalla Telecom, e dopo pochi mesi è stata fondata la Casaleggio, che tramite Beppe Grillo sta portando avanti la famosa Shareaction per riprendersi Telecom, e controllare di conseguenza il futuro della consulenza in rete, che Telecom non sfrutta opportunamente.

Ma queste faccende di pura economia sono piuttosto noiose e complesse, e ve le risparmio, più interessanti sono invece i partners della Casaleggio, fra cui troviamo sia la Enamics sia la Bivings Group, compagnie americana di portata gigantesca ma soprattutto legate a mostri della finanza internazionale, dalla J.P. Morgan, che facente parte del gruppo Rockfeller ha una sua mano appoggiata sul volante del mondo, al ministero del tesoro degli Stati Uniti.

Mi vorrei però concentrare su una attività in particolare della Bivings; Chi di voi conosce la Monsanto saprà che è una gran stronza…. ci fa mangiare veleno pur di guadagnare da inizio 1900. Come si legge in questo articolo qualche anno fa, dopo l’uscita di un articolo sull’importante rivista “Nature” criminalizzante gli OGM, di cui la Monsanto è una delle maggiori sostenitrici a livello mondiale (ne ricava un guadagno annuo di 10 mld di dollari), l’azienda si è rivolta alla Bivings per ottenere aiuto. Immediatamente sono apparsi sulla più quotata mailing list scientifica svariati utenti in difesa degli OGM, che accusavano spudoratamente gli autori dell’articolo di faziosità, di attivismo politico di parte ecc ecc.

Tutte queste cose però non sono semplici curiosità. Questa è una lunga serie di collegamenti che porta a capire il vero ruolo di Beppe Grillo in Italia. Per sua stessa ammissione la Casaleggio disse di essere intenzionata a “contribuire allo sviluppo in Italia di gruppi di pensiero e di orientamento politico”. Esattamente ciò che fa da anni di nascosto la Bivings in America.
Io non voglio giudicare Beppe Grillo, sta facendo tanto per l’Italia e gli italiani, ha dato il via alle liste civiche, una prima illuminante esperienza di attivismo civile, mantiene viva la lotta contro le magagne dello stato come gli inceneritori o simili, ha portato sulla bocca di tutte le altrimenti sconosciute indagini di Travaglio (che fa quel che fa ben da prima di Beppe Grillo). Insomma… mi sembra proprio che sia un bene per il paese. Ma ho un dubbio: e se fosse anche questo tutto un modo per intrattenerci? Per tenerci occupati? per farci credere di stare cambiando le cose? quando lui stesso ammette che già da prima dell’8 settembre sapeva che non si sarebbe ottenuto nulla, quando poi per giunta fa un altro v-day, questo dubbio si rinforza, si alimenta, e nasce il bisogno di altra informazione. Getta fango su tutto e tutti senza intaccare la sua integrità, come d’altronde chiunque farebbe. Ma non sono tesi assurde, d’altronde dietro ci sono le stesse persone che diressero il ventesimo secolo verso il mondo di oggi, che scelsero l’energia che ruba al pianeta ciò che non può restituire (lo stesso J.P. Morgan tagliò tutti i finanziamenti agli studi di Nikola Tesla che negli anni 40 scopriva l’energia pulita), le stesse persone che sono nelle logge massoniche, le stesse persone che hanno in mano l’economia mondiale (forse è per queste che Beppe dall’incontro con la Casaleggio non parla più di Signoraggio), le stesse persone che governano il mondo da dietro le quinte.
Vi rimando a una pagina molto particolare messa in piedi proprio sul sito della Casaleggio. È una “mappa del potere dove potete trovare i collegamenti tra quasi tutte le aziende Italiane… ne mancano alcune come, toh, ad esempio, proprio la Casaleggio; tuttavia è un buona chicca online e vi consiglio di impratichirvici un pò.

Il problema è che non ci si può più fidare di nessuno in questo paese. Purtroppo tutte queste informazioni sono reperibili solamente in rete, da diverse fonti ma comunque solamente in rete, e ciò ne compromette la credibilità. Non voglio spingervi a credere che Grillo sia un bene o un male, che sia un buono o un cattivo, voglio solo che vi informiate, perché come sapete bene l’informazione è la chiave che scatena la coscienza critica, la contestazione, e, più in là, la rivoluzione.
Come ha spiegato il giornalista Paolo Barnard in “Considerazioni sul V-Day”:

I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta [...] Credete veramente - continua Paolo Barnard - che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?“.

Beppe Grillo

Per finire faccio una piccola parentesi sul V2-Day che si terrà il 25 aprile. Tralasciando i tre punti posti da Grillo con cui concordo vorrei illuminare anche qui la faccia cospirazionista dell’evento. La mancanza di volontà di Grillo di inserire nei punti anche l’eliminazione della clausola che, origine di tutti i mali, da qualche anno costringe i giornalisti a essere responsabili essi stessi dei loro servizi (in pratica l’azienda non tutela… se fai un dossier su Berlusconi e ti denuncia paga il giornalista e non il programma), questa odiosa frasetta nei contratti di tutti i giornalisti ha reso impossibile una vera informazione, distruggendo programmi come Report o rendendoli sicuramente più discutibili. Ma cosa può voler significare l’assenza di questo punto? Essendo che senza la sua abolizione probabilmente nulla cambierà nel mondo dell’informazione tradizionale se non una cosa, la sparizione dei media più piccoli che senza il finanziamento non troveranno più spazio, penso che il V2-Day sia un surrogato di accelerazione al futuro made in Casaleggio. Come possiamo vedere nel video qua sotto e presente su www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia la Casaleggio ha stilato una previsione quasi completa di ciò che dovrebbe accadere tra qualche anno: La cancellazione dei mass media tradizionali e la digitalizzazione della vita di tutti noi mediante un avatar. Nel video si pubblicizza anche Second Life, l’emblema della funzione narcotizzante della rete, dove sono presenti sia Grillo sia Di Pietro (anche il suo blog, tanto per dirne una, è gestito dalla Casaleggio) che fanno i comizi virtuali. Ci sarebbe da discutere ore su questo filmato… dai simboli massonici al fatto che una statua di prometeo è situata davanti al Rockfeller center a New York… Ma divagherei troppo per un intervento già troppo lungo… per cui vi lascio alla visione del filmato.

Concludo qui anche se l’argomento richiederebbe ancora diverse pagine… in compenso vi lascio una piccola linkografia per chi volesse approfondire… e approfondite mi raccomando! ;)

Disinformazione.it
Youtube
NewMediaExplorer
Oriefeiro
Il lato B di Grillo

Alla ricerca della felicità

Saturday, April 5th, 2008

Cos’è la felicità?
Ultimamente abbiamo perso di vista questo valore, l’occidente si è concentrato talmente tanto sul cosiddetto “American way of life” che ha creato una generazione, la nostra, non più in grado di guardare alle cose con occhi umani e oggettivi, ma solo con occhi abituati a vedere ciò che è stato ordinato. La felicità credo sia semplicemente essere in armonia con se stessi e con le cose che ci circondano, e anche il più piccolo disequilibrio rende impossibile la felicità.

John Titor, il noto crononauta che dice di essere venuto dal 2036, prevedeva nel 2005 una guerra civile in America, fra le campagne e le città. Io non credo a Jhon Titor, ma se dovessi fare uno sketch del genere mi studierei decisamente bene cosa dire, e credo che anche lui lo abbia fatto. La contrapposizione fra campagna e città non rappresenta solo uno dei millenari contrasti che ha caratterizzato l’umanità nel passato, ma è anche qualcosa che certamente si riproporrà alle civiltà contemporanee.
Le campagne e le città infatti, a differenza che nel passato dove il fattore determinante era la ricchezza, rappresentano il contrasto tra la natura e l’attuale società. Ho detto più volte nel corso dei miei interventi che l’uomo ha smarrito il suo vero rapporto con la natura e deve lottare per rimpossessarsene, ma dov’è che troverà mai la sua vera essenza rimanendo chiuso nella gabbia cittadina??

Riporto un’affermazione di John Titor in proposito:

« Quando il “conflitto” civile iniziò e peggiorò, la gente dovette decidere se stare nelle città e perdere la gran parte dei suoi diritti civili con la scusa della sicurezza o lasciare le città per aree rurali più isolate. La nostra casa una volta fu perquisita e il vicino di fronte fu arrestato per ragioni oscure. Questo convinse mio padre a lasciare la città. »

La città è destinata a trasformarsi nell’inferno del controllo sociale, dell’inciviltà civile e dell’ignoranza contestuale da parte dei cittadini. Come diceva Giorgio Gaber “il tutto è falso e il falso è tutto”, mai fu detta frase più centrata. Il mondo delle città in cui noi tutti viviamo è totalmente falso. È un mondo di convenzioni, di abitudini innaturali, di distrazioni, di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, di autodistruzione, di male, di soldi; è un mondo ingiusto, ma questo è irrilevante, perché noi continuiamo a credere che sia questa la realtà. Non sappiamo più cos’è un albero se attorno non c’è un’aiuola, non sappiamo più cos’è una scuola se non c’è un bidello, non sappiamo più cos’è la fisica senza una calcolatrice. Non sappiamo più cos’è la libertà, e ci limitiamo a lottare per altri soffi di libertà obbligatorie (sempre in riferimento al caro Signor G) senza capire che stiamo sbagliando tutto. La libertà è uscire dalla città, e ciò comporterà la felicità dell’individuo, quando saremo capaci di trovare l’alternativa di cui parlavo nello scorso intervento, quando guarderemo all’autarchia totale come a una soluzione, allora si che saremo felici; perché credo che un aborigeno sia molto più realizzato di qualsiasi occidentale.

città campagna

Ma allora noi cosa stiamo facendo, dove stiamo andando? semplice, noi non puntiamo alla felicità, noi vogliamo solo cambiare, e questo è un desiderio confuso che ci spinge ogni istante a lottare per qualcosa senza una visione d’insieme più risolutiva di tutto il resto. Quando l’uomo si capaciterà di voler solo essere felice, quando si toglierà dalla mente le stronzate, i soldi, la religione, l’ignoranza, allora partirà, andrà a vivere fuori dal fango occidentale, libero e indipendente dalle molteplici schiavitù che ci impediscono continuamente di essere felici.

Alternanza

Wednesday, March 19th, 2008

Fra poco ci saranno le elezioni, questione di giorni ormai, fra poco entreremo in una nuova fase politica, la più devastante per gli abitanti di questo paese.
Dal dopoguerra in poi in Italia c’è stata solo la Democrazia Cristiana, nell’81 ha lasciato per la prima volta il governo fino a sparire “del tutto” con Andreotti. Quelli sono gli Anni di Piombo, anni in cui la gente pensava, anni in cui esisteva un’alternativa, anni del 68, anni del 78, anni in cui si era capaci di contestare, anni in cui le cose si facevano forse più alla cazzo di cane, ma si facevano. Con la subentrata politica di Sivlio Berlusconi queste realtà sono andate scomparendo, tutti i forti contrasti politici si sono affievoliti, in politica l’ideale è stato rimpiazzato dal conveniente; è cominciato il grande lavaggio del cervello televisivo della “tv pubblica”, che in realtà è “tv privata”, che è Mediaset. I valori della società e degli individui sono cambiati nel corso di poche generazioni, a vista d’occhio, un passaggio che ha terribilmente scosso i più legati al passato, tutte quelle vecchiette che criticano e basta non fanno altro che esprimere il loro muto dissenso per questo rimbecillimento generale, ma chi è più in grado di capire? Chi è realmente ancora in grado di guardare obbiettivamente alla trasformazione di questi ultimi cinquant’anni e darne un giudizio oggettivo? Nemmeno loro. La realtà è che quando un contesto cambia, muta anche l’individuo, egli ha uno sconvolgimento totale dei suoi parametri di valutazione abituali, viene disabituato al normale venendo posto in un surrogato di normale, differenza che però non riesce più a cogliere e di conseguenza contestare.

A 15 anni dall’esposizione pubblica di Berlusconi, a 15 anni dall’inizio della fine, si sta per verificare il più drammatico degli eventi, l’Alternanza politica tra due maxipartiti.

La semplificazione della politica, il suo ringiovanimento, tutte menzogne, la verità è che in Italia sta finendo un’era e ne sta cominciando un’altra.
La permanenza della DC al governo abbiamo visto come ha rinforzato la base popolare di contestazione, quella politica infatti è tutta un’altra faccenda; così del resto è sempre stato, quando c’è un governo in piedi chi raccoglie più consenso è l’opposizione. Questo fatto per esempio lo possiamo vedere nella parte più reattiva della popolazione, i giovani; quando c’era Forza Italia a governare si è messo in moto un movimento contro la Moratti allucinante, qualcosa che va oltre la semplice protesta politica, una rabbia istintiva a difesa della propria integrità; adesso con Prodi, seppur l’esperienza sia durata poco, se ne possono già notare gli effetti, è nato il Blocco Studentesco, un movimento di studenti di destra che si sta consolidando e allargando con un ritmo incredibile seppur dica quello che le sinistre hanno sempre sostenuto. Il punto è che il Governo è sempre il cattivo… e questo è vero, perché è impossibile accontentare contemporaneamente 60 milioni di persone, per altro senza un briciolo di humanitas, facendosi gli affari propri lassù con i nostri soldi.

Se veramente si realizza quello che si prospetta allora siamo tutti nei guai, l’Italia è nei guai, vi sarà un’alternanza continua tra “destra” e “sinistra”, e deve passarne di tempo perché la consapevolezza che non si arriverà da nessuna parte in questa maniera arrivi alla gente comune, deve passarne di tempo prima che 60 milioni di italiani smettano di votare volantinando davanti ai propri seggi, deve passarne di tempo prima della rivoluzione. La gente continuerà a schierarsi dall’una e dall’altra parte senza un minimo di buonsenso e di memoria del passato, dopo 5 anni non si ricordano i guai passati un lustro prima, dopo un governo si pensa che il solito “meno peggio” sia l’altro… Tutta un’enorme distrazione ai fini del completo controllo sociale, al fine di evitare un’opinione pubblica uniformemente critica.
Potremmo trovare anche diverse analogie col sistema politico americano… ma servirebbe a poco, sappiamo bene cosa vuol dire sentirsi impotenti davanti alla vita della polis vero? impotenti di fronte alle nostre vite, impotenti individui in un mare di indifferenza…. lo sappiamo che significa giusto?
Se vincerà l’uno o l’altro, Berlusconi o Veltroni, non fa differenza, l’Italia avrà perso, noi avremo perso; se vincerà qualcuno dei partitelli minori non vi sarà governabilità, e comunque teniamolo a mente: sono tutti della stessa pasta, pasta di merda.

La soluzione a questo macello è lontano da tutti noi, continuare a votare il meno peggio solo perché c’è gente morta per questo diritto…. o non votare nessuno precludendosi ogni diritto di scelta essendo tutti noi in una “”democrazia”"? Mah…
Io dico solo di spegnere la televisione, di chiudere i giornali, di guardare alla storia come a una maestra, e sperare che non riescano mai a impadronirsi del nostro cervello.

Libertà obbligatoria

Friday, February 29th, 2008

Così riportava un famoso album di Giorgio Gaber, Libertà Obbligatoria, facendogli centrare come sempre il problema: La nostra “libertà” è fasulla e apparente.
Questa civilità occidentale di cui facciamo parte non è altro che un miscuglio di distrazioni dalla vera essenza dell’essere umano, un sacco di cose inutili che contornano le nostre vite di piaceri convenzionati dall’abitudine. I telegiornali sono i primi a darci questa sensazione, ci parlano di cani, calciatori e veline per trascurare problemi molto più importanti, ogni giorno guardo il telegiornale e sento il solito: “visto che oggi è lunedì ecco a voi la rubrica di… enogastronomia!”, oppure: “dato che è martedì seguirà.. Sì Viaggiare!”… ma mi chiedo: c’è un benedetto giorno in cui ci sia una rubrica istruttiva?? quella che più si avvicina a qualcosa del genere è su rai due riguardo alla medicina… ma la cosa più intelligente che ho mai sentito dire è stata di non toccare le noccioline con le mani, e non scherzo… ma del resto si chiama di medicina… per cui è seria per antonomasia! Il degrado è veramente di proporzioni disastrose, il nome vale più del contenuto, solo perchè il Tg1 esiste da più tempo allora è il più autorevole, stessa cosa con i giornali; il problema è che non c’è una valida alternativa… se non sulla rete, che però alle stesso tempo narcotizza e assopisce, restando pure una palestra per la mente, ma anche una prigione per il corpo.

Immaginatevi se al posto di rubriche sul cibo mediterraneo facessero ogni settimana una mezz’ora d’introduzione a qualche filosofo del passato, quanto pensare scatenerebbe una cosa del genere?? eppure non la fanno, anzi, forse non vogliono proprio per questo; ci sono sempre le stesse cose alla televisione, cibo, gossip e stranezze, e ovviamente “tragedie di moda” come Erba, Cogne, Garlasco e chi più ne ha più ne metta…. e noi non pensiamo, e non pensando non siamo liberi.
Sempre lo stesso Gaber cantava che la libertà non è altro che partecipazione, ma come può partecipare un popolo costretto a sorbirsi ogni settimana una rubrica di Enogastronomia?? o meglio, ripongo la domanda, come può partecipare in modo intelligente e creativo un popolo del genere?

Non può, e succede che le nostre vite finiscono per essere completamente gestite e amministrate da altre persone; ma che paese è mai questo, in cui una minima frazione di popolazione ha in mano le vite di 60 milioni di individui?
Non è un paese civile, un paese civile è un paese in cui tutti hanno il libero arbitrio non solo in termini religiosi ma anche in termini psicologici, presupposto essenziale per la libertà politico-sociale. Ed è così che le “libertà” che ci ritroviamo sono del tutto futili e relative… vestirci come ci pare, blaterare a vanvera, comprare quella marca di sigarette e tutte le demenzialità inimmaginabili…distrazioni. Ma rendiamoci conto di una cosa: Non abbiamo alcun potere decisionale su di noi. Una volta ogni 5 anni decidiamo tramite una crocetta chi deve dirci quanto soldi dobbiamo dargli. È un assurdità totale!!
Il vero problema è che la politica non va da nessuna parte…. siamo semplicemente troppe persone per essere rappresentati da una camera di deputati…. 60 milioni di persone in contesti incredibilmente differenti l’uno dall’altro che devono scegliere il meno peggio tra degli ometti paffuti che abitano tutti a Roma e prendono 40 volte lo stipendio di un ragazzo precario in un call center, anche volendo, e non vogliono, non sarebbero in grado di rappresentare la gente comune.

La soluzione a tutto questo non sta nel votare il migliore, sta nel rimpossessarsi del concetto di essere umano. L’essere umano può essere autarchico, in piccole comunità si può avere un’autarchia collettiva con tanto di surplus industriale, ma in un paese di 60 milioni di abitanti si ha solo una popolazione e un paese in disgrazia.
Questo è meglio farglielo capire, prima di essere italiani, siamo esseri umani, con le stesse identiche capacità, tutti, non è giusto che per ragioni storiche qualcuno ne abbia più di altri, e se è così che funziona, allora c’è un problema, ed è un problema che non potrà mai essere risolto se continua la politica del controllo sociale, la politica della repressione, la politica della divisione degli individui, la politica loro; questo Sistema non funziona, è ora di cambiarlo, e la chiave sta nell’azione collettiva, nella solidarietà sociale, ma ancor di più… sta nello stare attenti ai loro sporchi giochi, sta nel non farci fregare ancora.