Archive for the ‘Controllo Sociale’ Category

Lo Sbarco

Thursday, April 24th, 2008

Alemanno vs Rutelli

Finalmente arrivano anche in Italia le tanto amate seghe mentali sulla sicurezza! Ultimamente ammetto che mi stavo preoccupando un pochetto, dopo gli enormi progressi fatti in campo di tecnologie RFID, ancora nulla di effettivo sul mercato italiano. Ma non ho dovuto aspettare troppo, la “sicurezza” è sbarcata anche in Italia!

Stavo guardando Ballarò con Rutelli e Alemanno che litigavano se mettere un braccialetto a tutte le romane o se armare i vigili urbani. Una persona con un minimo di intelligenza punterebbe ovviamente sulla “meno peggio” di turno, Rutelli e i suoi bracciali. Onestamente io mi chiedo come ha intenzione di dotare 1 milione e mezzo di donne romane con questo arnese, sicuramente pieno di tecnologie di rintracciamento radio per il semplice fatto che un bottone che dice che sei in pericolo non ti aiuta molto se non dice dove sei, conseguente l’ovvio utilizzo del chip. Ma l’altra alternativa non è sicuramente migliore, la scelta non è tra sicurezza armata e… alla romana; la scelta è tra controllo sociale in un regime paramilitare o controllo sociale in un regime fantascientifico in cui tutta la popolazione indossa un braccialetto rintracciabile.

Per non parlare poi del fatto che da 1 settimana di governo Berlusconi si sono verificati già 24 stupri e 65 accoltellamenti. Ci siamo abituati a guardare i telegiornali col solito occhio critico rispetto alla moda di turno, ma è incredibile quanto facilmente possano ruotare col solo impulso governativo. Veramente sensazionale rispetto al tema sicurezza e più in generale rispetto al risultato elettorale (su cui per ora vi tralascio commenti e pallose analisi) il caso di Brescia, che dal 1945 era in mano alla Sinistra e adesso è passata dall’altra parte. La tragedia sta nel fatto che la parola chiave vincente non è stata altro che lei: “sicurezza”. È diventata davvero questa la priorità della gente? Sentirsi sicuri? O sono stati tutti ossessionati dalle ripetute tempeste mediatiche sul tema immigrazioni-sicurezza-lavoro. Non è forse per questo che la Lega ha riscosso tanto successo del resto? È in atto una rivoluzione culturale, ma nella direzione sbagliata, il contesto socio-mediatico è riuscito ad agire sulle fasce più a rischio della popolazione trasformandole in masse xenofobe e divise, rispettanti i criteri imposti dal Sistema e incapaci di guardare fuori dai paraocchi giornalistici.

La destra non ha perso tempo, sbaragliata l’opposizione ha subito cominciato la campagna che in America ha portato la gente a credere alle favole dell’11/9 e imbottirsi di chip sottocutanei. La campagna del terrore, e con la Lega come alleato le riesce molto bene, del resto Bush non è più di un presidentello in confronto all’epico Umberto in quanto a xenofobia e sicurezza. Gli americani i cattivi devono andarseli a cercare in Iraq a Bossi arrivano sotto casa.
Siamo giunti a un punto critico, sia per la scomparsa della rappresentanza etica della società che ha lasciato le poltrone ad un soggetto che fonda la sua rappresentanza su temi quali razzismo e chiusura all’esterno, tanto quanto per il fatto che informazione, autorità e, come avrete intuito, fra poco anche le masse, sono dalla parte sbagliata, per il semplice fatto che non è la parte che condurrà il mondo ad essere un luogo migliore, tanto meno l’Italia.

Voglio aspettare, voglio vedere cosa succederà a Roma, voglio vedere se i provvedimenti saranno veramente attuati, voglio vedere se siamo ancora nella vaga introduzione o se già è cominciato il primo capitolo della fine, del controllo sociale, della dittatura esplicita e senza scampo. Le ronde padane sono cominciate, non sottovalutiamo l’idea che prossimamente ci arrivi un braccialetto per posta.

Un Grillo per la testa

Sunday, April 13th, 2008

Dobbiamo ricordarci che il Grillo Parlante è pur sempre il personaggio di una favola di bugie e persone di legno.

Ma invece Beppe Grillo chi cavolo è?! Dopo aver lavorato per diverso tempo in tv i primi successi teatrali sono stati raccolti negli anni 90… Poco tempo dopo se ne è venuto fuori con lo spettacolo “Time Out”, e nel 2000 spaccava i computer dal vivo chiamando perfino il pubblico ad aiutarlo. Le cose sono cambiate quando il caro Gianroberto Casaleggio entrò nel suo camerino al termine di un suo spettacolo e lo convinse a interrompere il tour, cambiare idea sul mondo di Internet e dei computer e smettere di dire certe cose per incominciare a dirne altre.

Gianroberto Casaleggio ha convinto Beppe Grillo ad aprire un blog nel 2005, anno del famoso tour “beppegrillo.it”, e da allora con una media di centinaia di migliaia di utenti giornalieri (pochi giorni fa è entrato nella classifica dei primi 25 blog mondiali del TIME) Beppe continua a tenere attivo e aggiornato il suo blog. Per darvi un’idea di quanto sia influente la Casaleggio su Beppe Grillo sappiate soltanto che è lei che produce tutti i suoi libri/gadget/dvd, che è lei che gestisce il blog, le collaborazioni con chiunque, ed è probabile che siano state sue le idee dei meet-up e del V-Day. Ma è davvero possibile che Beppe abbia cambiato idea così di colpo? Impossibile dare una risposta, Internet è stato un mondo che negli ultimi anni si è evoluto in maniera impressionante e imprevedibile e ha offerto all’individuo possibilità prima inimmaginabili, ma per capire meglio questa scelta dobbiamo capire chi è veramente Gianroberto Casaleggio e quale è il suo ruolo.

Gianroberto è il fondatore dell’omonima compagnia Casaleggio associati, società di “strategie informatiche” attiva dal 2004, che meglio di tutti ha capito in tempo in Italia il fenomeno Internet. Come possiamo leggere nel suo “la Blogosfera e i media”, documento redatto nel gennaio 2006, è stata una fra le prime compagnie a comprendere le potenzialità del web, e forse già la sua impostazione di società di consulenza per le “strategie di rete” denota come fosse assolutamente cosciente e consapevole della piega che Internet avrebbe preso.
Quattro dei cinque fondatori iniziali della società, Gianroberto compreso, provengono da un passato comune, coprivano tutti ruoli importanti nella dirigenza della Webegg Spa, anch’essa azienda di consulenza informatica controllata da Telecom Italia tramite la IT Telecom Spa. Dopo qualche compravendita però la Webegg si è allontanata dalla Telecom, e dopo pochi mesi è stata fondata la Casaleggio, che tramite Beppe Grillo sta portando avanti la famosa Shareaction per riprendersi Telecom, e controllare di conseguenza il futuro della consulenza in rete, che Telecom non sfrutta opportunamente.

Ma queste faccende di pura economia sono piuttosto noiose e complesse, e ve le risparmio, più interessanti sono invece i partners della Casaleggio, fra cui troviamo sia la Enamics sia la Bivings Group, compagnie americana di portata gigantesca ma soprattutto legate a mostri della finanza internazionale, dalla J.P. Morgan, che facente parte del gruppo Rockfeller ha una sua mano appoggiata sul volante del mondo, al ministero del tesoro degli Stati Uniti.

Mi vorrei però concentrare su una attività in particolare della Bivings; Chi di voi conosce la Monsanto saprà che è una gran stronza…. ci fa mangiare veleno pur di guadagnare da inizio 1900. Come si legge in questo articolo qualche anno fa, dopo l’uscita di un articolo sull’importante rivista “Nature” criminalizzante gli OGM, di cui la Monsanto è una delle maggiori sostenitrici a livello mondiale (ne ricava un guadagno annuo di 10 mld di dollari), l’azienda si è rivolta alla Bivings per ottenere aiuto. Immediatamente sono apparsi sulla più quotata mailing list scientifica svariati utenti in difesa degli OGM, che accusavano spudoratamente gli autori dell’articolo di faziosità, di attivismo politico di parte ecc ecc.

Tutte queste cose però non sono semplici curiosità. Questa è una lunga serie di collegamenti che porta a capire il vero ruolo di Beppe Grillo in Italia. Per sua stessa ammissione la Casaleggio disse di essere intenzionata a “contribuire allo sviluppo in Italia di gruppi di pensiero e di orientamento politico”. Esattamente ciò che fa da anni di nascosto la Bivings in America.
Io non voglio giudicare Beppe Grillo, sta facendo tanto per l’Italia e gli italiani, ha dato il via alle liste civiche, una prima illuminante esperienza di attivismo civile, mantiene viva la lotta contro le magagne dello stato come gli inceneritori o simili, ha portato sulla bocca di tutte le altrimenti sconosciute indagini di Travaglio (che fa quel che fa ben da prima di Beppe Grillo). Insomma… mi sembra proprio che sia un bene per il paese. Ma ho un dubbio: e se fosse anche questo tutto un modo per intrattenerci? Per tenerci occupati? per farci credere di stare cambiando le cose? quando lui stesso ammette che già da prima dell’8 settembre sapeva che non si sarebbe ottenuto nulla, quando poi per giunta fa un altro v-day, questo dubbio si rinforza, si alimenta, e nasce il bisogno di altra informazione. Getta fango su tutto e tutti senza intaccare la sua integrità, come d’altronde chiunque farebbe. Ma non sono tesi assurde, d’altronde dietro ci sono le stesse persone che diressero il ventesimo secolo verso il mondo di oggi, che scelsero l’energia che ruba al pianeta ciò che non può restituire (lo stesso J.P. Morgan tagliò tutti i finanziamenti agli studi di Nikola Tesla che negli anni 40 scopriva l’energia pulita), le stesse persone che sono nelle logge massoniche, le stesse persone che hanno in mano l’economia mondiale (forse è per queste che Beppe dall’incontro con la Casaleggio non parla più di Signoraggio), le stesse persone che governano il mondo da dietro le quinte.
Vi rimando a una pagina molto particolare messa in piedi proprio sul sito della Casaleggio. È una “mappa del potere dove potete trovare i collegamenti tra quasi tutte le aziende Italiane… ne mancano alcune come, toh, ad esempio, proprio la Casaleggio; tuttavia è un buona chicca online e vi consiglio di impratichirvici un pò.

Il problema è che non ci si può più fidare di nessuno in questo paese. Purtroppo tutte queste informazioni sono reperibili solamente in rete, da diverse fonti ma comunque solamente in rete, e ciò ne compromette la credibilità. Non voglio spingervi a credere che Grillo sia un bene o un male, che sia un buono o un cattivo, voglio solo che vi informiate, perché come sapete bene l’informazione è la chiave che scatena la coscienza critica, la contestazione, e, più in là, la rivoluzione.
Come ha spiegato il giornalista Paolo Barnard in “Considerazioni sul V-Day”:

I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta [...] Credete veramente - continua Paolo Barnard - che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?“.

Beppe Grillo

Per finire faccio una piccola parentesi sul V2-Day che si terrà il 25 aprile. Tralasciando i tre punti posti da Grillo con cui concordo vorrei illuminare anche qui la faccia cospirazionista dell’evento. La mancanza di volontà di Grillo di inserire nei punti anche l’eliminazione della clausola che, origine di tutti i mali, da qualche anno costringe i giornalisti a essere responsabili essi stessi dei loro servizi (in pratica l’azienda non tutela… se fai un dossier su Berlusconi e ti denuncia paga il giornalista e non il programma), questa odiosa frasetta nei contratti di tutti i giornalisti ha reso impossibile una vera informazione, distruggendo programmi come Report o rendendoli sicuramente più discutibili. Ma cosa può voler significare l’assenza di questo punto? Essendo che senza la sua abolizione probabilmente nulla cambierà nel mondo dell’informazione tradizionale se non una cosa, la sparizione dei media più piccoli che senza il finanziamento non troveranno più spazio, penso che il V2-Day sia un surrogato di accelerazione al futuro made in Casaleggio. Come possiamo vedere nel video qua sotto e presente su www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia la Casaleggio ha stilato una previsione quasi completa di ciò che dovrebbe accadere tra qualche anno: La cancellazione dei mass media tradizionali e la digitalizzazione della vita di tutti noi mediante un avatar. Nel video si pubblicizza anche Second Life, l’emblema della funzione narcotizzante della rete, dove sono presenti sia Grillo sia Di Pietro (anche il suo blog, tanto per dirne una, è gestito dalla Casaleggio) che fanno i comizi virtuali. Ci sarebbe da discutere ore su questo filmato… dai simboli massonici al fatto che una statua di prometeo è situata davanti al Rockfeller center a New York… Ma divagherei troppo per un intervento già troppo lungo… per cui vi lascio alla visione del filmato.

Concludo qui anche se l’argomento richiederebbe ancora diverse pagine… in compenso vi lascio una piccola linkografia per chi volesse approfondire… e approfondite mi raccomando! ;)

Disinformazione.it
Youtube
NewMediaExplorer
Oriefeiro
Il lato B di Grillo

Casta vs Mussolini

Sunday, March 30th, 2008

Credere Obbedire Combattere.

Il vecchio motto degli anni 20 che tutti conosciamo. Sembra storia, sembra appartenente a tutta una serie di cose legate al passato, sembra qualcosa di superato, non sicuramente di attuale e contemporaneo. Ma siamo sicuri che sia così?

Analizzando il contesto attuale da un punto di vista equidistante da ogni polo, ed esterno alla situazione tanto quanto lo siamo noi guardando al ventennio fascista, si può dire con sicurezza che siamo molto più vicini a questa fede noi di loro. Credere, Obbedire, Combattere, palese come siano le tattiche principali per attuare un controllo totale sulla società e sull’individuo.
Nel fascismo, o meglio, nel fascismo di Mussolini, non tutti credevano obbedivano e combattevano, per il semplice fatto che il fascismo era una struttura imposta, tutto il sistema era stato calato dall’alto, di colpo, senza rendere conto a fattori come il contesto psicologico di un paese e della sua popolazione. Di conseguenza il manifestarsi tutto d’un tratto del nuovo Sistema non ha permesso un’eliminazione graduale e totale di ogni componente dell’opposizione, e parlo di vera opposizione, opposizione legata rigorosamente a canoni ideologici che non si mescolavano tra loro con un repentino cambio di sigle, siglette e numerini.

Ma l’umanità si è evoluta, e anche le persone cattive hanno scoperto metodi più cattivi e allo stesso tempo più efficaci. È stato scoperto il potere offerto dal controllo dei Mass Media, è stato scoperto il vero controllo sociale, e il famoso motto di cui si parlava prima si sta realizzando molto più che nel passato. Per credere si crede, non credo occorra insistere sull’enorme potere che esercita la religione in termini di controllo delle masse e soprattutto controllo d’opinione. Controllo che poi è destinato a trasferirsi nell’ambito politico, dalla questione dell’aborto all’eutanasia. Crediamo inoltre alle loro fandonie, crediamo alla democrazia, crediamo alla loro società, crediamo all’informazione, crediamo a tutta una serie di determinate cose che poi portano indubbiamente all’applicazione delle altre due azioni. Obbedire, brutta parola, fa subito pensare al Gerarca Barbagli di turno che ordina la follia del giorno, ma obbedire vuol dire ben altro. Obbedire significa semplicemente vivere in una determinata maniera, seguire le loro mode, e noi viviamo in una determinata maniera, seguendo le loro mode; trascorriamo le nostre vite esattamente come ci dicono di fare loro, elementari, medie, superiori, università per chi può, “lavoro”, riproduzione, vecchiaia tanto per, morte. Non gliene frega nulla se apriamo blog, raccogliamo firme o urliamo nei megafoni, quella che manca tanto è l’alternativa concreta, chi è poi colui che a 18 anni emigra verso l’isola deserta per costruire un mondo migliore? … Si finisce tutti a lavorare come schiavi, e il lavoro ci occupa la mente, produciamo di più pensiamo di meno, obbedendo, e sfociando con gli unici momenti di apparente vita politica nel terzo termine: Combattere.

Il motto originale era riferito a un periodo di guerra, tra due parti diverse, il cui contatto scatenava allora lo scontro. Ma come accennavo le cose si fanno più pesanti, si è capito che la guerra è molto più efficace se all’interno di una sola parte. E con guerra non intendo scontro armato, ma il continuo contrasto “politico” legato a vecchi valori che ci distraggono dal contesto contemporaneo non facendoci applicare sulla nostra realtà, quella vera e concreta. Ci scontriamo ogni giorno per cose che alla luce di una società libera non hanno alcun valore, pillola sì-pillola no, chi vuole se la piglia!, suicidio illegale, omosessuali fuorilegge perché si ama e si bacia chi con la chiesa combacia. Tutte stronzate che in un mondo più razionale fatto di vere libertà non sarebbero questioni di dibattito nazionale. Questo nostro continuo combattere, per arrivare a un punto che a loro va comunque bene, ha l’unico effetto di distrarci da una visione più utopistica della realtà, che è utopia solo perché stiamo fermi a guardarla senza muovere un dito.

Ovvia per cui la conclusione, siamo molto più nel fascismo noi che i nostri bisnonni, solo che i nostri governanti sono stati un tantino più bravi dei loro bisnonni (anzi nonni data l’età media) a farci volere un sistema piuttosto che calarne uno da una posizione che non sarebbe stata sicuramente accettata totalmente.
La via di fuga è semplice, smettere di credere diffondendo la consapevolezza, smettere di obbedire vivendo in un’altra maniera da quella impostaci, e non cadere a questo punto nel facile tranello, smettere di combattere. Noi dobbiamo continuare a lottare, ma non lotteremo più per le solite futilità solo quando riusciremo a concretizzare le altre due cose, quando una consapevolezza di gruppo e una massa di diversi saranno unitariamente su uno stesso fronte a combattere e lottare per un altro mondo, partigiani di testa e non di braccia.

Inghilterra - Anno 1984

Wednesday, March 12th, 2008

Il Controllo sociale sembra un discorso astratto, lontano ed estraneo a noi italiani, ma non ci rendiamo conto che ormai il 1984 è vicino, nei miei feed rss arrivano sempre più frequentemente notizie relative a nuove strepitose invenzioni che “rivoluzioneranno”, e questo è sicuro, le nostre vite, o contratti straordinari che favoriranno lo sviluppo eccetera eccetera… È scandaloso come non ci sia un vero movimento contro questo golpe al rallentatore mondiale, come lo chiama Luttazzi. Pochi giorni fa hanno inventato in Gran Bretagna una telecamera in grado di vedere oltre i vestiti, nulla però in confronto all’ormai conosciuta Cam VOLANTE in grado di trasmettere immagini ad alta definizione; viviamo in un film di fantascienza, ma ce li avete presente gli occhi volanti con le due alette che ti entrano in casa e ti fanno la scansione della retina?? …. esistono, e la polizia inglese è già abilitata ad uso; preferiscono chiamarli “Microdroni” ma sappiamo benissimo che abusi potrebbe comportare il libero utilizzo di tali marchingegni. Ma le Cam sono ormai un baluardo del controllo…. la facciata senza faccia, il soldato del Sistema, esistono già Cam in grado di ascoltare le conversazioni dei passanti, di identificarti automaticamente in base alla targa, e parecchie altre. In Giappone è stato inventato un software in grado di riconoscere le facce e di associarle a un database contenente tutti i dati…per ora funziona solo con i volti asiatici ma non mi stupirei troppo se nel giro di pochi mesi si traducesse l’applicazione anche in morfologia europea. I primi casi di abuso per le Cam si sono già verificati, ma sono relativi ad azioni di natura sessuale e non sociale, questi infatti aspetteranno ancora un pò prima di manifestarsi; in Inghilterra, come avrete sicuramente capito dagli articoli, è stato approvato un piano straordinario di diffusione capillare di ogni tipo di Cam, nelle strade bretoni è presente già il 20% delle Cam mondiali e si è calcolato che l’immagine di un cittadino venga catturata almeno 300 volte al giorno.

Il controllo di cui si parla non è tanto lontano, e manca poco alla soglia dopo la quale il controllo esplicito sarà orgogliosamente consentito dalla popolazione, negli articoli linkati è quasi sempre presente il concetto del terrorismo e del vandalismo cittadino… ma siamo tutti terroristi? i quartieri “bene” di Londra dove hanno installato tutte quelle maree di telecamerine pullulano di cellule altamente sovversive come vogliono farci credere? io non penso proprio. Penso che stiamo osservando passivamente uno sconvolgimento delle libertà civili inglesi, e che presto una sorte del genere toccherà anche a noi, stanno solo aspettando il crimine giusto da massimizzare a tal punto da farci volere una Cam in casa… del tipo: se ci fosse stata una telecamera sul pozzo di Gravina si saprebbe per certo se Pappalardi sia un criminale o no!… ma scommetto che invece che sdegno gli abitanti del quartiere sarebbero appena compiaciuti da un minimo di riguardo nei loro confronti da parte delle autorità….ma prima le metteranno sui pozzi…. poi nelle strade… poi nelle case… poi apparirà strettamente necessario introdurre le Cam volanti per sorvegliare i tetti da cui i terroristi potrebbero lanciarsi.

Ma le Cam non sono l’unica preoccupazione che dobbiamo porci, forse con tempi più lunghi, ma è imminente anche l’entrata nel quotidiano dei chip RFID, già citati qualche intervento fa.
Nel 2008 è prevista la vendita di 2,6 miliardi di chip Radio Frequency IDentification, tuttavia la loro vendita non sarà adibita, come già succede nella progredita America, all’impianto sottocutaneo, ma saranno distribuiti addirittura dietro le etichette di cibi, giocattoli o altri beni di uso quotidiano. A Natale in diversi centri commerciali anche il tipico Babbo Natale dei film ha utilizzato queste tecnologie per sapere in anticipo il nome di tutti i bambini che gli saltavano in braccio, intelligentemente dotati di un piccolo dispositivo su cui i genitori sceglievano cosa scrivere, chi potrebbe mai pensare male no?? Negli Stati Uniti si è deciso di taggare ogni confezione di Viagra… mentre, notizia ben più preoccupante, MasterCard ha stilato un contratto per intraprendere una collaborazione RFID based. Ciò è il preludio della nuova era economica, dove basterà mostrare il pollice per pagare da bere o per comprarsi una macchina, dove basterà che qualcuno spenga il tuo chip o ti cancelli dal database centrale perché tu perda tutto il tuo denaro, la tua identità, la tua casa, le tue conoscenze, …la tua vita. Basterà stare “scomodi”, e di conseguenza essere potenziali terroristi, per avere dei nemici che potrebbero ucciderci nell’anima lasciandoci vivi nel corpo. Ogni individuo trasmetterà dei segnali radio facilmente rintracciabili…. non esisterà più la privacy, termine altamente terrorista e sovversivo se non antisociale, l’individuo sarà sottomesso.
Se incontriamo una Cam distruggiamola prima che ci dia consigli sul lieto vivere, o apriremo noi stessi la via ad un futuro di intimidazione delle masse, dove noi saremo le masse, dove saremo solo schiavi.

Chip Radio Frequency IDentification dietro un'etichetta

Incredibilmente potenti

Tuesday, March 4th, 2008

Spesso negli scorsi interventi ho parlato del concetto di umano, di cos’è l’essere umano, di quanto si è allontanato dalla propria natura, ma cos’è veramente l’uomo?

Noi passiamo l’intero trascorrere delle nostre giornate a guardare, gli occhi sono la nostra unica porta sul mondo, siamo concentrati sull’esterno invece che sull’interno. Noto è il conflitto circa la ricerca verso l’esterno che si antepone ingiustamente a quella interiore, che mira a tirare fuori tutte le più nascoste qualità umane, spesso è vista infatti come un’esagerazione dato che bisognerebbe esplorare a fondo prima il proprio corpo che quello degli altri. È difficile ormai che qualcuno si metta seduto chiuda gli occhi e cominci a pensare, siamo sempre concentrati sul fuori, su ciò che ci circonda, sempre nuovo, gigante, in continua trasformazione. Invece che valorizzare noi stessi ci limitiamo, sempre tramite gli occhi, ad assumere input dall’esterno elaborarli automaticamente e restituire agli altri il prodotto dell’operazione, ma non ci soffermiamo mai su noi stessi.

Noi siamo incredibilmente potenti.

Smettiamola di relazionarci al mondo come degli analizzatori che tramite gli occhi contribuiscono allo svilupparsi e susseguirsi degli eventi, diventiamo i protagonisti delle nostre vite, noi siamo incredibilmente potenti, non ce ne rendiamo conto perché siamo abituati a vivere in degli schemi ben precisi e già testati, non c’è nulla di nuovo nelle cose che facciamo, sono tutte esperienze già vissute ed emozioni già provate… siamo costretti a vivere tra tanta di quella gente che il ruolo personale di ognuno di noi si affievolisce sempre di più fino a perdersi nel concetto di massa indistinta.
L’uomo è capace di qualunque cosa egli voglia, possiede un cervello che può pensare e ragionare su qualunque argomento, che come dice De André, ha i limiti tracciati ai bordi dell’infinito; se solo smettessimo di usarlo come unità analitica applicabile ai sensi ma cominciassimo a invertire il processo, facendolo diventare la vera essenza di noi, e rendendoci capaci di usare a nostro piacimento tutti i nostri sensi, le nostre ampie possibilità… noi siamo incredibilmente potenti. Possiamo fare tutto, abbiamo delle braccia con cui possiamo costruire qualunque cosa, smettiamola di dire che essere umani contempla essere difettosi, noi abbiamo ideato e costruito dei computer, macchine in grado di fare miliardi di calcoli al secondo… noi esseri umani!… e ciò tutto grazie a qualcuno che ci paga per lavorare insieme… ma allora immaginatevi se si lavorasse insieme spontaneamente…quante cose enormemente potenti potremmo inventare! tutti i problemi si risolverebbero, la fame nel mondo cesserebbe perché si smetterebbe di bruciare le arance per non abbassarne il prezzo, ad esempio… si comincerebbe ad essere più buoni.

Ma la nostra potenza e la nostra infinita illimitatezza ci sono state fatte sottovalutare dal Sistema, questa è la verità. Dal poter fare tutto partendo dalla volontà siamo stati ridotti a non poter fare nulla per volontà altrui. “La mia libertà finisce dove inizia la tua” recita qualche buonista attaccando qualsiasi tipo di sistema incontrollato, ma cosa stiamo vivendo adesso? Stiamo vivendo in un paese, anzi, stiamo vivendo in un Sistema mondiale che non tiene al nostro benessere, che ci fa stare male in poche parole.
Noi siamo potentissimi, ma siamo anche schiavi del nostro stesso sottovalutarci, siamo assoggettati alla volontà altrui perché abbiamo perso la concezione delle nostre potenzialità individuali, perdendo così le nostre libertà.

Questo è l’essere umano: un essere con potenzialità illimitate, capacità infinite, questo siamo noi; e ritornarne coscienti significa ritornare liberi.

Libertà obbligatoria

Friday, February 29th, 2008

Così riportava un famoso album di Giorgio Gaber, Libertà Obbligatoria, facendogli centrare come sempre il problema: La nostra “libertà” è fasulla e apparente.
Questa civilità occidentale di cui facciamo parte non è altro che un miscuglio di distrazioni dalla vera essenza dell’essere umano, un sacco di cose inutili che contornano le nostre vite di piaceri convenzionati dall’abitudine. I telegiornali sono i primi a darci questa sensazione, ci parlano di cani, calciatori e veline per trascurare problemi molto più importanti, ogni giorno guardo il telegiornale e sento il solito: “visto che oggi è lunedì ecco a voi la rubrica di… enogastronomia!”, oppure: “dato che è martedì seguirà.. Sì Viaggiare!”… ma mi chiedo: c’è un benedetto giorno in cui ci sia una rubrica istruttiva?? quella che più si avvicina a qualcosa del genere è su rai due riguardo alla medicina… ma la cosa più intelligente che ho mai sentito dire è stata di non toccare le noccioline con le mani, e non scherzo… ma del resto si chiama di medicina… per cui è seria per antonomasia! Il degrado è veramente di proporzioni disastrose, il nome vale più del contenuto, solo perchè il Tg1 esiste da più tempo allora è il più autorevole, stessa cosa con i giornali; il problema è che non c’è una valida alternativa… se non sulla rete, che però alle stesso tempo narcotizza e assopisce, restando pure una palestra per la mente, ma anche una prigione per il corpo.

Immaginatevi se al posto di rubriche sul cibo mediterraneo facessero ogni settimana una mezz’ora d’introduzione a qualche filosofo del passato, quanto pensare scatenerebbe una cosa del genere?? eppure non la fanno, anzi, forse non vogliono proprio per questo; ci sono sempre le stesse cose alla televisione, cibo, gossip e stranezze, e ovviamente “tragedie di moda” come Erba, Cogne, Garlasco e chi più ne ha più ne metta…. e noi non pensiamo, e non pensando non siamo liberi.
Sempre lo stesso Gaber cantava che la libertà non è altro che partecipazione, ma come può partecipare un popolo costretto a sorbirsi ogni settimana una rubrica di Enogastronomia?? o meglio, ripongo la domanda, come può partecipare in modo intelligente e creativo un popolo del genere?

Non può, e succede che le nostre vite finiscono per essere completamente gestite e amministrate da altre persone; ma che paese è mai questo, in cui una minima frazione di popolazione ha in mano le vite di 60 milioni di individui?
Non è un paese civile, un paese civile è un paese in cui tutti hanno il libero arbitrio non solo in termini religiosi ma anche in termini psicologici, presupposto essenziale per la libertà politico-sociale. Ed è così che le “libertà” che ci ritroviamo sono del tutto futili e relative… vestirci come ci pare, blaterare a vanvera, comprare quella marca di sigarette e tutte le demenzialità inimmaginabili…distrazioni. Ma rendiamoci conto di una cosa: Non abbiamo alcun potere decisionale su di noi. Una volta ogni 5 anni decidiamo tramite una crocetta chi deve dirci quanto soldi dobbiamo dargli. È un assurdità totale!!
Il vero problema è che la politica non va da nessuna parte…. siamo semplicemente troppe persone per essere rappresentati da una camera di deputati…. 60 milioni di persone in contesti incredibilmente differenti l’uno dall’altro che devono scegliere il meno peggio tra degli ometti paffuti che abitano tutti a Roma e prendono 40 volte lo stipendio di un ragazzo precario in un call center, anche volendo, e non vogliono, non sarebbero in grado di rappresentare la gente comune.

La soluzione a tutto questo non sta nel votare il migliore, sta nel rimpossessarsi del concetto di essere umano. L’essere umano può essere autarchico, in piccole comunità si può avere un’autarchia collettiva con tanto di surplus industriale, ma in un paese di 60 milioni di abitanti si ha solo una popolazione e un paese in disgrazia.
Questo è meglio farglielo capire, prima di essere italiani, siamo esseri umani, con le stesse identiche capacità, tutti, non è giusto che per ragioni storiche qualcuno ne abbia più di altri, e se è così che funziona, allora c’è un problema, ed è un problema che non potrà mai essere risolto se continua la politica del controllo sociale, la politica della repressione, la politica della divisione degli individui, la politica loro; questo Sistema non funziona, è ora di cambiarlo, e la chiave sta nell’azione collettiva, nella solidarietà sociale, ma ancor di più… sta nello stare attenti ai loro sporchi giochi, sta nel non farci fregare ancora.

E si sbarca su FlickEr!

Saturday, February 23rd, 2008

Così recitava ieri il Corriere della Sera pubblicizzando il nuovo blog di Piero Fassino, gli attribuiva un nuovissimo account sul famoso Flickr, chiamandolo però FlickEr.. un errore di stampa? io non direi… è semplicemente l’ennesima dimostrazione della goffaggine che caratterizza lo sbarco innaturale della politica italiana su Internet.

Come sempre tutto inizia negli States; tra Obama e la Clinton la battaglia è furiosa, e si gioca in gran parte su Internet. Proprio qualche giorno fa in un confronto pubblico la Clinton ha citato Youtube come prova del fatto che Obama le avesse copiato un discorso, immaginatevi Andreotti su Facebook ^^. In America la partita la si gioca molto di più in questi termini, i siti sono tradotti in doppia lingua e fatti in maniera eccezionale, quello di La Russa per esempio è interamente in flash buttato su tanto per avere qualcosa per le mani. Obama è presente invece su un sacco di portali per giovani, da Flickr, appunto, a Twitter; è ovvio che poi riscuota successo tra i giovani, si fa sentire vicino. Come faceva presente appunto la Clinton su Youtube sono presenti i suoi discorsi, ma non ripresi da qualcuno e hostati, ma fatti per Youtube da lui stesso, sempre facendo il paragone, chissà mai che Bondi lo imiti…

La verità è che la classe politica in America ha scoperto e colto la potenza della rete, e la sfrutta nel modo a lei più utile. Sul Web tutti possono dire la propria, se Berlusconi e Prodi facessero un video alla nazione su Youtube probabilmente chiuderebbero i commenti, sarebbe consequenziale infatti il dubbio se sono gli italiani a essere un popolo volgare o se siano loro ad avere la coscienza troppo sporca per presentarsi pubblicamente sulla rete. I primi passi li fanno, Fassino ne è l’ultima dimostrazione, ma è differente trovarselo su un sito che visiti ogni giorno o andare a cercarsi il suo blog, e i due candidati alla presidenza americana lo hanno capito perfettamente.

Ma sorge adesso un’altra questione. In Italia la situazione è differente, la gente non ha il cervello tanto fuso quanto gli statunitensi e la politica sta perdendo consensi , la rete è la piattaforma di questo nuovo spirito, in discordanza con la politica di sempre. L’invasione delle forze politiche anche su questo frangente potrebbe rappresentare la fine della libertà dell’individuo.
Su Internet adesso ci troviamo di fronte a dei problemi, appena la situazione sarà tale da trasformare blog di politici in punti di riferimento ci troveremo di fronte a delle demagogiche soluzioni, e sarà tutto più offuscato di prima, la rete perderà la sua capacità di far risaltare la verità perchè non saranno più le persone comuni a confrontarsi e accorgersi delle cose, ma saranno blog dei politici e rispettivi sostenitori a rappresentare i terreni di scontro.

Questa cosa l’ha capita benissimo il PD, che difatti non perde di vista il fenomeno Obama per strutturare la propria campagna elettorale nel paese. Il suo sito vanta per la prima volta in Italia dei canali nei portali online più rinomati dagli stessi giovani che sarebbero potuti essere trascinati via dal vento dell’antipartitismo, un blog su ilcannocchiale.it invece che su un dominio privato meno accessibile, e la possibilità di aderire alla community; compare per la prima volta la voce “Diventa volontario online” o la sezione “MyPD”… impensabile fino a qualche tempo fa…

Ma non è un bene, la rete è l’unico posto dove le autorità non si sono ancora infiltrate del tutto, dove esiste ancora la libertà di pensiero, quella di espressione sennò è fine a se stessa. Se i “volontari online del PD” non fossero solo un fenomeno elettorale succederebbe che sarebbero loro i nuovi detentori dei nuclei di discussione, loro come i prossimi e futuri “volontari online di AN”, PDL, ecc .ecc. … si accentuerebbe semplicemente la funzione narcotizzante del computer…. forse si discuterebbe di più ma sicuramente si inciderebbe di meno, e la politica rimarrebbe quella cosa lontana dalla gente comune che è ora. Come sta scritto ne Il Gattopardo… vogliono cambiare tutto perchè non cambi nulla …. e noi dobbiamo evitarlo.

Il nostro compito sta nel boicottare questi punti di riferimento, sta nel dimostrare alla politica che non è lei la padrona nel web, ma è la gente, e la gente rimane!… poco importa sa l’utente successivo è Bertinotti, Berlusconi, Fini, o Mastella… loro valgono esattamente quanto noi in questo luogo, e anzi, forse il contrario, dato che le nostre giovani menti sono più allenate delle loro centenarie abitudini a padroneggiare il WWW.
Ribadiamo la nostra importanza, e non lasciamoci prendere anche Internet, o è la fine.

Dov’è il nostro oro?

Tuesday, February 19th, 2008

Come ben sappiamo da diversi secoli l’uomo apprezza l’oro più del suo prossimo, ama il bene materiale più di ogni altra cosa, secondo alcuni ciò è giusto secondo altri no, ma non è questo l’importante. Nell’antichità per scambiarsi le merci si usava il baratto, 3 camelli per 25 sacchi di grano, cifre ragionevoli, contrattabili, e che non tagliavano fuori nessuno; non esisteva il concetto del prezzo fisso così come lo intendiamo noi oggi, tuttavia l’evolversi della comunità ha portato a una maggiore estraneità tra gli stessi individui che la compongono, fattore determinante per la nascita di un “commercio tra estranei”(che poi però rimangono tali). Io entro in un negozio, prendo un pacchetto di gomme, lo pago 1.20 ed esco salutando freddamente. Questo “svilupparsi” della mentalità ha portato la moneta ad essere considerata ormai un mezzo incontrastato di scambio.. il denominatore comune tra tutti i beni materiali.

Nell’età moderna si afferma la banconota cartacea, un semplice pezzo di carta che rappresenta una quantità d’oro presente nelle tasche di chi ha emesso la banconota; al giorno d’oggi per cui ci scambiamo comunemente elementi di altissimo valore in cambio di semplici pezzi di carta con sopra inciso un valore legale, certo più comodo che portarsi dietro il sacchetto di monete d’oro, ma chi la stampa questa banconota? dove sta il mio oro? posso darvi la carta e riprendermi il metallo?

La risposta alla prima domanda è la Banca D’Italia, che al contrario di come molti immagineranno è una società per azioni, ossia privata, e non dello Stato italiano come sarebbe logico suporre. La risposta alle altre due domande invece è un secco NO; non si può infatti da parecchi anni, nè qui nè in altri paesi, andare in banca chiedendo di restiturci l’oro che possediamo alla restituzione del “tagliando” (ciò che la banconota era nata per essere). Riguardo a chi ha effettivamente detiene quest’oro la faccenda è più complessa. Sapere il nome degli azionisti di Bankitalia è tutt’ora vietato, oltre a percentuali di immaginabile attribuzione noi ignoriamo chi cavolo ha il nostro oro, ma questo è relativo, noi stiamo “bene” con la banconota che tanto ha lo stesso valore concettuale e poco ci importa di che materiale sia fatta.
Quello che ci frega è quello che succede dopo, o meglio, che è successo con l’affermarsi di tale modalità di commercio circa a inizio secolo… La nascita del Signoraggio bancario; questo è la differenza tra il valore reale e il valore facciale di una banconota, la cui produzione è all’incirca di 30 centesimi per pezzo. La speculazione che si viene a creare essendo l’affare in mano a dei privati è logica e inevitabile, ma soprattutto incontrastabile.

L’economia dei maggiori stati mondiali, e dell’Italia, funziona all’incirca così: Le banche stampano soldi → le banche prestano soldi allo stato su interesse → lo stato fa i suoi bilanci ecc ecc → noi paghiamo le tasse che vanno a coprire questo margine di interesse→ lo stato restituisce i soldi prestati. C’è solo un problema, questo ragionamento funzionerebbe solo se il cittadino avesse la possibilità di prodursi i soldi anch’esso da solo, ma essendo l’unica carta in circolazione quella della stessa banca, ed essendo TUTTA prestata su interesse, ha luogo un’unica conseguenza, il debito. Per assurdo questa storia la conoscevate già di sicuro…. questo debito di cui si parla è infatti il tanto citato debito pubblico di cui l’Italia vanta la cifra più alta in Europa (i nostri speculatori sono sempre i migliori ^^ ). Il denaro che dovremmo restituire semplicemente non esiste, e il debito è destinato ad aumentare.

La domande da porsi sono: perchè nessuno ne parla? perchè lo stato non si mette a produrre da solo le banconote? come si pensa di risanare il debito pubblico se si continua a chiedere denaro in prestito su interesse a dei privati? Purtroppo restano tutte insolute… ma per chi volesse approfondire l’argomento la rete pullula di materiale… e in alternativa c’è sempre lo ZeitGeist che spiega le origini storiche di questo fenomeno in America,situazione non troppo differente dalla nostra per tale argomento.

Controllo Sociale

Saturday, February 16th, 2008

Potrebbe sembrare assurdo, potrebbe apparire futuristico e profetico, ma svegliamoci: Sta venendo costruito attorno a noi un perfetto Sistema di controllo sociale prossimo all’ultimazione; come molti intuiranno l’America, tanto per cambiare, è all’avanguardia in questo processo si sottomissione, ma analizziamo i vari passaggi che l’hanno portata a diventare quel che è.

La politica del terrore

Benjamin Franklin agli esordi della storia americana pronunciava:”Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza“. Dopo l’11 settembre 2001 tuttavia questa perla di saggezza è precipitata nel dimenticatoio, tralasciando chi siano stati gli autori effettivi del 11/9 potendo la cosa creare solo polemica, vorrei porre l’attenzione sulla reazione dei media. Il crollo delle torri e la morte dei quasi 3000 newyorkesi coinvolti ha provocato un’ondata di sdegno nella popolazione che si è autoresa capace di ricevere una martellante propaganda su come fossero andate le cose. Prima dell’11/9 infatti l’opinione pubblica non avrebbe mai accettato una tale politica nei loro confronti, mentre appena l’evento si trasformò in un martiricidio della libertà allora si ritenne opportuno cominciare ad adottare delle più adeguate “misure di sicurezza nazionale”. Da quel momento le televisioni e i giornali hanno cominciato a parlare instancabilmente di terrorismo, incutendo vera e propria paura nelle persone, gli americani hanno cominciato a sentirsi in pericolo e ad accettare tutte le contromisure che il governo si è riservato di prendere. Le autorità con questa strategia politica sono riuscite ad ottenere due guerre in due paesi dall’altra parte del mondo facendo sentire i propri cittadini costantemente in pericolo dalla stessa esistenza di quei paesi.

Gli obbiettivi raggiunti
Nel 1993 ebbe luogo il primo attentato alle torri gemelle, una bomba nei sotteranei comuni dei due edifici, di cui la responsabilità è stata attribuita totalmente all’FBI che, arruolando per un milione di dollari Emad Salem, ha messo in piedi un vero e proprio attentato terroristico contro il proprio paese; solamente per puro caso l’attentato non riuscì nel suo intento, e i morti furono solo 6, un numero del tutto insufficiente per l’avvio di qualunque contromisura legale. Due anni dopo fu inscenato un altro episodio simile, questa volta con molto più successo, la distruzione ad Oklahoma City del Murrah Building. Questa volta i morti furono 168, abbastanza per introdurre un anno dopo la nuova legge anti-terrorismo, atta a distruggere molte libertà individuali negando alle persone diritti fondamentali in quanto “ipotetici terroristi”.
Una persona negli Stati Uniti può essere arrestata e detenuta a tempo indeterminato, torturata legalmente, può esserle negato un avvocato… solo in quanto potrebbe trattarsi di un terrorista.

Lo Scopo Finale: Il Controllo
Come ascoltabile nello ZeitGeist (fonte di buona parte delle informazioni qui riportate) Rockfeller, un magnate della finanza americana, ha dichiarato che l’obbiettivo della lobby economica che dal 1910 detiene il potere dell’economia statunitense, mira entro breve ad impiantare un chip RFID sottocutenaeo a tutti noi, chip che già ora, anche in Italia, è pubblicizzato come rivoluzionario in termini di comodità e ovviamente sicurezza. Rockfeller dichiara anche che tutto il denaro sarà trasferito su questi chip, e in qual caso si volesse escludere una persona dal Sistema, basterebbe tagliare fuori il suo chip; l’individuo non potrebbe più comprare nulla, non potrebbe più entrare in un centro commerciale, sarebbe immediatamente arrestato, insomma…. controllo totale su di noi e le nostre vite, e se già ora la situazione in America è quella appena descritta non aspettiamoci uno sfondo etico a tutta la faccenda.
L’obbettivo è controllarci, adesso qua tentano di farlo con l’informazione, ma non passerà troppo tempo prima che l’RFID sbarchi anche in Europa. Da diversi anni è in corso la creazione di database mondiali mirati a raccogliere ogni informazione su di noi, tracciare i nostri spostamenti, controllarci; in America è presente un chip molto simile nei nuovi passaporti, e a Bruxelles abbiamo avuto proprio pochi giorni fa la prova che non si sta parlando di tematiche solo extraeuropee, e in Inghilterra, per l’appunto ieri (e questo prova quanto basti fare un rapido tournèe informativo per accorgersi della situazione), è stata proposta la creazione di un database scolastico accessibile in un futuro prossimo dai datori di lavoro, ogni nuovo cittadino inglese sarà per cui dotato alla nascita di un codice a dieci cifre che lo seguirà per tutta la vita, altro che Auschwitz, qua si entra nel Grande Fratello orwelliano…

La conclusione è imprevedibile, il gioco si svolge totalmente dietro le quinte e il chip RFID potrebbe spuntare domani come fra qualche anno, l’unica cosa sicura è che non dobbiamo permettere che ciò accada, non dobbiamo farci americanizzare la coscienza critica facendo mancare all’Europa l’unico baluardo di libertà che le è rimasto, gli europei.
Questa non è una battaglia contro gli Stati Uniti, loro sono solo il punto di riferimento per sapere cosa potremmo diventare, la lotta è contro noi stessi, contro la nostra spontaneità nell’accettare passivamente ciò che ci viene detto, contro la nostra pigrizia, la nostra indifferenza, contro la paura che vogliono far nascere e sviluppare nei propri cittadini, noi… e allora lottiamo, appropriamoci della coscienza contestuale che ci negano, rendiamoci conto di come stanno le cose, e non facciamoci controllare.