Archive for the ‘Dissenso’ Category

Automazione

Monday, September 22nd, 2008


In molti avrete sentito parlare di ciò che il nuovo ministro della pubblica istruzione ha intenzione di combinare a Scuola e Università. Nel corso di questi primi mesi di governo è già riuscita a pianificare una strategia d’attacco alla Scuola Pubblica. C’è però qualcosa di diverso rispetto a ciò che puntualmente succedeva con ogni governo. Di solito i carissimi si limitavano a rispettare le posizioni stereotipate della loro formazione politica rispetto all’argomento Scuola seguendo la fenomenologia presente in questo paese. Era un mero prendere posizione, una semplice porsi nei confronti di un’istituzione fondamentale come la Scuola secondo degli schemi parlamentari, e non politici. Anche prese di posizione un pò più estreme e decise come quelle della Moratti, che andavano a toccare nel concreto i fondamenti della scuola, non sono state portate avanti fino in fondo, la congiunta opposizione sociale-di posizione ha permesso di fermare quei provvedimenti fino a che cambiassero le acque, ma nulla di più.

Adesso le cose sono diverse. Il regime mediatico instaurato con la venuta di Berlusconi dallo stesso e dagli altri piduisti è riuscito a raggiungere buona parte dei suoi obbiettivi. Gli italiani sono stati plasmati abbastanza, quanto serve per andare avanti, adesso si può procedere fino in fondo. Ma avanziamo un passo alla volta, analizziamo per bene cosa stanno facendo adesso.

Fioroni, tanto per la solita politica di posizione, aveva alzato l’obbligo scolastico fino a 16, la Gelmini lo ha abbassato di nuovo fino a 14. Può sembrare uno dei tanti punti su cui la destra la pensa in un modo e la sinistra in un altro…tanto per tradizione. Ma c’è una sostanziale differenza tra le azioni dei due: Fioroni con l’innalzamento dell’obbligo scolastico ha semplicemente confermato il “come la pensa la sinistra”, ribadendo una posizione solo di nome, senza sostenere economicamente in modo adeguato questa intenzione. La Gelmini invece, riabbassandolo, assolve lo Stato da un’importante responsabilità: quella di fornirci un’istruzione gratuita fino a quell’età. L’obbligo scolastico fermo a 14 anni è come una barriera selezionatrice, chi sa che presto dovrà lavorare perché dovrebbe iniziare le superiori se sa che molto probabilmente non potrà finirle, se sa che non avrà le centinaia di euro che la scuola chiede di spendere in libri.

Ma la Gelmini non si è fermata all’obbligo scolastico, come ho detto prima il regime mediatico ha già lavorato abbastanza, e sarebbe stupido fermarsi a puntare sulla dispersione scolastica per deculturizzare le nuove generazioni di un intero paese quando puoi andare molto oltre. Col decreto 137 la Gelmini ha dichiarato espressamente le sue intenzioni per quello che dovrebbe essere il futuro. La ministra reintroduce con questo 3 cose fondamentali: i grembiuli, il maestro unico e il voto in condotta. Tutte forme terribili di pedagogia infantile. I grembiuli e il maestro unico forse ci riguarderanno di meno, ma ci rendiamo conto che sono gli strumenti con cui vogliono formare le nuove generazioni? Questi sono strumenti pedagogici, nient’altro, sembrerò esagerato, ma credo che un bambino che cresce col grembiule cresca con un concetto di libertà molto più limitato di qualcun altro, e così uno che cresce con 5 anni di maestro unico arriverà alle medie e alle superiori….e nella vita, con un concetto di “autorità” indipendente da quello di “autorevolezza” e molto meno dubitabile e discutibile di quello con cui ad esempio siamo cresciuti noi. E così con il voto in condotta, che però ha un compito un attimino diverso, ossia porre sotto scacco una generazione come la nostra cresciuta con “troppe libertà” e in assenza di una pedagogia di stato. Un rimetterci in riga forzatamente.

Ma non è sola la Gelmini nella lotta contro di noi, contro un futuro migliore. Ad aiutarla è intervenuta La presidente della commissione cultura alla Camera, l’on. Valentina Aprea, con un disegno di legge che mette veramente paura. Per farla breve: I consigli di istituto verrebbero a a chiamarsi consigli di amministrazione avviando la scuola verso quella terminologia aziendale tanto inadatta al suo ruolo. Scuole e Università diverrebbero fondazioni, dove il privato, donando un certo ammontare di denaro, entrerebbe automaticamente nei consigli di amministrazione, acquistando così capacità decisionale sul nocciolo concettuale della scuola: obbiettivi d’apprendimento, POF e contenutistica. Ogni scuola sarà comprata, sarà adibita a produrre un certo tipo di lavoratori per una certa azienda, a 14 anni il ragazzo sceglierà che lavoro vorrà fare in età adulta. Tremendo. Dirigenti scolastici avranno il diritto di decidere se vogliono o no le rappresentanze studentesche nei CDA e l’enorme responsabilità di determinare quali professori potranno insegnare nella propria scuola, due cose troppo importanti per poter essere affidate a una figura come il dirigente scolastico. Ma se vogliamo questi sono obbiettivi per il governo più a medio-lungo termine, intanto la Gelmini ci intrattiene inventandosi l’ora di educazione civica (buona cosa? beh…si, se non la si inserisse nelle ore di Storia), in quinta superiore spesso non si arriva nemmeno alla seconda guerra mondiale, come si pretende di fare un’altra materia in quelle poche ore, con quei programmi vetusti? semplice, si pretende che i ragazzi non sappiano più nemmeno cos’è l’unità d’Italia! Per combattere il caro libri nel decreto 137 è presente anche un’imposizione alle scuole di non rinnovare i propri testi per 5 anni…..perché giustamente un editore che deve vendere un testo le cui vendite sa che saranno ridotte nei 5 anni a venire a causa del mercato dell’usato non alzerà i suoi prezzi…noooo, certo che no! La maschera populista di un carrarmato che ti spara in faccia.

C’è poco da dire…. Sono riusciti a farsi eleggere anche dopo tutti i guai che hanno combinato, significa che ormai non ci ritengono più in grado di una vera opposizione sociale, significa che i piduisti hanno vinto, che viviamo in un regime. Significa che distruggendo il sistema scolastico, isolando la cultura, si assicurano il futuro, ci negano il futuro che desideriamo. Significa che stanno riprogettando la scuola per formare automi invece che cittadini in grado di possedere una coscienza critica nei loro confronti. E’ in corso un’automazione dell’individuo, se gli si nega l’accesso alla cultura gli si programma direttamente tutta la vita, ed è questo che stanno facendo. Sono 8 i miliardi, soffermiamoci sulle cifre, che nella finanziaria vengono tagliati alla scuola pubblica. Non è vero che lo Stato guarda alla scuola come uno spreco di soldi, che vuole tenersi quei soldi per altro, no, non è così. Lo Stato quei soldi non li vuole dare a noi, perché ha iniziato il suo programma di diseducazione generale, il suo obbiettivo è avere il futuro, e se lasciasse libero accesso ai saperi alle nuove generazioni questo non potrebbe permetterselo…non avrebbe il futuro, e nient’altro, perché lo avremmo noi. E allora prendiamocelo.

Il 10 ottobre si sta organizzando una manifestazione nazionale per questi temi, per impedire al nuovo esecutivo di affossare questa istituzione, questa garanzia, la Scuola Pubblica. Bisogna mobilitarsi, o ci ritroveremo fregati quando non sarà più possibile tornare indietro, perché saremo ancora meno, perché saranno ancora più forti. Questa è la piattaforma nazionale, questo il modo di aderire. Poco da dire tanto da fare. Questo è il momento, incazziamoci.

Linkografia
Piattaforma nazionale per il 10/10
Sintesi dei provvedimenti sulla Scuola Pubblica
Appello per il 10/10
Scheda breve sul DDL Aprea

Il vaso è pieno

Thursday, May 1st, 2008

Ma ha un tappo ben avvitato.

Questa è la situazione dell’Italia. Un vaso pieno di miseria, contrasto e confusione, pieno di ingiustizie e scorrettezze, pieno di gente che non arriva a fine mese tanto come di furbetti senza scrupoli. Ma come dice Howard Beale in Quinto Potere non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che le cose vanno male. Il punto è che ogni volta che ce lo risentiamo dire par come di ascoltare una storiella già sempre saputa, ma mai definita tanto chiaramente.
Il motivo dell’incapacità di cambiamento che ci trattiene a restare in una situazione del genere può essere il buonismo e l’assenza di bombaroli, come scrivevo qualche intervento fa, ma il vero tappo che impedisce al vaso di traboccare è l’informazione, o, più correttamente, l’assenza di informazione.

Venerdì scorso al Vaffanculo day sono state raccolte 1.500.000 firme, di queste persone al telegiornale nemmeno l’ombra. Tuttavia con Ronaldo e i tre viados (notare che parole si vanno a cercare per non pronunciare “oscenità” in televisione) hanno aperto diversi notiziari, l’Orango Petronilla ha dominato la scena televisiva nei notiziari del 25 aprile, tutto pur di non dar spazio alle critiche. Ma non serve dirvi che l’informazione non funziona, tutti quanti sanno che l’informazione non funziona. Le notizie hanno spazio solo se seguono la moda di turno, sulle decine di stupri commessi ogni settimana a noi giunge notizia solo di quelli in cui sono coinvolti gli immigrati, e così per gli omicidi, per non parlare della spettacolarizzazione di episodi come Cogne o Erba. I Giornalisti vengono fatti lavorare solo se non danno fastidio a nessuno, nessuna seconda domanda, nessun intervistatore informato. Ma intanto Rete 4 sta ancora là mentre Europa 7 aspetta le frequenze.

L’informazione è la chiave di tutto, se trasmettessero anche solo per una sera un confronto tra un politico e una curva di giornalisti informati e pronti a ribattere ci sarebbe la rivoluzione, e fino a qualche anno fa questi programmi esistevano, poi il Berlusconismo li ha spazzati via. Il cda della Rai è completamente in mano ai politici mentre Mediaset non ha nemmeno bisogno di intermediari per eseguire gli ordini. La rivoluzione culturale che ha concesso a Bossi il successo di cui siamo stati spettatori è stata fatta dalla televisione, la gente è in mano a una cloche governativa. La gente lavora tutto il giorno, torna a casa e giustamente si affloscia davanti allo schermo, così lo studente che imbottito fino all’orlo di date, nomi, numeri e procedimenti a memoria non aspetta altro che riposare i neuroni guardando Amici di Maria De Filippi o il Grande Fratello. Il che non è molto differente dal Dottor House o da qualche quiz, tutte distrazioni, per non parlare del semplice sfottò, che non ha altra funzione di pura pubblicità del personaggio di turno. Ma non serve dirvi che il paese va a rotoli, tutti quanti sanno che il paese va a rotoli. Se questo lavaggio del cervello continua, se continua questa informazione tra virgolette, se continua a essere questa la televisione, queste resteranno le persone. Così resteremo noi, incapaci di cambiare e di pensare.

Beppe Grillo sostiene che la scelta opportuna per intraprendere una svolta sia la rete, questo sostiene d’altronde la Casaleggio, questo mi trovo a sostenere anche io, non ci hanno lasciato niente se non questo. L’unica cosa da evitare è restare assopiti dalla tecnologia, rete non vuol dire msn, non vuol dire nonciclopedia, rete vuole dire lavoce.info, rete vuole dire giornalismo dal basso, blogging. Perchè è solo con l’informazione che la gente saprà cosa sta facendo, per chi sta votando, a cosa sta condannando il paese. E soprattutto è solo con un’informazione adeguata che si può pretendere una rivoluzione culturale basata sull’interculturalità e l’apertura sociale prima che economica, è solo con un suo buono stato che si può giocare una politica pulita e democratica. La mancanza d’informazione denota la presenza di un regime, un regime tappato con un coperchio avvitato stretto. Ma non serve dirvelo, lo sapete tutti.

Un Grillo per la testa

Sunday, April 13th, 2008

Dobbiamo ricordarci che il Grillo Parlante è pur sempre il personaggio di una favola di bugie e persone di legno.

Ma invece Beppe Grillo chi cavolo è?! Dopo aver lavorato per diverso tempo in tv i primi successi teatrali sono stati raccolti negli anni 90… Poco tempo dopo se ne è venuto fuori con lo spettacolo “Time Out”, e nel 2000 spaccava i computer dal vivo chiamando perfino il pubblico ad aiutarlo. Le cose sono cambiate quando il caro Gianroberto Casaleggio entrò nel suo camerino al termine di un suo spettacolo e lo convinse a interrompere il tour, cambiare idea sul mondo di Internet e dei computer e smettere di dire certe cose per incominciare a dirne altre.

Gianroberto Casaleggio ha convinto Beppe Grillo ad aprire un blog nel 2005, anno del famoso tour “beppegrillo.it”, e da allora con una media di centinaia di migliaia di utenti giornalieri (pochi giorni fa è entrato nella classifica dei primi 25 blog mondiali del TIME) Beppe continua a tenere attivo e aggiornato il suo blog. Per darvi un’idea di quanto sia influente la Casaleggio su Beppe Grillo sappiate soltanto che è lei che produce tutti i suoi libri/gadget/dvd, che è lei che gestisce il blog, le collaborazioni con chiunque, ed è probabile che siano state sue le idee dei meet-up e del V-Day. Ma è davvero possibile che Beppe abbia cambiato idea così di colpo? Impossibile dare una risposta, Internet è stato un mondo che negli ultimi anni si è evoluto in maniera impressionante e imprevedibile e ha offerto all’individuo possibilità prima inimmaginabili, ma per capire meglio questa scelta dobbiamo capire chi è veramente Gianroberto Casaleggio e quale è il suo ruolo.

Gianroberto è il fondatore dell’omonima compagnia Casaleggio associati, società di “strategie informatiche” attiva dal 2004, che meglio di tutti ha capito in tempo in Italia il fenomeno Internet. Come possiamo leggere nel suo “la Blogosfera e i media”, documento redatto nel gennaio 2006, è stata una fra le prime compagnie a comprendere le potenzialità del web, e forse già la sua impostazione di società di consulenza per le “strategie di rete” denota come fosse assolutamente cosciente e consapevole della piega che Internet avrebbe preso.
Quattro dei cinque fondatori iniziali della società, Gianroberto compreso, provengono da un passato comune, coprivano tutti ruoli importanti nella dirigenza della Webegg Spa, anch’essa azienda di consulenza informatica controllata da Telecom Italia tramite la IT Telecom Spa. Dopo qualche compravendita però la Webegg si è allontanata dalla Telecom, e dopo pochi mesi è stata fondata la Casaleggio, che tramite Beppe Grillo sta portando avanti la famosa Shareaction per riprendersi Telecom, e controllare di conseguenza il futuro della consulenza in rete, che Telecom non sfrutta opportunamente.

Ma queste faccende di pura economia sono piuttosto noiose e complesse, e ve le risparmio, più interessanti sono invece i partners della Casaleggio, fra cui troviamo sia la Enamics sia la Bivings Group, compagnie americana di portata gigantesca ma soprattutto legate a mostri della finanza internazionale, dalla J.P. Morgan, che facente parte del gruppo Rockfeller ha una sua mano appoggiata sul volante del mondo, al ministero del tesoro degli Stati Uniti.

Mi vorrei però concentrare su una attività in particolare della Bivings; Chi di voi conosce la Monsanto saprà che è una gran stronza…. ci fa mangiare veleno pur di guadagnare da inizio 1900. Come si legge in questo articolo qualche anno fa, dopo l’uscita di un articolo sull’importante rivista “Nature” criminalizzante gli OGM, di cui la Monsanto è una delle maggiori sostenitrici a livello mondiale (ne ricava un guadagno annuo di 10 mld di dollari), l’azienda si è rivolta alla Bivings per ottenere aiuto. Immediatamente sono apparsi sulla più quotata mailing list scientifica svariati utenti in difesa degli OGM, che accusavano spudoratamente gli autori dell’articolo di faziosità, di attivismo politico di parte ecc ecc.

Tutte queste cose però non sono semplici curiosità. Questa è una lunga serie di collegamenti che porta a capire il vero ruolo di Beppe Grillo in Italia. Per sua stessa ammissione la Casaleggio disse di essere intenzionata a “contribuire allo sviluppo in Italia di gruppi di pensiero e di orientamento politico”. Esattamente ciò che fa da anni di nascosto la Bivings in America.
Io non voglio giudicare Beppe Grillo, sta facendo tanto per l’Italia e gli italiani, ha dato il via alle liste civiche, una prima illuminante esperienza di attivismo civile, mantiene viva la lotta contro le magagne dello stato come gli inceneritori o simili, ha portato sulla bocca di tutte le altrimenti sconosciute indagini di Travaglio (che fa quel che fa ben da prima di Beppe Grillo). Insomma… mi sembra proprio che sia un bene per il paese. Ma ho un dubbio: e se fosse anche questo tutto un modo per intrattenerci? Per tenerci occupati? per farci credere di stare cambiando le cose? quando lui stesso ammette che già da prima dell’8 settembre sapeva che non si sarebbe ottenuto nulla, quando poi per giunta fa un altro v-day, questo dubbio si rinforza, si alimenta, e nasce il bisogno di altra informazione. Getta fango su tutto e tutti senza intaccare la sua integrità, come d’altronde chiunque farebbe. Ma non sono tesi assurde, d’altronde dietro ci sono le stesse persone che diressero il ventesimo secolo verso il mondo di oggi, che scelsero l’energia che ruba al pianeta ciò che non può restituire (lo stesso J.P. Morgan tagliò tutti i finanziamenti agli studi di Nikola Tesla che negli anni 40 scopriva l’energia pulita), le stesse persone che sono nelle logge massoniche, le stesse persone che hanno in mano l’economia mondiale (forse è per queste che Beppe dall’incontro con la Casaleggio non parla più di Signoraggio), le stesse persone che governano il mondo da dietro le quinte.
Vi rimando a una pagina molto particolare messa in piedi proprio sul sito della Casaleggio. È una “mappa del potere dove potete trovare i collegamenti tra quasi tutte le aziende Italiane… ne mancano alcune come, toh, ad esempio, proprio la Casaleggio; tuttavia è un buona chicca online e vi consiglio di impratichirvici un pò.

Il problema è che non ci si può più fidare di nessuno in questo paese. Purtroppo tutte queste informazioni sono reperibili solamente in rete, da diverse fonti ma comunque solamente in rete, e ciò ne compromette la credibilità. Non voglio spingervi a credere che Grillo sia un bene o un male, che sia un buono o un cattivo, voglio solo che vi informiate, perché come sapete bene l’informazione è la chiave che scatena la coscienza critica, la contestazione, e, più in là, la rivoluzione.
Come ha spiegato il giornalista Paolo Barnard in “Considerazioni sul V-Day”:

I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta [...] Credete veramente - continua Paolo Barnard - che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?“.

Beppe Grillo

Per finire faccio una piccola parentesi sul V2-Day che si terrà il 25 aprile. Tralasciando i tre punti posti da Grillo con cui concordo vorrei illuminare anche qui la faccia cospirazionista dell’evento. La mancanza di volontà di Grillo di inserire nei punti anche l’eliminazione della clausola che, origine di tutti i mali, da qualche anno costringe i giornalisti a essere responsabili essi stessi dei loro servizi (in pratica l’azienda non tutela… se fai un dossier su Berlusconi e ti denuncia paga il giornalista e non il programma), questa odiosa frasetta nei contratti di tutti i giornalisti ha reso impossibile una vera informazione, distruggendo programmi come Report o rendendoli sicuramente più discutibili. Ma cosa può voler significare l’assenza di questo punto? Essendo che senza la sua abolizione probabilmente nulla cambierà nel mondo dell’informazione tradizionale se non una cosa, la sparizione dei media più piccoli che senza il finanziamento non troveranno più spazio, penso che il V2-Day sia un surrogato di accelerazione al futuro made in Casaleggio. Come possiamo vedere nel video qua sotto e presente su www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia la Casaleggio ha stilato una previsione quasi completa di ciò che dovrebbe accadere tra qualche anno: La cancellazione dei mass media tradizionali e la digitalizzazione della vita di tutti noi mediante un avatar. Nel video si pubblicizza anche Second Life, l’emblema della funzione narcotizzante della rete, dove sono presenti sia Grillo sia Di Pietro (anche il suo blog, tanto per dirne una, è gestito dalla Casaleggio) che fanno i comizi virtuali. Ci sarebbe da discutere ore su questo filmato… dai simboli massonici al fatto che una statua di prometeo è situata davanti al Rockfeller center a New York… Ma divagherei troppo per un intervento già troppo lungo… per cui vi lascio alla visione del filmato.

Concludo qui anche se l’argomento richiederebbe ancora diverse pagine… in compenso vi lascio una piccola linkografia per chi volesse approfondire… e approfondite mi raccomando! ;)

Disinformazione.it
Youtube
NewMediaExplorer
Oriefeiro
Il lato B di Grillo

Casta vs Mussolini

Sunday, March 30th, 2008

Credere Obbedire Combattere.

Il vecchio motto degli anni 20 che tutti conosciamo. Sembra storia, sembra appartenente a tutta una serie di cose legate al passato, sembra qualcosa di superato, non sicuramente di attuale e contemporaneo. Ma siamo sicuri che sia così?

Analizzando il contesto attuale da un punto di vista equidistante da ogni polo, ed esterno alla situazione tanto quanto lo siamo noi guardando al ventennio fascista, si può dire con sicurezza che siamo molto più vicini a questa fede noi di loro. Credere, Obbedire, Combattere, palese come siano le tattiche principali per attuare un controllo totale sulla società e sull’individuo.
Nel fascismo, o meglio, nel fascismo di Mussolini, non tutti credevano obbedivano e combattevano, per il semplice fatto che il fascismo era una struttura imposta, tutto il sistema era stato calato dall’alto, di colpo, senza rendere conto a fattori come il contesto psicologico di un paese e della sua popolazione. Di conseguenza il manifestarsi tutto d’un tratto del nuovo Sistema non ha permesso un’eliminazione graduale e totale di ogni componente dell’opposizione, e parlo di vera opposizione, opposizione legata rigorosamente a canoni ideologici che non si mescolavano tra loro con un repentino cambio di sigle, siglette e numerini.

Ma l’umanità si è evoluta, e anche le persone cattive hanno scoperto metodi più cattivi e allo stesso tempo più efficaci. È stato scoperto il potere offerto dal controllo dei Mass Media, è stato scoperto il vero controllo sociale, e il famoso motto di cui si parlava prima si sta realizzando molto più che nel passato. Per credere si crede, non credo occorra insistere sull’enorme potere che esercita la religione in termini di controllo delle masse e soprattutto controllo d’opinione. Controllo che poi è destinato a trasferirsi nell’ambito politico, dalla questione dell’aborto all’eutanasia. Crediamo inoltre alle loro fandonie, crediamo alla democrazia, crediamo alla loro società, crediamo all’informazione, crediamo a tutta una serie di determinate cose che poi portano indubbiamente all’applicazione delle altre due azioni. Obbedire, brutta parola, fa subito pensare al Gerarca Barbagli di turno che ordina la follia del giorno, ma obbedire vuol dire ben altro. Obbedire significa semplicemente vivere in una determinata maniera, seguire le loro mode, e noi viviamo in una determinata maniera, seguendo le loro mode; trascorriamo le nostre vite esattamente come ci dicono di fare loro, elementari, medie, superiori, università per chi può, “lavoro”, riproduzione, vecchiaia tanto per, morte. Non gliene frega nulla se apriamo blog, raccogliamo firme o urliamo nei megafoni, quella che manca tanto è l’alternativa concreta, chi è poi colui che a 18 anni emigra verso l’isola deserta per costruire un mondo migliore? … Si finisce tutti a lavorare come schiavi, e il lavoro ci occupa la mente, produciamo di più pensiamo di meno, obbedendo, e sfociando con gli unici momenti di apparente vita politica nel terzo termine: Combattere.

Il motto originale era riferito a un periodo di guerra, tra due parti diverse, il cui contatto scatenava allora lo scontro. Ma come accennavo le cose si fanno più pesanti, si è capito che la guerra è molto più efficace se all’interno di una sola parte. E con guerra non intendo scontro armato, ma il continuo contrasto “politico” legato a vecchi valori che ci distraggono dal contesto contemporaneo non facendoci applicare sulla nostra realtà, quella vera e concreta. Ci scontriamo ogni giorno per cose che alla luce di una società libera non hanno alcun valore, pillola sì-pillola no, chi vuole se la piglia!, suicidio illegale, omosessuali fuorilegge perché si ama e si bacia chi con la chiesa combacia. Tutte stronzate che in un mondo più razionale fatto di vere libertà non sarebbero questioni di dibattito nazionale. Questo nostro continuo combattere, per arrivare a un punto che a loro va comunque bene, ha l’unico effetto di distrarci da una visione più utopistica della realtà, che è utopia solo perché stiamo fermi a guardarla senza muovere un dito.

Ovvia per cui la conclusione, siamo molto più nel fascismo noi che i nostri bisnonni, solo che i nostri governanti sono stati un tantino più bravi dei loro bisnonni (anzi nonni data l’età media) a farci volere un sistema piuttosto che calarne uno da una posizione che non sarebbe stata sicuramente accettata totalmente.
La via di fuga è semplice, smettere di credere diffondendo la consapevolezza, smettere di obbedire vivendo in un’altra maniera da quella impostaci, e non cadere a questo punto nel facile tranello, smettere di combattere. Noi dobbiamo continuare a lottare, ma non lotteremo più per le solite futilità solo quando riusciremo a concretizzare le altre due cose, quando una consapevolezza di gruppo e una massa di diversi saranno unitariamente su uno stesso fronte a combattere e lottare per un altro mondo, partigiani di testa e non di braccia.

Noi siamo fuori

Tuesday, March 25th, 2008

È questo il fattore scatenante degli ultimi avvenimenti storici e politici: Il Cospirazionismo internazionale. È diventato inutile ignorarlo, pensare ad altro, ritenerlo marginale o comunque non attribuirgli la dovuta importanza… non starò qui a spiegare cos’è la P2, gli Skull&Bones o il gruppo Bilderberg… voglio solo analizzare la situazione del 2008 dal loro punto di vista.

La P2 credo sia la più nota delle 3 citate, c’è poco da raccontare che non si sappia già, quello che non si racconta è il presente. Nelle ambizioni della P2 si descrive per filo e per segno il mondo verso cui ci stiamo dirigendo, senza una piega; il protagonista di questo processo è ovviamente Silvio Berlusconi, che, dopo aver costruito Mediaset, prevista da Licio Gelli (il gran maestro della P2) come strumento di indottrinamento di massa e di condizionamento dell’opinione pubblica, si è impadronito dell’ala destrogena del parlamento italiano formando il PDL e ha legittimato quel clima di attacco alla magistratura da parte della politica stessa, anch’esso rigorosamente previsto dal caro Gelli, che è sfociato nello scontro diretto con la Mastella-family… dal caso De Magistris all’arresto della moglie che ha poi scatenato quello che sappiamo. Il piano della P2 si sta realizzando parte per parte, e i coinvolti sono proprio coloro che ci governano, ma diamo un’occhiata anche al resto del mondo.

In America nel 1833 nasce la Skull&Bones, una confraternita dell’università di Yale che, dopo diversi anni di “tranquilla” attività di confraternita, si trasforma in una vera e propria società segreta. Ne fanno parte, tanto per intenderci, George Walker Bush, il suo vecchio rivale alla presidenza Kerry (Giammai venisse candidato qualcuno contrario ad invadere l’Iraq), suo padre ex presidente, suo nonno simpatizzante nazista, e niente di meno che 11 fra i collaboratori più stretti dell’attuale presidente, vicepresidente compreso. Purtroppo al contrario della P2 la Skull&Bones è ancora in piedi, e di conseguenza mantiene un religioso silenzio sui suoi intenti, piani, segreti ecc ecc. L’unica cosa certa che sappiamo è che durante l’iniziazione l’attuale presidente degli stati uniti si è sdraiato nudo in una bara a raccontare la sua intera vita sessuale fino a quel momento ai suoi nuovi confratelli, per il resto sia lui che Kerry e gli altri scagnozzi si sono sempre rifiutati di far trapelare qualcosa a riguardo più di quello che non si sapesse già.

Il Gruppo Bilderberg, al contrario dei precedenti, è un’assemblea internale che opera in assoluta segretezza. Le poche liste di nomi trapelate qualche anno fa davano in ogni caso risultati interessanti quali i nomi di Veltroni, Prodi, Draghi (ex Bankitalia), Tremonti, Profumo, Riotta… e altra gente di quartiere, solite facce insomma.

Licio Gelli - P2Bush - Skull and BonesValter Veltroni - Blinderberg

Ora: è evidente come Il mondo sia totalmente soggetto ai loro giochi dietro le quinte; l’11 settembre, la guerra in Iraq, tutto pianificato; le recessioni economiche, anche quelle totalmente controllate e scatenate da gruppi bancari che fanno i propri interessi, i mass media atti unicamente a lavarci il cervello ogni giorno di più invece che informarci; schiavi del quotidiano che ci distrae da problemi ben più grossi.
Dove finiremo di questo passo? Nella tanto predicata società del controllo di massa, fisico e mentale, in cui essere dissenzienti è un crimine? Nella società degli RFID? O forse molto più semplicemente in un mondo dove i disastri di adesso sono accentuati, in cui Loro faranno i propri interessi e Noi saremo fuori, esterni da ogni decisione, estranei alla politica, divisi e logorati tra noi stessi?
È veramente così? sono riusciti veramente a impossessarsi dei volanti dei paesi e stanno portando il mondo verso il loro tanto desiderato “nuovo ordine mondiale”?
O meglio… ripongo la domanda: Ci sono già riusciti?

Alternanza

Wednesday, March 19th, 2008

Fra poco ci saranno le elezioni, questione di giorni ormai, fra poco entreremo in una nuova fase politica, la più devastante per gli abitanti di questo paese.
Dal dopoguerra in poi in Italia c’è stata solo la Democrazia Cristiana, nell’81 ha lasciato per la prima volta il governo fino a sparire “del tutto” con Andreotti. Quelli sono gli Anni di Piombo, anni in cui la gente pensava, anni in cui esisteva un’alternativa, anni del 68, anni del 78, anni in cui si era capaci di contestare, anni in cui le cose si facevano forse più alla cazzo di cane, ma si facevano. Con la subentrata politica di Sivlio Berlusconi queste realtà sono andate scomparendo, tutti i forti contrasti politici si sono affievoliti, in politica l’ideale è stato rimpiazzato dal conveniente; è cominciato il grande lavaggio del cervello televisivo della “tv pubblica”, che in realtà è “tv privata”, che è Mediaset. I valori della società e degli individui sono cambiati nel corso di poche generazioni, a vista d’occhio, un passaggio che ha terribilmente scosso i più legati al passato, tutte quelle vecchiette che criticano e basta non fanno altro che esprimere il loro muto dissenso per questo rimbecillimento generale, ma chi è più in grado di capire? Chi è realmente ancora in grado di guardare obbiettivamente alla trasformazione di questi ultimi cinquant’anni e darne un giudizio oggettivo? Nemmeno loro. La realtà è che quando un contesto cambia, muta anche l’individuo, egli ha uno sconvolgimento totale dei suoi parametri di valutazione abituali, viene disabituato al normale venendo posto in un surrogato di normale, differenza che però non riesce più a cogliere e di conseguenza contestare.

A 15 anni dall’esposizione pubblica di Berlusconi, a 15 anni dall’inizio della fine, si sta per verificare il più drammatico degli eventi, l’Alternanza politica tra due maxipartiti.

La semplificazione della politica, il suo ringiovanimento, tutte menzogne, la verità è che in Italia sta finendo un’era e ne sta cominciando un’altra.
La permanenza della DC al governo abbiamo visto come ha rinforzato la base popolare di contestazione, quella politica infatti è tutta un’altra faccenda; così del resto è sempre stato, quando c’è un governo in piedi chi raccoglie più consenso è l’opposizione. Questo fatto per esempio lo possiamo vedere nella parte più reattiva della popolazione, i giovani; quando c’era Forza Italia a governare si è messo in moto un movimento contro la Moratti allucinante, qualcosa che va oltre la semplice protesta politica, una rabbia istintiva a difesa della propria integrità; adesso con Prodi, seppur l’esperienza sia durata poco, se ne possono già notare gli effetti, è nato il Blocco Studentesco, un movimento di studenti di destra che si sta consolidando e allargando con un ritmo incredibile seppur dica quello che le sinistre hanno sempre sostenuto. Il punto è che il Governo è sempre il cattivo… e questo è vero, perché è impossibile accontentare contemporaneamente 60 milioni di persone, per altro senza un briciolo di humanitas, facendosi gli affari propri lassù con i nostri soldi.

Se veramente si realizza quello che si prospetta allora siamo tutti nei guai, l’Italia è nei guai, vi sarà un’alternanza continua tra “destra” e “sinistra”, e deve passarne di tempo perché la consapevolezza che non si arriverà da nessuna parte in questa maniera arrivi alla gente comune, deve passarne di tempo prima che 60 milioni di italiani smettano di votare volantinando davanti ai propri seggi, deve passarne di tempo prima della rivoluzione. La gente continuerà a schierarsi dall’una e dall’altra parte senza un minimo di buonsenso e di memoria del passato, dopo 5 anni non si ricordano i guai passati un lustro prima, dopo un governo si pensa che il solito “meno peggio” sia l’altro… Tutta un’enorme distrazione ai fini del completo controllo sociale, al fine di evitare un’opinione pubblica uniformemente critica.
Potremmo trovare anche diverse analogie col sistema politico americano… ma servirebbe a poco, sappiamo bene cosa vuol dire sentirsi impotenti davanti alla vita della polis vero? impotenti di fronte alle nostre vite, impotenti individui in un mare di indifferenza…. lo sappiamo che significa giusto?
Se vincerà l’uno o l’altro, Berlusconi o Veltroni, non fa differenza, l’Italia avrà perso, noi avremo perso; se vincerà qualcuno dei partitelli minori non vi sarà governabilità, e comunque teniamolo a mente: sono tutti della stessa pasta, pasta di merda.

La soluzione a questo macello è lontano da tutti noi, continuare a votare il meno peggio solo perché c’è gente morta per questo diritto…. o non votare nessuno precludendosi ogni diritto di scelta essendo tutti noi in una “”democrazia”"? Mah…
Io dico solo di spegnere la televisione, di chiudere i giornali, di guardare alla storia come a una maestra, e sperare che non riescano mai a impadronirsi del nostro cervello.

Inghilterra - Anno 1984

Wednesday, March 12th, 2008

Il Controllo sociale sembra un discorso astratto, lontano ed estraneo a noi italiani, ma non ci rendiamo conto che ormai il 1984 è vicino, nei miei feed rss arrivano sempre più frequentemente notizie relative a nuove strepitose invenzioni che “rivoluzioneranno”, e questo è sicuro, le nostre vite, o contratti straordinari che favoriranno lo sviluppo eccetera eccetera… È scandaloso come non ci sia un vero movimento contro questo golpe al rallentatore mondiale, come lo chiama Luttazzi. Pochi giorni fa hanno inventato in Gran Bretagna una telecamera in grado di vedere oltre i vestiti, nulla però in confronto all’ormai conosciuta Cam VOLANTE in grado di trasmettere immagini ad alta definizione; viviamo in un film di fantascienza, ma ce li avete presente gli occhi volanti con le due alette che ti entrano in casa e ti fanno la scansione della retina?? …. esistono, e la polizia inglese è già abilitata ad uso; preferiscono chiamarli “Microdroni” ma sappiamo benissimo che abusi potrebbe comportare il libero utilizzo di tali marchingegni. Ma le Cam sono ormai un baluardo del controllo…. la facciata senza faccia, il soldato del Sistema, esistono già Cam in grado di ascoltare le conversazioni dei passanti, di identificarti automaticamente in base alla targa, e parecchie altre. In Giappone è stato inventato un software in grado di riconoscere le facce e di associarle a un database contenente tutti i dati…per ora funziona solo con i volti asiatici ma non mi stupirei troppo se nel giro di pochi mesi si traducesse l’applicazione anche in morfologia europea. I primi casi di abuso per le Cam si sono già verificati, ma sono relativi ad azioni di natura sessuale e non sociale, questi infatti aspetteranno ancora un pò prima di manifestarsi; in Inghilterra, come avrete sicuramente capito dagli articoli, è stato approvato un piano straordinario di diffusione capillare di ogni tipo di Cam, nelle strade bretoni è presente già il 20% delle Cam mondiali e si è calcolato che l’immagine di un cittadino venga catturata almeno 300 volte al giorno.

Il controllo di cui si parla non è tanto lontano, e manca poco alla soglia dopo la quale il controllo esplicito sarà orgogliosamente consentito dalla popolazione, negli articoli linkati è quasi sempre presente il concetto del terrorismo e del vandalismo cittadino… ma siamo tutti terroristi? i quartieri “bene” di Londra dove hanno installato tutte quelle maree di telecamerine pullulano di cellule altamente sovversive come vogliono farci credere? io non penso proprio. Penso che stiamo osservando passivamente uno sconvolgimento delle libertà civili inglesi, e che presto una sorte del genere toccherà anche a noi, stanno solo aspettando il crimine giusto da massimizzare a tal punto da farci volere una Cam in casa… del tipo: se ci fosse stata una telecamera sul pozzo di Gravina si saprebbe per certo se Pappalardi sia un criminale o no!… ma scommetto che invece che sdegno gli abitanti del quartiere sarebbero appena compiaciuti da un minimo di riguardo nei loro confronti da parte delle autorità….ma prima le metteranno sui pozzi…. poi nelle strade… poi nelle case… poi apparirà strettamente necessario introdurre le Cam volanti per sorvegliare i tetti da cui i terroristi potrebbero lanciarsi.

Ma le Cam non sono l’unica preoccupazione che dobbiamo porci, forse con tempi più lunghi, ma è imminente anche l’entrata nel quotidiano dei chip RFID, già citati qualche intervento fa.
Nel 2008 è prevista la vendita di 2,6 miliardi di chip Radio Frequency IDentification, tuttavia la loro vendita non sarà adibita, come già succede nella progredita America, all’impianto sottocutaneo, ma saranno distribuiti addirittura dietro le etichette di cibi, giocattoli o altri beni di uso quotidiano. A Natale in diversi centri commerciali anche il tipico Babbo Natale dei film ha utilizzato queste tecnologie per sapere in anticipo il nome di tutti i bambini che gli saltavano in braccio, intelligentemente dotati di un piccolo dispositivo su cui i genitori sceglievano cosa scrivere, chi potrebbe mai pensare male no?? Negli Stati Uniti si è deciso di taggare ogni confezione di Viagra… mentre, notizia ben più preoccupante, MasterCard ha stilato un contratto per intraprendere una collaborazione RFID based. Ciò è il preludio della nuova era economica, dove basterà mostrare il pollice per pagare da bere o per comprarsi una macchina, dove basterà che qualcuno spenga il tuo chip o ti cancelli dal database centrale perché tu perda tutto il tuo denaro, la tua identità, la tua casa, le tue conoscenze, …la tua vita. Basterà stare “scomodi”, e di conseguenza essere potenziali terroristi, per avere dei nemici che potrebbero ucciderci nell’anima lasciandoci vivi nel corpo. Ogni individuo trasmetterà dei segnali radio facilmente rintracciabili…. non esisterà più la privacy, termine altamente terrorista e sovversivo se non antisociale, l’individuo sarà sottomesso.
Se incontriamo una Cam distruggiamola prima che ci dia consigli sul lieto vivere, o apriremo noi stessi la via ad un futuro di intimidazione delle masse, dove noi saremo le masse, dove saremo solo schiavi.

Chip Radio Frequency IDentification dietro un'etichetta

Ma dove sono i Bombaroli?

Sunday, March 9th, 2008

[Fabrizio De André è morto e nessuno merita di ricevere compensi dal suo genio, per cui per chi volesse ascoltare la canzone di cui parlo ECCOLA QUI]

Fabrizio De André cantava così la rivoluzione, a suon di Bombaroli, persone esattamente come noi, che però non si limitano a criticare, ma hanno un senso dell’azione pienamente riconducibile a ciò che ci vorrebbe in Italia in questo periodo storico.
Il Bombarolo pero è una figura scomparsa, l’immagine del dissenso emotivo applicato, ciò che oggi non siamo più capaci di fare, il Bombarolo è una persona che non teme la galera o la morte, il pregiudizio o la condanna, teme e ripudia solo il restare con le mani in mano in una situazione statica di malessere: l’Italia. Bombarole sono le B.R., Bombarolo non è il PCI, Bombarolo è V per Vendetta, Bombarolo non è Veltroni, Bombarolo è Gaber, Bombarola non è la musica moderna, Bombarolo è il genovese che lanciò il treppiede a Berlusconi, Bombarolo non è il politico.
Ma il Bombarolo è una razza in via d’estinzione, come dice lo stesso De André: “Chi non terrorizza si ammala di terrore”, e così è successo; dalla fine degli anni di piombo è cambiato tutto, il buonismo collettivo ha condannato indistintamente questa mentalità, cadendo nel buio baratro del passivismo mediatico dell’Era Berlusconiana, decretando la morte del dissenso.
De André scrisse questa canzone nel 1973 ma sembra più attuale di molte altre, la scrisse prima del rapimento Moro, quando ancora l’operatività ribelle non aveva creato martiri, quando mobilitarsi era doveroso, quando la gente aveva ancora una coscienza, quando aveva voglia e tempo per pensare, in un’altra epoca quando la gente era pervasa da valori i quali non esitava a manifestare; se c’era bisogno di fare qualcosa si faceva e non ci si atteneva ai canoni di “bontà” occidentali secondo i quali si ragiona oggi. Ma i Bombaroli oggi non ci possono più essere, se qualcuno uccidesse un qualsiasi elemento marcio del Sistema sarebbe subito condannato come terrorista, anarco-insurrezionalista, assassino, attentatore alla democrazia, bastardo, infame, criminale. Forse è meglio così, ma ricordiamoci: la sicurezza di non essere uccisi, o che chi ci uccida sarà verbalmente condannato, è lo stesso scambio tra sicurezza e libertà che conduce l’umanità alla subordinazione reciproca. Possiamo restare, se vogliamo, in questo mondo di “Bene” per convenzione, ma largo anche alla consapevolezza che se le cose resteranno così non ci sarà alcun cambiamento, la staticità della situazione politica si protrarrà ancora a lungo, il controllo sociale attraverso i media troverà sempre più spazio nelle nostre vite e il modello orwelliano di Grande Fratello si realizzerà.

La contestazione crea collettività, la collettività crea coscienza e capacità critica, tutto ciò porta alla figura del Bombarolo, porta alla protesta, porta al decentramento dei punti di riferimento del pubblico dissenso.

profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Questo vuol dire capacità di contestazione, capacità di adottare punti di vista esterni a quelli convenzionali e istituzionalizzati, vuol dire prendere come misura delle cose il proprio livello di malessere e di disagio piuttosto che Bertinotti, vuol dire pensare con la propria testa, e questo è quello che fa il Bombarolo, ragiona e agisce, senza perdersi nel mare di favole che non fanno altro che farci restare seduti sulle nostre sedie a ragionare continuamente senza giungere a nessuna conclusione… vuol dire darsi una svegliata, incazzarsi e urlarlo; gente come Fabrizio De André lo aveva capito nel 1973, sarebbe anche ora ci muovessimo pure noi, o la rivoluzione non ci casca in bocca.