La Cina è vicina… ma solo in apparenza.
Avendo la possibilità di navigare liberamente in rete si ha la sensazione di avere tutto a portata di mano, non ci si deve muovere dalla propria sedia per leggere le news in Amazzonia, le distanze si sono nullificate e l’individuo si è emancipato dal mondo reale. Tutto quello che prima poteva rappresentare un mistero adesso è solo una della tante “conquiste” del progresso; non esiste più il concetto di distanza intesa come una lunghezza da percorrere per entrare in contatto con qualcuno o qualcosa, con una certa realtà, questa trasformazione della mentalità umana, realizzata in parte dalle prime telecomunicazioni ma fondamentalmente da Internet, aiuta e sostiene il concetto di stato nazionale.
Non sarebbe difatti troppo logico per un russo abitante a Mosca sentirsi connazionale di un siberiano a centinaia di km da lui… se non fosse che il telegiornale parla dell’uno e dell’altro senza storcere il naso, senza cambiare servizio. Su Internet possiamo discutere di politica con un argentino come se fosse il nostro vicino di casa, non ci rendiamo affatto conto che è una persona che abita a un sacco di chilometri da noi, in un altro contesto culturale, sociale e politico, nonchè psicologico. E’ questo il succo del problema, noi non vediamo più lo sfondo dei nostri soggetti, prendete per esempio un quadro….. si vede solo la faccia del personaggio raffigurato senza il corpo e lo sfondo, in questi termini diventa impossibile analizzare il quadro, se tuttavia ci troviamo davanti un piatto, con pitturata sopra la medesima faccia, non ci rendiamo conto che il nostro parere sarebbe assolutamente relativo.
Così succede di questi tempi, il mondo ci sembra molto più piccolo di quello che è, ci crediamo capaci di contestualizzare gli eventi e le mentalità, ma non ne siamo assolutamente capaci; ci arroghiamo il potere di esprimere un giudizio su una cultura distante anni luce dalla nostra senza essere mai stati in quei luoghi, e per questi motivi si crea il gran caos che domina il mondo in questo terzo millennio.
Forse è vero che ormai tutto il mondo è paese, che le differenze tra le popolazioni e i paesi sono meno accentuate, che siamo in grado di vedere le cose oggettivamente attraverso qualche input elettronico anche se dall’altro capo del mondo; ma forse non è così, e in questo caso sarebbe difficile per la gente comune rendersene conto. Trovandosi in una cittadina di provincia, ad esempio, essendo nati e vissuti da sempre in quel posto, sarebbe assurdo provare a immaginare il mondo che c’è fuori, tuttavia ci si potrebbe entrare in contatto molto facilmente, attraverso diversi metodi, dal web al telegrafo, non riuscendo però a vedere con i propri occhi i grattaceli dietro al newyorkese di turno con cui ci si sta confrontando… quello che ci manca è il contatto con certe realtà, con tutte le realtà diverse dalla nostra. Conseguenza di ciò è il macello che viene a crearsi, il dialogo esiste, certo, ma quello che manca è il retroscena sociale dell’interlocutore.
Nell’antichità la statalizzazione era molto più decentrata sul territorio, andando a ritroso nel tempo si arriva alla città stato dei sumeri se non alla caverna degli ominidi, via via nei secoli, per motivi in gran parte economici o dovuti all’ambiziosità umana, le comunità si sono allargate in maniera assoluta, coprendo, pensate, tutto il pianeta con stati, statucci e staterelli. Viaggiare donava un bagaglio culturale molto più concreto rispetto a quello che si ottiene oggi navigando per wikipedia, ma viaggiare oggi costa il quintuplo che trent’anni fa, e la comodità di Internet distoglie molte persone dal mollare tutto e partire per settimane.
Partire, andare lontano, sparire dalla circolazione, esplorare nuovi mondi… tante parole che spesso rimangono tali, per noi giovani sognatori.
February 10th, 2008 at 3:19 pm
Ciao Neti…..
Ho pensato che passare sul tuo sito fosse una cosa carina…
Ho letto questo articolo e mi hai colpito…Sei molto acuto!!!!non pensavo fossi così acuto e riflessivo…
Comunque in effetti la nostra società sta perdendo di vista le cose che sono ed erano veramente importanti….
Nelle tue ultime righe mi sono ritrovato in pieno….Però ti chiedo….
Come farebbe un operaio con 3 figli a carico e 1000euro al mese a mollare tutto e sparire….
A me questo viaggio piacerebbe farlo, ma …sai che casino???
In tanto chi mi darebbe i soldi???
I miei genitori??Li hanno i soldi, ma cosa gli dico…”ehm mamma sai voglio partire …”Mamma:”dove vuoi andare??”Io:”bu???partire e mollare tutto…”
Pensi che mi lascerebbe andare???
Lascia stare me individuo, ma penso a tutti gli altri,….
Noi siamo giovani sognatori l’hai detto bene, perchè questo viaggio è un pò difficile da realizzarsi …..
Comunque devo dire bellissimo intervento e continua così Neti!!!!!
February 10th, 2008 at 4:19 pm
Un operaio con 3 figli e 1000 euro al mese ormai è fregato… non tanto per colpa sua quanto perchè ormai è completamente integrato in quel ciclo vitale che ci tiene ancorati alle nostre “certezze” e “sicurezze” (non credo infatti che di questi giorni un operaio abbia veramente qualche certezza concreta… )
C’è un salto di dimensioni incredibili, ma che tuttavia non risalta, tra la formazione e il lavoro, appena si comincia a lavorare io credo ci si ancori letteralmente ad una posizione ben precisa all’interno del sistema, che col passare degli anni non cambia e non altera le nostre vite. La formazione invece è ancora un periodo di instabilità… in cui tutto è in evoluzione, ed è di questa fase che dobbiamo approfittare. Se ci integriamo a modino nei cicli già percorsi…. se facciamo l’operaio come nostro padre… o l’impiegatello, o anche il banchiere, non cambierà mai nulla nella mentalità di una generazione, e bisognerà aspettare esperienze collettive come una terza guerra mondiale perchè cambi il modo di pensare della gente…. ma noi siamo giovani… siamo il futuro… approfittiamone non lasciamoci prendere passivamente dall’alto, o meglio, dal vecchiume.
February 10th, 2008 at 6:58 pm
Direi che hai perfettamente ragione Neti….
Però non tutti vogliono cambiare il mondo….!!!!!!!!!!!!!
Ci sono i figli di papà che stanno bene dove sono e non gli frega una beata minchia di cambiare il mondo, mentre a gente come me e te che non pensiamo solo a noi la voglia di cambiare il mondo ,che ormai lo sanno tutti sta andando a rotoli, ce l’abbiamo eccome , solo che 2 contro il mondo non si molto….Bisognerebbe tornare al 68′, quello sì che fu un anno di rivoluzioni anche se poi non è cambiato molto , però se ci fosse un altra opportunità si potrebbe fare meglio non credi???
Secondo me il problema è che il mondo è abitato da troppi vecchi che stanno sulle posizioni di potere e di economia e che burattinano il mondo!!!!!!
Per questo io non sopporto che poi i capi delle grandi aziende dicano”sì non facciamo la lotta contro la povertà…usiamo materiali che non inquinano l’ambiente…noi siamo bravi e ricicliamo..etc..etc…”…..quando invece lo dicono sempre per $$$$$$$e per BUSINESS!!!!!!!!!!!!!!!!cioè per la loro immagine così gli altri dicono..”CHE BRAVI!!!!!!!:….OOOOOOHHHHHHHHH”
oOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHH UNA Minchia dico io!!!!!!!!!
Non capiscono una beata minchia se pensano che facciano così..
L’uomo è una brutta bestia purtoppo…è dotat di intelletto, ma perde la ragione quando si tratta di soldi, onore e di POTERE…è sempre stato così..ma si può cambiare il mondo!!!!!!
Ci sono state molte rivoluzioni e quelle hanno cambiato il mondo..sono sic uro che se non ci fossero state noi non saremmo quel che siamo….
Per concludere dico che bisogna assolutamente trattare meglio il pianeta e la gente che ci vive..soprattutto le persone del sud del mondo che vivono in miseria assoluta………….
Usare energia rinnovabile, non sprecare denaro in baggianate tipo pagare i parlamentari miliardi di euro e poi si addormetano (hai mai visto sui giornali o tv che molti leggono il giornale oppure sono sul pc oppure hanno sguardi persi ….)oppure si danno botte e cagate varie….
Ogni tanto sembrano degli ULTRAS che tifano per il proprio partito e mandano a cagare gli altri….Per me molti sono così anche se per fortuna non tutti….e spero solo che non venga eletto Berlusconi perchè lui è lì solo perchè vuole ancora più soldi e vuole avere oltre che potere economico anche quello politico…..e farsi le leggi AD PERSONAM come si dice…..no??!!??
Aspetto risposta
February 11th, 2008 at 5:43 pm
Dire che oggi viaggiare costa di più rispetto a 30 anni fa mi sembra riduttivo, fornisci un’argomentazione vera a questa tua affermazione arbitraria perchè non supportata da dati concreti. Bella neti.
February 11th, 2008 at 6:46 pm
Beh… essendo che ormai qualunque cosa è sfruttata come attrazione turistica, che nessun angolo di mondo è inesplorato, che ognuno tenta di fregarti a modo suo (almeno fino al confine italiano), che è un dato di fatto che quando una cosa diventa di moda costa di più, che esistono addirittura migliaia di “agenzie di viaggio” che riescono a sopravvivere di tasca nostra…. si, direi che la spesa media pro capite per fare lo stesso viaggio ora e trent’anni fa è più grande ai giorni nostri…. un sacco di fregature spuntate da tutte le parti…
se prima i soldi si davano all’autista ora si danno in biglietteria… se prima si trovava un passaggio adesso non ti carica più nessuno… se prima si viaggiava sul tetto del treno ora devi prenotare anche lo sputagomme…
viaggiare costa di più…. è certo!
con lo sviluppo del terziario sono questi gli elementi rincarati…
poi è cambiata anche la mentalità, se uno prima “partiva” adesso “va a”, e pretende molta più sicurezza nei suoi piani…. c’è meno sponteneismo da parte della gente nel lasciare casa un lungo periodo di tempo…. insomma per capirci, adesso si prenota il ritorno prima della partenza…. ma questo è un altro discorso, basterebbe buttarsi.