Per quanto riguarda l’alcool… condivido alcune tue riflessioni, ma tieni presente il mio discorso, ormai le persone sono troppo distanti l’una dall’altra, non c’è più l’humanitas di Terenzio, non esiste la coscienza di essere tutti nella stessa barca… e così, in un mondo che divide piuttosto che unire, spesso troppi giovani individuano come unico mezzo di apertura totale verso l’esterno e gli estranei il bere o il fumare, certo, forse eticamente sbagliato, ma in una città dove quando ti limiti a guardare qualcuno la risposta che ottieni è un “cazzo te vardi mona”, allora è più che comprensibile che i ragazzi si buttino sull’alcool… chi ha paura di guardare guarda, mentre chi risponde “cazzo te vardi” tace, o più semplicemente, da essere umano quale è, si fa una risata in tutta allegria con l’altro tizio. Poi ovviamente la maturità scarseggia, e i comi etilici spuntano qua e là, tra i più irresponsabili, che ritenendo l’alcool una cosa di ordinaria usufruibilità, ne abusano ingentemente. Ma il problema non sono i sedici comi etilici… il problema è che in tanti ormai, forse non ritengono l’alcool o la droga l’unica forma di divertimento e ricreatività disponibile, ma sicuramente lo privilegiano rispetto ad altre attività data la sua inordinarietà, alla fine l’alcool ti esterna dal mondo reale esattamente come le droghe, forse anche più azzardatamente (almeno rispetto alla cannabis), ed essendo totalmente legale non rappresenta un vero tabù per le persone e la società,,, lo stato ne ha il monopolio, e se lo giochicchia come vuole… non conta se 16 triestini sono andati in coma etilico per colpa sua… il punto è che spesso argomenti come questo sono lasciati a marcire nel buio dei luoghi comuni, non offrendo un vero dibattito proprio a causa della sua posizione… oserei dire sugli scaffali dei supermercati.
Tuttavia la mia contrarietà a questa sostanza tiene conto dell’attuale situazione, ossia un ambiente in cui l’alcool, a livello puramente consequenziale all’assunzione dello stesso, rappresenta una via di fuga dalle barriere che ci dividono…. così come qualunque altro metodo per fuggire dalla realtà….
E’ palese come la necessità per certa gente di assumere sostanze dl genere rappresenti un’insofferenza generica, dovuta magari a molteplici cause, che, come si suol dire, “affogano silenziosamente nella bevanda”.
Interpreto questi 16 comi etilici come l’evidenza che a Trieste c’è un’insofferenza… un disagio sociale, un malessere che a Muggia vuole sfogarsi….perchè muggia è occasione di festa…. e tutti vogliono dimenticare i problemi per divertirsi con il proprio prossimo.
Per quanto riguarda i chiarimenti…. non so… guardando il meteo fino a lunedì notte per martedì era previsto temporale solo su Trieste e Venezia in tutta Italia, questo alla televisione e su internet.
Riguardo a sabato, “il primo assaggio muggiesco”, l’ho definito deludente perchè c’era poca gente in confronto agli altri anni, la polizia ha cominciato a chiudere la musica all’ora prestabilita, dando dimostrazione di ottusità e insensibilità civile, e pioveva, ma per quello non posso incolpare nessuno ^^.
Riguardo a: “perchè partiamo dal presupposto che se ci vietano gli alcolici e gli atti vandalici ci vietano di divertirci?”
Non partiamo da questo presupposto… e la mia tesi sull’alcool l’ho già spiegata sopra… ma in ogni caso non è una politica di divieti che risolve certe cose, anzi, aumenta il gusto della trasgressione che ogni giovane prova… chi più chi meno…. ma che tutti hanno….
per risolvere certe questioni serve un’immedesimazione da parte delle vecchie generazioni…cosa alquanto impossibile data la loro chiusura verso di noi…
Poi alla fine ti diverti lo stesso dai ^^
Saluti,
fede