Dov’è il nostro oro?
Come ben sappiamo da diversi secoli l’uomo apprezza l’oro più del suo prossimo, ama il bene materiale più di ogni altra cosa, secondo alcuni ciò è giusto secondo altri no, ma non è questo l’importante. Nell’antichità per scambiarsi le merci si usava il baratto, 3 camelli per 25 sacchi di grano, cifre ragionevoli, contrattabili, e che non tagliavano fuori nessuno; non esisteva il concetto del prezzo fisso così come lo intendiamo noi oggi, tuttavia l’evolversi della comunità ha portato a una maggiore estraneità tra gli stessi individui che la compongono, fattore determinante per la nascita di un “commercio tra estranei”(che poi però rimangono tali). Io entro in un negozio, prendo un pacchetto di gomme, lo pago 1.20 ed esco salutando freddamente. Questo “svilupparsi” della mentalità ha portato la moneta ad essere considerata ormai un mezzo incontrastato di scambio.. il denominatore comune tra tutti i beni materiali.
Nell’età moderna si afferma la banconota cartacea, un semplice pezzo di carta che rappresenta una quantità d’oro presente nelle tasche di chi ha emesso la banconota; al giorno d’oggi per cui ci scambiamo comunemente elementi di altissimo valore in cambio di semplici pezzi di carta con sopra inciso un valore legale, certo più comodo che portarsi dietro il sacchetto di monete d’oro, ma chi la stampa questa banconota? dove sta il mio oro? posso darvi la carta e riprendermi il metallo?
La risposta alla prima domanda è la Banca D’Italia, che al contrario di come molti immagineranno è una società per azioni, ossia privata, e non dello Stato italiano come sarebbe logico suporre. La risposta alle altre due domande invece è un secco NO; non si può infatti da parecchi anni, nè qui nè in altri paesi, andare in banca chiedendo di restiturci l’oro che possediamo alla restituzione del “tagliando” (ciò che la banconota era nata per essere). Riguardo a chi ha effettivamente detiene quest’oro la faccenda è più complessa. Sapere il nome degli azionisti di Bankitalia è tutt’ora vietato, oltre a percentuali di immaginabile attribuzione noi ignoriamo chi cavolo ha il nostro oro, ma questo è relativo, noi stiamo “bene” con la banconota che tanto ha lo stesso valore concettuale e poco ci importa di che materiale sia fatta.
Quello che ci frega è quello che succede dopo, o meglio, che è successo con l’affermarsi di tale modalità di commercio circa a inizio secolo… La nascita del Signoraggio bancario; questo è la differenza tra il valore reale e il valore facciale di una banconota, la cui produzione è all’incirca di 30 centesimi per pezzo. La speculazione che si viene a creare essendo l’affare in mano a dei privati è logica e inevitabile, ma soprattutto incontrastabile.
L’economia dei maggiori stati mondiali, e dell’Italia, funziona all’incirca così: Le banche stampano soldi → le banche prestano soldi allo stato su interesse → lo stato fa i suoi bilanci ecc ecc → noi paghiamo le tasse che vanno a coprire questo margine di interesse→ lo stato restituisce i soldi prestati. C’è solo un problema, questo ragionamento funzionerebbe solo se il cittadino avesse la possibilità di prodursi i soldi anch’esso da solo, ma essendo l’unica carta in circolazione quella della stessa banca, ed essendo TUTTA prestata su interesse, ha luogo un’unica conseguenza, il debito. Per assurdo questa storia la conoscevate già di sicuro…. questo debito di cui si parla è infatti il tanto citato debito pubblico di cui l’Italia vanta la cifra più alta in Europa (i nostri speculatori sono sempre i migliori ^^ ). Il denaro che dovremmo restituire semplicemente non esiste, e il debito è destinato ad aumentare.
La domande da porsi sono: perchè nessuno ne parla? perchè lo stato non si mette a produrre da solo le banconote? come si pensa di risanare il debito pubblico se si continua a chiedere denaro in prestito su interesse a dei privati? Purtroppo restano tutte insolute… ma per chi volesse approfondire l’argomento la rete pullula di materiale… e in alternativa c’è sempre lo ZeitGeist che spiega le origini storiche di questo fenomeno in America,situazione non troppo differente dalla nostra per tale argomento.
Tags: banche, debito, interesse, oro, signoraggio