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Nethanel.it

Libertà obbligatoria

Così riportava un famoso album di Giorgio Gaber, Libertà Obbligatoria, facendogli centrare come sempre il problema: La nostra “libertà” è fasulla e apparente.
Questa civilità occidentale di cui facciamo parte non è altro che un miscuglio di distrazioni dalla vera essenza dell’essere umano, un sacco di cose inutili che contornano le nostre vite di piaceri convenzionati dall’abitudine. I telegiornali sono i primi a darci questa sensazione, ci parlano di cani, calciatori e veline per trascurare problemi molto più importanti, ogni giorno guardo il telegiornale e sento il solito: “visto che oggi è lunedì ecco a voi la rubrica di… enogastronomia!”, oppure: “dato che è martedì seguirà.. Sì Viaggiare!”… ma mi chiedo: c’è un benedetto giorno in cui ci sia una rubrica istruttiva?? quella che più si avvicina a qualcosa del genere è su rai due riguardo alla medicina… ma la cosa più intelligente che ho mai sentito dire è stata di non toccare le noccioline con le mani, e non scherzo… ma del resto si chiama di medicina… per cui è seria per antonomasia! Il degrado è veramente di proporzioni disastrose, il nome vale più del contenuto, solo perchè il Tg1 esiste da più tempo allora è il più autorevole, stessa cosa con i giornali; il problema è che non c’è una valida alternativa… se non sulla rete, che però alle stesso tempo narcotizza e assopisce, restando pure una palestra per la mente, ma anche una prigione per il corpo.

Immaginatevi se al posto di rubriche sul cibo mediterraneo facessero ogni settimana una mezz’ora d’introduzione a qualche filosofo del passato, quanto pensare scatenerebbe una cosa del genere?? eppure non la fanno, anzi, forse non vogliono proprio per questo; ci sono sempre le stesse cose alla televisione, cibo, gossip e stranezze, e ovviamente “tragedie di moda” come Erba, Cogne, Garlasco e chi più ne ha più ne metta…. e noi non pensiamo, e non pensando non siamo liberi.
Sempre lo stesso Gaber cantava che la libertà non è altro che partecipazione, ma come può partecipare un popolo costretto a sorbirsi ogni settimana una rubrica di Enogastronomia?? o meglio, ripongo la domanda, come può partecipare in modo intelligente e creativo un popolo del genere?

Non può, e succede che le nostre vite finiscono per essere completamente gestite e amministrate da altre persone; ma che paese è mai questo, in cui una minima frazione di popolazione ha in mano le vite di 60 milioni di individui?
Non è un paese civile, un paese civile è un paese in cui tutti hanno il libero arbitrio non solo in termini religiosi ma anche in termini psicologici, presupposto essenziale per la libertà politico-sociale. Ed è così che le “libertà” che ci ritroviamo sono del tutto futili e relative… vestirci come ci pare, blaterare a vanvera, comprare quella marca di sigarette e tutte le demenzialità inimmaginabili…distrazioni. Ma rendiamoci conto di una cosa: Non abbiamo alcun potere decisionale su di noi. Una volta ogni 5 anni decidiamo tramite una crocetta chi deve dirci quanto soldi dobbiamo dargli. È un assurdità totale!!
Il vero problema è che la politica non va da nessuna parte…. siamo semplicemente troppe persone per essere rappresentati da una camera di deputati…. 60 milioni di persone in contesti incredibilmente differenti l’uno dall’altro che devono scegliere il meno peggio tra degli ometti paffuti che abitano tutti a Roma e prendono 40 volte lo stipendio di un ragazzo precario in un call center, anche volendo, e non vogliono, non sarebbero in grado di rappresentare la gente comune.

La soluzione a tutto questo non sta nel votare il migliore, sta nel rimpossessarsi del concetto di essere umano. L’essere umano può essere autarchico, in piccole comunità si può avere un’autarchia collettiva con tanto di surplus industriale, ma in un paese di 60 milioni di abitanti si ha solo una popolazione e un paese in disgrazia.
Questo è meglio farglielo capire, prima di essere italiani, siamo esseri umani, con le stesse identiche capacità, tutti, non è giusto che per ragioni storiche qualcuno ne abbia più di altri, e se è così che funziona, allora c’è un problema, ed è un problema che non potrà mai essere risolto se continua la politica del controllo sociale, la politica della repressione, la politica della divisione degli individui, la politica loro; questo Sistema non funziona, è ora di cambiarlo, e la chiave sta nell’azione collettiva, nella solidarietà sociale, ma ancor di più… sta nello stare attenti ai loro sporchi giochi, sta nel non farci fregare ancora.

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4 Responses to “Libertà obbligatoria”

  1. sabrina Says:

    Guarda, credo che “l’enogastronomia” sia comunque parte integrante della nostra cultura. Quando parli di cucina mediterranea ti rendi conto che parli di tradizioni tramandate nei secoli, dei secoli amen? Cucina, che è parte integrante della nostra cultura, che si va perdendo con il tempo, in seguito a questa americanizzazione che ci impone la cultura dei fast food. E quando parli di introduzione a qualche filosofo..se da un lato “loro” hanno sicuramente reso la televisione misera e stupida, d’altro canto devi valutare anche l’interesse generale. Perchè alla fine, se gli italiani vogliono sentire i gossip, è giusto che la rete nazionale realizzi questo loro desiderio.
    Poi sta storia che abbiamo tutti le stesse capacità. Di fatto non è vero. Tu per esempio sei, per cause quali ambiente, famiglia, libri, e checchesia, sei più capace con le parole di tizio, che però ti supera in tante altre cose. Siamo appunto esseri umani, con capacità e talenti differenti.

  2. Nethanel Says:

    Parlare di enogastronomia andrebbe bene a happyville, non sicuramente in Italia dove ci sono tematiche da affrontare ben più importanti e prioritarie, sicuramente poi non è la cultura il motivo del loro interesse per l’argomento, ma la distrazione di massa.
    La gente si ritiene interessata verso il gossip solo perchè stando alla televisione tutto il giorno non sente parlare d’altro, sembra rilassante rispetto a programmi di livello un pò più alto e allora si continua a guardare solo quello….
    Ma questo è un problema enorme, perchè finchè metti programmi interessanti su tutte le reti la gente li guarda ed è costretta a pensare…. ma con l’entrata in scena di Mediaset e con l’avvento delll’Era Berlusconiana le cose sono cambiate: se metà tv ti costringe a pensare e l’altra ti sbandiera solo coscie e cibo è palese quale registri più ascolti, e allora anche la prima metà… la vecchia Rai, cambia tono, e si uniforma a mediaset, la tv commerciale… la “tv del futuro”
    se ritornassero i programmi di buona qualità la gente piuttosto che smettere di guardare la tv comincerebbe a seguirli esattamente come ora seguono le stronzate, e questo dimostra quanto la televisione sia un’arma incredibilmente potente per le autorità.

    riguardo al fatto di essere tutti uguali…. beh… hai detto bene, dipende tutto dalle proprie esperienze e condizioni, ma io parlo di natura umana… e sono convinto che nessuno nasca cretino, anche se al giorno d’oggi è molto facile lo si diventi essendo il contesto un mondo che preferisce parlare di enogastronomia piuttosto che di argomenti culturali di magari maggiore importanza, appunto.

  3. tata Says:

    “L’essere umano può essere autarchico, in piccole comunità si può avere un’autarchia collettiva con tanto di surplus industriale”
    Sì, per esempio nei villaggi neolitici. -.^

    Comunque sono daccordo anche io, l’enogastronomia potrà anche essere parte integrante della nostra culutra ma parlare anche d’altro può essere utile diciamo, anche se non ho molta fiducia nella televisione.
    Se ti leggi un giornale ti puoi fermare, rileggere con calma gli articoli anche più volte per interpretarli bene e costruirti la tua opinione senza basarti solo sulle sensazioni immediate. Volendo ad un qualsiasi giornale puoi anche scrivere una lettera o inviare un articolo ed aspettarti che lo pubblichino. Quando guardi la televisione invece parole ed immagini sono attentamente cucite insieme per darti una certa impressione che è difficile scrollarti di dosso anche perchè se segui un servizio non hai un atimo per pensare e per dire “Ora lo rileggo e vedo cosa intendevano dire”. E poi non credo proprio che se non sei daccordo su qualcosa o vuoi dire la tua ti basta inviare un tuo video alla rai… o alla mediaset che sia.
    Quindi io sono contro la TV e basta. O almeno contro come è impostata.
    E a questo punto mi sono un po’ persa e non mi ricordo più cosa dovevo dire… ma se hai qualche idea più pacifica di una bella rivoluzione armata per mettere apposto le cose… perchè sinceramente io non vedo tante vie d’uscita.

  4. Nethanel Says:

    Non mi pare i giornali siano troppo differenti, sono solo un elaborato scritto reso apposta per la carta di ciò che è detto in televisione, solo che se leggessmo i copioni (perché a sto punto sono proprio copioni) di un tg ci renderemmo conto che sono solo cazzate, perché avremmo appunto il tempo per rifletterci un secondo, allora ce lo piazzano meno spudoratamente sparacazzato in prima pagina che da una sensazione di più serietà e oggettività, ma il contenuto non cambia.
    Riguardo alle lettere hai ragione, ma chi le scrive le lettere ai giornali? ti pare che la situazione sia tanto interattiva come la cerchi di descriverla? sono solo letterine di protesta dei vecchietti che non hanno nulla da fare e se la prendono con il giornalino locale, anche perchè sono le uniche che pubblicano.

    Poi… Magari con i villaggi neolitici esageri un pò, ma il concetto può essere comunque trovato nell’antichità. Rendiamoci conto che il nostro neoliberismo è solo frutto di guadagno per una ristretta cerchia di individui, e tutto questo con un impatto ambientale sproporzionato. Ci sono villaggi in India che ricavano il gas dallo sterco di mucca, noi preferiamo importarlo dalla Turchia in cambio d’armi, nel mondo è stata vietata la Canapa tessile, elemento utilizzabile in molteplici modi, da pianta medicinale a fibra tessile, da cibo a combustibile per automobili; ma invece noi importiamo il petrolio che guarda caso non abbiamo in Italia…. come abbiamo fatto secondo voi per 4000 anni senza tutta questa dipendenza reciproca internazionale?
    Semplicemente si guardavano le cose con altri occhi, non si era completamente indottrinati da giornali e televisione, eravamo abituati a ragionare sulle cose senza farle fare ad altri.
    Questa è autarchia, non vivere nella propria casa in eremitaggio con pane e acqua.
    Potremo far a meno dell’autarchia solo quando saremo più saggi e meno avidi.

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