Ma dove sono i Bombaroli?
[Fabrizio De André è morto e nessuno merita di ricevere compensi dal suo genio, per cui per chi volesse ascoltare la canzone di cui parlo ECCOLA QUI]
Fabrizio De André cantava così la rivoluzione, a suon di Bombaroli, persone esattamente come noi, che però non si limitano a criticare, ma hanno un senso dell’azione pienamente riconducibile a ciò che ci vorrebbe in Italia in questo periodo storico.
Il Bombarolo pero è una figura scomparsa, l’immagine del dissenso emotivo applicato, ciò che oggi non siamo più capaci di fare, il Bombarolo è una persona che non teme la galera o la morte, il pregiudizio o la condanna, teme e ripudia solo il restare con le mani in mano in una situazione statica di malessere: l’Italia. Bombarole sono le B.R., Bombarolo non è il PCI, Bombarolo è V per Vendetta, Bombarolo non è Veltroni, Bombarolo è Gaber, Bombarola non è la musica moderna, Bombarolo è il genovese che lanciò il treppiede a Berlusconi, Bombarolo non è il politico.
Ma il Bombarolo è una razza in via d’estinzione, come dice lo stesso De André: “Chi non terrorizza si ammala di terrore”, e così è successo; dalla fine degli anni di piombo è cambiato tutto, il buonismo collettivo ha condannato indistintamente questa mentalità, cadendo nel buio baratro del passivismo mediatico dell’Era Berlusconiana, decretando la morte del dissenso.
De André scrisse questa canzone nel 1973 ma sembra più attuale di molte altre, la scrisse prima del rapimento Moro, quando ancora l’operatività ribelle non aveva creato martiri, quando mobilitarsi era doveroso, quando la gente aveva ancora una coscienza, quando aveva voglia e tempo per pensare, in un’altra epoca quando la gente era pervasa da valori i quali non esitava a manifestare; se c’era bisogno di fare qualcosa si faceva e non ci si atteneva ai canoni di “bontà” occidentali secondo i quali si ragiona oggi. Ma i Bombaroli oggi non ci possono più essere, se qualcuno uccidesse un qualsiasi elemento marcio del Sistema sarebbe subito condannato come terrorista, anarco-insurrezionalista, assassino, attentatore alla democrazia, bastardo, infame, criminale. Forse è meglio così, ma ricordiamoci: la sicurezza di non essere uccisi, o che chi ci uccida sarà verbalmente condannato, è lo stesso scambio tra sicurezza e libertà che conduce l’umanità alla subordinazione reciproca. Possiamo restare, se vogliamo, in questo mondo di “Bene” per convenzione, ma largo anche alla consapevolezza che se le cose resteranno così non ci sarà alcun cambiamento, la staticità della situazione politica si protrarrà ancora a lungo, il controllo sociale attraverso i media troverà sempre più spazio nelle nostre vite e il modello orwelliano di Grande Fratello si realizzerà.
La contestazione crea collettività, la collettività crea coscienza e capacità critica, tutto ciò porta alla figura del Bombarolo, porta alla protesta, porta al decentramento dei punti di riferimento del pubblico dissenso.
profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.
Questo vuol dire capacità di contestazione, capacità di adottare punti di vista esterni a quelli convenzionali e istituzionalizzati, vuol dire prendere come misura delle cose il proprio livello di malessere e di disagio piuttosto che Bertinotti, vuol dire pensare con la propria testa, e questo è quello che fa il Bombarolo, ragiona e agisce, senza perdersi nel mare di favole che non fanno altro che farci restare seduti sulle nostre sedie a ragionare continuamente senza giungere a nessuna conclusione… vuol dire darsi una svegliata, incazzarsi e urlarlo; gente come Fabrizio De André lo aveva capito nel 1973, sarebbe anche ora ci muovessimo pure noi, o la rivoluzione non ci casca in bocca.
Tags: azione, bomba, Bombarolo, De André, Rivoluzione, sistema
March 10th, 2008 at 6:07 pm
Neti Grandissimo….ogni tanto però dovresti essere un po’ più….BLANDO!!
March 11th, 2008 at 10:19 pm
I bombaroli postano in rete…
March 11th, 2008 at 11:10 pm
no non credo proprio, anzi, è proprio Internet ad assorbire, attirare e narcotizzare tutti i potenziali bombaroli!
Chi magari prima trovava ovvio esprimere le sue idee nei fatti, prendendo parte ad azioni e movimenti concreti, adesso si limita a bloggare ed aderire a communities che lo fanno sentire a posto…. ma in tutto questo ne rimane fregata la realtà, che non potendo più disporre di animi bombaroli essendo essi chiusi in casa, rimane tale e quale nel progredire del degrado.
March 12th, 2008 at 4:15 pm
Anche tu allora sei assorbito dalla rete e te ne stai tutto il giorno in casa rinchiuso davanti al computer se è per questo..Invece di parlare pensa anche a farlo tu il bombarolo..
March 12th, 2008 at 4:26 pm
Questo è poco ma sicuro^^
Ma è da considerarsi anche il cambiamento della società, se prima un pazzo in piazza col megafono veniva ascoltato ora tu fileresti dritto senza rivolgergli nemmeno un occhiata, mentre internet assopisce pure te, facendoti leggere blog come questo.
Internet è ormai l’unica arma contro la divisione sociale… bisogna sfruttarla… è che poi bisogna fare anche il passo successivo, e la molti si bloccano…
March 23rd, 2008 at 12:11 pm
Fabrizio de Andrè fu il più grande genio e poeta che sia mai esistito. Proviamo a etichettare, prima di “rivoluzionario”, De Andrè, come pensatore anarchico.
Lui era la trasposizione in poesia della rivoluzione, il che è ben diverso dal dire “rivoluzionario”, rivoluzionari furono Malcolm X, Che Guevara, Edèn Pastora.
Guccini canta che “a canzoni non si fan rivoluzioni” e ha ragione, perfettamente ragione.
Il fatto è che anche volendo De Andrè non se lo caga nessuno di pezza.
Perchè, anche se è il mio cantautore preferito, De Andrè al G8 avrebbe avuto la risposta sul perchè i Bombaroli sono pura utopia oggi.
I Bombaroli muoiono per mano di un poliziotto che ora è libero.
Se tutti quanti fossero un pò V per Vendetta il mondo sarebbe un campo minato, un posto migliore, certo, ma non citare De Andrè, la gente quando lo nomini dice solo “che palle” non vede il significato recondito celato dietro a ogni sua parola, ascoltando “Coda di lupo” dicono “non ha senso”.
Il che è avvilente.
March 24th, 2008 at 11:00 am
Waw
Hai mischiato assieme un sacco di cose ^^
Comunque non sono troppo d’accordo sul fatto di dire che sia la trasposizione in poesia della rivoluzione, sarebbe azzardato e relativo; De André è un analizzatore dei sentimenti umani, lui sa ciò che la gente prova…. perché lui ha provato. È come una fiaccola nel buio per tutti gli oppressi, gli emarginati, gli incompresi, i disadattati, i tossici, gli sperduti e la lista continua a lungo….. il punto è che bisogna capirlo, e per capirlo bisogna ascoltarlo profondamente… e la gente non ha più tempo di ascoltare… perché la vita è frenetica perché la poesia del mondo, quella di De André come quella di tanti della vecchia guardia, è stata schiacciata da un mondo di certezze assodate e inconfutabili quasi per “abitudine”, è un mondo in cui non si ha più tempo di stare fermi perché hai la società che ti rincorre…. è un mondo nel quale l’essere umano non è più al centro…. e di conseguenza diverse bombe d’intelletto come De André e Gaber perdono di centralità e di cardinalità rispetto al processo evolutivo della società, mentre in altri schemi più antichi sarebbero stati fondamentali…..
e azzardo dicendo che è stato anche questo a far morire tanta brava gente…