Sesto potere

Da sempre nella storia i tre grandi poteri degli uomini su altri uomini sono stati quello legislativo, che permette di fare le leggi, quello esecutivo, che da la facoltà ai ministri di applicarle, e quello giudiziario, che conferisce alla magistratura la possibilità di giudiziare, ed eventualmente condannare, chi non le rispetta. Con l’avanzare degli anni le cose sono diventate più complesse, i tre poteri, da sempre pubblici, sono aumentati, diventando prima 4, con la nascita della stampa, in grado di influenzare pesantemente l’opinione pubblica, poi 5 con l’entrata della televisione nelle case della gente comune, mezzo di comunicazione di massa ancora più invasivo e visibile del precedente. Procedendo negli anni quest’ultima novità ha acquisito un enorme potere, soprattutto nella capacità di influenzare l’opinione pubblica, diventando così un soggetto autonomo, di tanta rilevanza quanto lo era stata la stampa nel secolo precedente. Entrando nelle case della gente più povera e di minor rilevanza sociale la televisione è diventata un punto di riferimento per le persone; in questo processo però è riuscita, oltra che a centralizzare l’informazione, anche a presentarsi come unica possibilità, essendo lo stare seduti davanti alla televisione più comodo rispetto alla lettura di un giornale.

Da questo momento in poi però le cose non sono più andate come andavano prima, con J.F.K. la televisione si è presentata alle autorità come un mezzo per raggiungere i proprio fini, non solo politici ma anche di stampo psicologico e sociale, permettendogli di dare inizio al percorso che ha portato alla situazione che viviamo adesso, totale autorità della tv nelle nostre vite, inibizione dell’intelligenza sociale, e conseguente diminuzione della collettività, impedendo ad ogni dissenso di avere luogo, riempendo la televisione di banalità e propaganda. La TV è l’autorità.

Le cose cambiano con l’avvento del computer, di internet. Tutte le persone comuni infatti sono sempre restate fuori dall’esercizio di questi poteri, rappresentando solamente gli oggetti e non i soggetti del paese; con l’avvento di internet, e con la sua presa di ruolo nelle nostre vite, è nato un nuovo mezzo di comunicazione di massa, stavolta però capitanato e gestito dalla massa stessa. Il potere dei media, di cui siamo stati testimoni dell’abuso più totale, è stato per la prima volta messo in discussione da un nuovo spazio collettivo, appunto, di aggregazione spontanea. Internet è diventato a tutti gli effetti un sesto potere, di cui la gente sta cominciando a individuare le opportunità, e che è diventato ormai completamente alternativo ed autarchico rispetto ad altri contenuti, integrandoli ed aprendoli a tutti.

Ma nulla è perfetto, la pecca di Internet è che concentrando tutto il desiderabile al proprio interno e rendendolo raggiungibile da tutto il globo, riesce a creare un effetto ipnotizzante che amorfizza le potenzialità di questo strumento, cullandoci in una dolce consapevolezza passiva che lascia passare l’uso inadeguato degli altri media come normale e sopportabile, nullificando il potere del popolo, nessun mezzo termine. Le opportunità offerte dalla rete sono immense e infinite, la gente sta cominciando a captarle, e le folle si dirigono alla consapevolezza, l’ultimo grande passo rispetto ad adesso sarebbe riuscire a trasportare i contenuti della rete fuori dal computer, nel mondo reale, dando il potere alle persone di reinstaurare una vera democrazia.

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14 Responses to “Sesto potere”

  1. paolo Says:

    Guarda son d’accordissimo con te. Anche se con due interventi hai detto la stessa cosa :) Ti capisco, cioè, è facile per il popolo lamentarsi e dire di essere scontento. Però si aspetta che siano gli altri a farlo per lui. Della serie, sui blog dei vari grillo ecc.. sono tutti accaniti idealisti che morirebbero per le loro idee, ma appena si tratta di tirar fuori le palle si tirano tutti indietro. Tu hai detto per pigrizia. Secondo me invece nn se la passano poi cosi tanto male. Perche tempo addietro la gente moriva per i propri diritti. Ora la gente si lamenta e basta, perche quelli che stanno veramente col culo perterra scendono eccome in piazza. Gli altri magari non riescono a comprare la barbie alla figlia e cosi vanno sul blog di beppe a lamentarsi dell’inflazione degli stipendi ecc…Ma quando si tratta di portare avanti il tutto, si tirano indietro… bah..bel sito cmq, lavoraci ancora un po su e viene fuori una bella roba! Ciao neti!

  2. Igne... Says:

    badalì NETIIIIIIIIIIII!!!! OCCOME TUVVAI!?!?!?!? TROPPO FOGATOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

  3. admin Says:

    Non stiamo parlando di potere economico, ma di gestione delle masse, dell’amministrazione dei poteri fondamentali della società :) , e da questo punto di vista la situazione non va affatto bene, è tutto monopolizzato, non c’è libertà di espressione, non c’è una controindicazione giornalistica alla solita “versione ufficiale”, non c’è una reale opposizione, se non su internet… a prescindere dalla situazione economica della gente, che ci si inoltrerebbe in un discorso molto più ampio e poco pertinente…

  4. Daniele Says:

    Vorrei farti notare la piccola imperfezione da cui poi scturisace il tuo pensiero. Non bisogna paragonare i tre poteri della capacità di agire di uno stato, per la tutela dello stato stesso, con i mezzi di informazione. La differenza principale sta nel fatto che nel primo caso parliamo di poteri imposti a cui dobbiamo, noi consociati, sottostare proprio per il nostro essere parte di una comunità. Nel secondo caso..be’ parliamo di altro. Lo stato, l’imposizione, la necessità non sussistono. Questi poteri sono tali perchè noi li rendiamo così e nella nostra consapevolezza decidiamo di tenerne conto.

    Poi, internet ha enormi possibilità, ed è vero, ma andiamoci piano con le parole..Internet non può essere modello nè tantomento fonte di democrazia. Dico questo proprio perchè internet non pone limiti e fa esercitare ad ognuno la propria libertà. Questa non è democrazia..questa è la legge del più forte che vale in rete come nel mondo. Principio fondamentale della democrazia in senso moderno è la tutela delle minoranze. I diritti vanno cercati nella lotta e nella politica in senso stretto non nella passività del navigare.
    Non diamo retta al ciarlatano Grillo(quello sì che è un pericolo per la democrazia) internet non è democratico almeno non come io immagino la democrazia. E poi le cose sono davvero troppo acerbe per potersi sbilanciare. Il web è ancora un mondo “passivo”.

    Comunque complimenti per il blog e vai avanti così, in questo senso internet può davvero essere un diffusore enorme e mondiale di idee.

  5. Matteo Says:

    La pubblicità ci fa inseguire le auto e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono.

    Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d’un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra, poche calorie.

    Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.

    (Tyler Durden)

  6. admin Says:

    Daniele, non sono d’accordo, Internet non lo puoi mettere allo stesso piano di televisioni e giornali. Guardando la televisione hai un parere diverso per canale, con 8 canali, mentre in rete le possibili alternative sono infinite. Non dico di crearci la democrazia, o usarlo come mezzo per esercitarla, ma solo di riformare e ricostruire la collettività e la solidarietà che sono andate perdute.
    Ha ragione Matteo quando dice che dovremmo spaventarci di fronte a una situazione del genere, ma più che altro dovremmo indignarci, e reagire; questo però va fatto “dal vivo”, perchè uno schermo è comunque una cosa statica e che rappresenta staticità. però può dare quel… forse sarebbe giusto chiamarlo “conforto”… che ci serve per non demoralizzarsi. La rete deve essere il punto di aggregazione, il mondo quello di azione.

  7. DeboZ Says:

    Credo che tu debba chiarire meglio il quarto potere, la tua categorizzazione pecca di eccessiva specificità, a mio parere andrebbe meglio una definizione più generale come “potere informativo”.
    Questa definizione comprende tutte e 3 le categorie da te menzionate identificandole come canali per il passaggio di messaggi, l’uso improprio di essi non è a mio avviso pertinente all’identificazione del soggetto del discorso, comunque non ne cambia la natura e lo scopo divulgativo al maggior numero di persone possibile.
    Saluti!

  8. admin Says:

    Da tenere in considerazione però le caratteristiche dei diversi elementi.
    La stampa, il quarto potere, la si deve pur leggere, sotto un certo punto di vista deve esserci interesse per quel che si legge… o si smette di leggere, mentre la tv può rimpinzarti di stronzate facendoti stare fermo a fissare uno schermo. Inoltre i giornali hanno un contenuto più essenziale di quello della tv, non avendo a disposizione tutto il tempo della televisione è costretta a pubblicare solo materiale informativo…
    Internet è un altro discorso….siamo noi a crearne i contenuti, e in maniera tanto autorevole quanto quella di un politico, e difatti il confronto avviene solo qua…
    insomma…sono molto diversi…e non si possono assolutamente intendere sotto la stessa luce, o si potrebbero perdere di vista le vere qualità di questi strumenti.

  9. DeboZ Says:

    Come ho già detto non devi confondere il mezzo con il fine, tu stai parlando delle peculiarità dei singoli mezzi, in questi casi bisogna trovare il minimo comun denominatore. Tutti e tre i mezzi posseggono un fine informativo ed è questo che conta. Il comportamento umano è influenzato dalle informazioni disponibili reperibili presso i canali informativi che inoltre hanno la caratteristica di fare “informazione di massa” ovvero di inviare la stessa informazione inalterata nella forma, nel contenuto e nella tempistica a milioni di persone. In conclusione credo che la categoria “potere informativo” comprenda tutte le attività dell’uomo atte alla divulgazione delle informazioni tramite mezzi ben più efficaci e veloci del semplice passaparola. Stampa (libri e giornali), televisione, radio (che tu non hai manco considerato, vergognite!!!), cinema (manco questo dici) ed internet sono i più diffusi canali per l’informazione di massa, ognuno con le sue peculiarità, ma pur sempre da considerare mezzi.

  10. admin Says:

    non sono d’accordo, è molto importante come agiscono i singoli mezzi, soprattutto se gli obbiettivi raggiunti dai 3 sono così distanti. Riguardo al cinema non lo ritengo un mezzo di informazione, almeno giornaliero, mentre la radio delle nuove generazioni non la ascolta nessuno, seppur abbia dei contenuti ancora niente male certe volte, è ormai stata superata nel mezzo, appunto.

  11. DeboZ Says:

    Un mezzo non è una categoria e poi gli obiettivi sono gli stessi come ho già detto. dimmi secondo te quali sarebbero questi obiettivi diversi per ogni mezzo.

  12. admin Says:

    Forse puoi accomunare la televisione e i giornali, ricordando però la diversa origine storica, la stampa era un contropotere,,, la tv non lo è mai stata, però sicuramente non puoi dirmi che internet faccia parte di questi, internet, lo ripeto, è gestito da noi, e lo stesso fatto che io stia scrivendo qua dimostra che internet non è paragonabile in questi termini a tv o giornali.

  13. DeboZ Says:

    Tu continui a dare lo status di potere ad un qualcosa che invece è solo un mezzo, non importa l’origine storica, tutti i mezzi hanno sempre lo stesso fine, la diffusione delle informazioini, che siano gestiti o meno dalla gente comune non è influente.

  14. Nethanel Says:

    si che è influente! forse dando una definizione enciclopedica puoi mettere le cose in questo modo…. ma nella realtà dei fatti la tv e la stampa hanno acquisito un fine diverso, e per merito proprio dei loro possessori, ossia quello di manipolare l’opinione pubblica.
    Internet fa risaltare una vera informazione per il semplice fatto che tutto è aperto…. che se io faccio un articolo sul mio blog tu puoi venire qui e dirmi “no, non è vero”.. prova a farlo con la tv questo discorso… arrivedeeeerci!

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