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Archive for March, 2008

Casta vs Mussolini

Sunday, March 30th, 2008

Credere Obbedire Combattere.

Il vecchio motto degli anni 20 che tutti conosciamo. Sembra storia, sembra appartenente a tutta una serie di cose legate al passato, sembra qualcosa di superato, non sicuramente di attuale e contemporaneo. Ma siamo sicuri che sia così?

Analizzando il contesto attuale da un punto di vista equidistante da ogni polo, ed esterno alla situazione tanto quanto lo siamo noi guardando al ventennio fascista, si può dire con sicurezza che siamo molto più vicini a questa fede noi di loro. Credere, Obbedire, Combattere, palese come siano le tattiche principali per attuare un controllo totale sulla società e sull’individuo.
Nel fascismo, o meglio, nel fascismo di Mussolini, non tutti credevano obbedivano e combattevano, per il semplice fatto che il fascismo era una struttura imposta, tutto il sistema era stato calato dall’alto, di colpo, senza rendere conto a fattori come il contesto psicologico di un paese e della sua popolazione. Di conseguenza il manifestarsi tutto d’un tratto del nuovo Sistema non ha permesso un’eliminazione graduale e totale di ogni componente dell’opposizione, e parlo di vera opposizione, opposizione legata rigorosamente a canoni ideologici che non si mescolavano tra loro con un repentino cambio di sigle, siglette e numerini.

Ma l’umanità si è evoluta, e anche le persone cattive hanno scoperto metodi più cattivi e allo stesso tempo più efficaci. È stato scoperto il potere offerto dal controllo dei Mass Media, è stato scoperto il vero controllo sociale, e il famoso motto di cui si parlava prima si sta realizzando molto più che nel passato. Per credere si crede, non credo occorra insistere sull’enorme potere che esercita la religione in termini di controllo delle masse e soprattutto controllo d’opinione. Controllo che poi è destinato a trasferirsi nell’ambito politico, dalla questione dell’aborto all’eutanasia. Crediamo inoltre alle loro fandonie, crediamo alla democrazia, crediamo alla loro società, crediamo all’informazione, crediamo a tutta una serie di determinate cose che poi portano indubbiamente all’applicazione delle altre due azioni. Obbedire, brutta parola, fa subito pensare al Gerarca Barbagli di turno che ordina la follia del giorno, ma obbedire vuol dire ben altro. Obbedire significa semplicemente vivere in una determinata maniera, seguire le loro mode, e noi viviamo in una determinata maniera, seguendo le loro mode; trascorriamo le nostre vite esattamente come ci dicono di fare loro, elementari, medie, superiori, università per chi può, “lavoro”, riproduzione, vecchiaia tanto per, morte. Non gliene frega nulla se apriamo blog, raccogliamo firme o urliamo nei megafoni, quella che manca tanto è l’alternativa concreta, chi è poi colui che a 18 anni emigra verso l’isola deserta per costruire un mondo migliore? … Si finisce tutti a lavorare come schiavi, e il lavoro ci occupa la mente, produciamo di più pensiamo di meno, obbedendo, e sfociando con gli unici momenti di apparente vita politica nel terzo termine: Combattere.

Il motto originale era riferito a un periodo di guerra, tra due parti diverse, il cui contatto scatenava allora lo scontro. Ma come accennavo le cose si fanno più pesanti, si è capito che la guerra è molto più efficace se all’interno di una sola parte. E con guerra non intendo scontro armato, ma il continuo contrasto “politico” legato a vecchi valori che ci distraggono dal contesto contemporaneo non facendoci applicare sulla nostra realtà, quella vera e concreta. Ci scontriamo ogni giorno per cose che alla luce di una società libera non hanno alcun valore, pillola sì-pillola no, chi vuole se la piglia!, suicidio illegale, omosessuali fuorilegge perché si ama e si bacia chi con la chiesa combacia. Tutte stronzate che in un mondo più razionale fatto di vere libertà non sarebbero questioni di dibattito nazionale. Questo nostro continuo combattere, per arrivare a un punto che a loro va comunque bene, ha l’unico effetto di distrarci da una visione più utopistica della realtà, che è utopia solo perché stiamo fermi a guardarla senza muovere un dito.

Ovvia per cui la conclusione, siamo molto più nel fascismo noi che i nostri bisnonni, solo che i nostri governanti sono stati un tantino più bravi dei loro bisnonni (anzi nonni data l’età media) a farci volere un sistema piuttosto che calarne uno da una posizione che non sarebbe stata sicuramente accettata totalmente.
La via di fuga è semplice, smettere di credere diffondendo la consapevolezza, smettere di obbedire vivendo in un’altra maniera da quella impostaci, e non cadere a questo punto nel facile tranello, smettere di combattere. Noi dobbiamo continuare a lottare, ma non lotteremo più per le solite futilità solo quando riusciremo a concretizzare le altre due cose, quando una consapevolezza di gruppo e una massa di diversi saranno unitariamente su uno stesso fronte a combattere e lottare per un altro mondo, partigiani di testa e non di braccia.

Evoluzione

Wednesday, March 26th, 2008

l'evoluzione.... dalla lancia al pc
Sentendo parlare di evoluzione ci vengono in mente i grandi disegni di Darwin, gli adattamenti che in miliardi di anni permettevano alle specie animali di evolversi secondo le necessità della propria natura e adattarsi all’ambiente. Ma questo modello evolutivo non è rimasto lo stesso troppo a lungo; dagli immensi periodi occorsi al primo organismo unicellulare per ingrandirsi i tempi si sono ridotti in modo esponenziale. Abbiamo sentito parlare di milioni di anni per i primi ominidi, migliaia per l’uomo così come lo conosciamo noi adesso. E poi ci sono voluti 10000 anni per le prime civiltà, 5000 anni per la rivoluzione neolitica e la scrittura, e poi giù ancora con il metodo scientifico, la rivoluzione industriale, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui le notizie più sconvolgenti ci arrivano via feed rss.

Il processo evolutivo si è ristretto talmente tanto che ormai è definibile nell’arco della vita di un singolo individuo, e ciò porta a una cosa sensazionale: un uomo che si evolve secondo le proprie necessità personali. Anche se può sembrare strano questa parte però è già stata superata, siamo arrivati oltre, siamo arrivati a un’era completamente differente e incompatibile con il passato, un’epoca in cui l’individuo ha raggiunto un equilibrio dannosissimo per se e per la società. Nell’antichità, quando i margini dell’evoluzione erano più ampi, un essere moriva e lasciava il posto al successivo che dominava fino a che il processo non si ripeteva di nuovo; ora invece le due generazioni coesistono.

L’uomo ha letteralmente superato se stesso, il singolo individuo è diventato talmente centrale nel processo evolutivo che è diventato egli stesso il punto di riferimento, come prima lo era una popolazione e ancora prima l’intera umanità. La coesistenza di gruppi di individui su linee generazionali diverse che corrispondono a linee evolutive differenti porta a uno scontro diretto. Questa è la motivazione che spinge al continuo attrito generazionale che caratterizza questa società; adolescenti e genitori, giovani e politica, ragazzi e vecchietti sull’autobus… non è solo questione di altri valori, altri tempi e altre circostanze, la verità è che siamo due evoluzioni diverse della stessa radice. L’evoluzione di cui stiamo parlando non è fisica, non riguarda pollici opponibili o simili, ma è un’evoluzione mentale, ed è per questo che sussiste lo scontro generazionale che sempre più si manifesta. L’eccedere dell’evoluzione umana su se stessa ha causato come unica conseguenza un mondo non più in grado di capirsi, dove l’unico elemento comune, dove l’unico elemento veramente comune, è il malessere generato da questa… chiamiamola “solitudine mentale generazionale”.

Ma a cosa porterà tutto ciò? Come abbiamo visto la situazione è destinata a evolversi ulteriormente col passare del tempo, a prescindere dal contesto storico o sociale. Succederà che andremo incontro a un bivio, un bivio tra l’armonia sociale e l’autonegazione dei propri difetti, dei mali dell’uomo, dell’avidità, dell’egoismo ecc ecc, e un’involuzione che ci farà regredire a uno stato tecnologico ma primitivo (provate a mettere 30 scimmie e una banana in una gabbia ognuna con un mitra in mano e capirete di cosa parlo.
Si tratta di una scelta tra la pace e il caos, pace che a lungo termine porterà alla felicità del genere umano e caos che porterà alla sua distruzione totale; la scelta sta a noi.

Noi siamo fuori

Tuesday, March 25th, 2008

È questo il fattore scatenante degli ultimi avvenimenti storici e politici: Il Cospirazionismo internazionale. È diventato inutile ignorarlo, pensare ad altro, ritenerlo marginale o comunque non attribuirgli la dovuta importanza… non starò qui a spiegare cos’è la P2, gli Skull&Bones o il gruppo Bilderberg… voglio solo analizzare la situazione del 2008 dal loro punto di vista.

La P2 credo sia la più nota delle 3 citate, c’è poco da raccontare che non si sappia già, quello che non si racconta è il presente. Nelle ambizioni della P2 si descrive per filo e per segno il mondo verso cui ci stiamo dirigendo, senza una piega; il protagonista di questo processo è ovviamente Silvio Berlusconi, che, dopo aver costruito Mediaset, prevista da Licio Gelli (il gran maestro della P2) come strumento di indottrinamento di massa e di condizionamento dell’opinione pubblica, si è impadronito dell’ala destrogena del parlamento italiano formando il PDL e ha legittimato quel clima di attacco alla magistratura da parte della politica stessa, anch’esso rigorosamente previsto dal caro Gelli, che è sfociato nello scontro diretto con la Mastella-family… dal caso De Magistris all’arresto della moglie che ha poi scatenato quello che sappiamo. Il piano della P2 si sta realizzando parte per parte, e i coinvolti sono proprio coloro che ci governano, ma diamo un’occhiata anche al resto del mondo.

In America nel 1833 nasce la Skull&Bones, una confraternita dell’università di Yale che, dopo diversi anni di “tranquilla” attività di confraternita, si trasforma in una vera e propria società segreta. Ne fanno parte, tanto per intenderci, George Walker Bush, il suo vecchio rivale alla presidenza Kerry (Giammai venisse candidato qualcuno contrario ad invadere l’Iraq), suo padre ex presidente, suo nonno simpatizzante nazista, e niente di meno che 11 fra i collaboratori più stretti dell’attuale presidente, vicepresidente compreso. Purtroppo al contrario della P2 la Skull&Bones è ancora in piedi, e di conseguenza mantiene un religioso silenzio sui suoi intenti, piani, segreti ecc ecc. L’unica cosa certa che sappiamo è che durante l’iniziazione l’attuale presidente degli stati uniti si è sdraiato nudo in una bara a raccontare la sua intera vita sessuale fino a quel momento ai suoi nuovi confratelli, per il resto sia lui che Kerry e gli altri scagnozzi si sono sempre rifiutati di far trapelare qualcosa a riguardo più di quello che non si sapesse già.

Il Gruppo Bilderberg, al contrario dei precedenti, è un’assemblea internale che opera in assoluta segretezza. Le poche liste di nomi trapelate qualche anno fa davano in ogni caso risultati interessanti quali i nomi di Veltroni, Prodi, Draghi (ex Bankitalia), Tremonti, Profumo, Riotta… e altra gente di quartiere, solite facce insomma.

Licio Gelli - P2Bush - Skull and BonesValter Veltroni - Blinderberg

Ora: è evidente come Il mondo sia totalmente soggetto ai loro giochi dietro le quinte; l’11 settembre, la guerra in Iraq, tutto pianificato; le recessioni economiche, anche quelle totalmente controllate e scatenate da gruppi bancari che fanno i propri interessi, i mass media atti unicamente a lavarci il cervello ogni giorno di più invece che informarci; schiavi del quotidiano che ci distrae da problemi ben più grossi.
Dove finiremo di questo passo? Nella tanto predicata società del controllo di massa, fisico e mentale, in cui essere dissenzienti è un crimine? Nella società degli RFID? O forse molto più semplicemente in un mondo dove i disastri di adesso sono accentuati, in cui Loro faranno i propri interessi e Noi saremo fuori, esterni da ogni decisione, estranei alla politica, divisi e logorati tra noi stessi?
È veramente così? sono riusciti veramente a impossessarsi dei volanti dei paesi e stanno portando il mondo verso il loro tanto desiderato “nuovo ordine mondiale”?
O meglio… ripongo la domanda: Ci sono già riusciti?

Alternanza

Wednesday, March 19th, 2008

Fra poco ci saranno le elezioni, questione di giorni ormai, fra poco entreremo in una nuova fase politica, la più devastante per gli abitanti di questo paese.
Dal dopoguerra in poi in Italia c’è stata solo la Democrazia Cristiana, nell’81 ha lasciato per la prima volta il governo fino a sparire “del tutto” con Andreotti. Quelli sono gli Anni di Piombo, anni in cui la gente pensava, anni in cui esisteva un’alternativa, anni del 68, anni del 78, anni in cui si era capaci di contestare, anni in cui le cose si facevano forse più alla cazzo di cane, ma si facevano. Con la subentrata politica di Sivlio Berlusconi queste realtà sono andate scomparendo, tutti i forti contrasti politici si sono affievoliti, in politica l’ideale è stato rimpiazzato dal conveniente; è cominciato il grande lavaggio del cervello televisivo della “tv pubblica”, che in realtà è “tv privata”, che è Mediaset. I valori della società e degli individui sono cambiati nel corso di poche generazioni, a vista d’occhio, un passaggio che ha terribilmente scosso i più legati al passato, tutte quelle vecchiette che criticano e basta non fanno altro che esprimere il loro muto dissenso per questo rimbecillimento generale, ma chi è più in grado di capire? Chi è realmente ancora in grado di guardare obbiettivamente alla trasformazione di questi ultimi cinquant’anni e darne un giudizio oggettivo? Nemmeno loro. La realtà è che quando un contesto cambia, muta anche l’individuo, egli ha uno sconvolgimento totale dei suoi parametri di valutazione abituali, viene disabituato al normale venendo posto in un surrogato di normale, differenza che però non riesce più a cogliere e di conseguenza contestare.

A 15 anni dall’esposizione pubblica di Berlusconi, a 15 anni dall’inizio della fine, si sta per verificare il più drammatico degli eventi, l’Alternanza politica tra due maxipartiti.

La semplificazione della politica, il suo ringiovanimento, tutte menzogne, la verità è che in Italia sta finendo un’era e ne sta cominciando un’altra.
La permanenza della DC al governo abbiamo visto come ha rinforzato la base popolare di contestazione, quella politica infatti è tutta un’altra faccenda; così del resto è sempre stato, quando c’è un governo in piedi chi raccoglie più consenso è l’opposizione. Questo fatto per esempio lo possiamo vedere nella parte più reattiva della popolazione, i giovani; quando c’era Forza Italia a governare si è messo in moto un movimento contro la Moratti allucinante, qualcosa che va oltre la semplice protesta politica, una rabbia istintiva a difesa della propria integrità; adesso con Prodi, seppur l’esperienza sia durata poco, se ne possono già notare gli effetti, è nato il Blocco Studentesco, un movimento di studenti di destra che si sta consolidando e allargando con un ritmo incredibile seppur dica quello che le sinistre hanno sempre sostenuto. Il punto è che il Governo è sempre il cattivo… e questo è vero, perché è impossibile accontentare contemporaneamente 60 milioni di persone, per altro senza un briciolo di humanitas, facendosi gli affari propri lassù con i nostri soldi.

Se veramente si realizza quello che si prospetta allora siamo tutti nei guai, l’Italia è nei guai, vi sarà un’alternanza continua tra “destra” e “sinistra”, e deve passarne di tempo perché la consapevolezza che non si arriverà da nessuna parte in questa maniera arrivi alla gente comune, deve passarne di tempo prima che 60 milioni di italiani smettano di votare volantinando davanti ai propri seggi, deve passarne di tempo prima della rivoluzione. La gente continuerà a schierarsi dall’una e dall’altra parte senza un minimo di buonsenso e di memoria del passato, dopo 5 anni non si ricordano i guai passati un lustro prima, dopo un governo si pensa che il solito “meno peggio” sia l’altro… Tutta un’enorme distrazione ai fini del completo controllo sociale, al fine di evitare un’opinione pubblica uniformemente critica.
Potremmo trovare anche diverse analogie col sistema politico americano… ma servirebbe a poco, sappiamo bene cosa vuol dire sentirsi impotenti davanti alla vita della polis vero? impotenti di fronte alle nostre vite, impotenti individui in un mare di indifferenza…. lo sappiamo che significa giusto?
Se vincerà l’uno o l’altro, Berlusconi o Veltroni, non fa differenza, l’Italia avrà perso, noi avremo perso; se vincerà qualcuno dei partitelli minori non vi sarà governabilità, e comunque teniamolo a mente: sono tutti della stessa pasta, pasta di merda.

La soluzione a questo macello è lontano da tutti noi, continuare a votare il meno peggio solo perché c’è gente morta per questo diritto…. o non votare nessuno precludendosi ogni diritto di scelta essendo tutti noi in una “”democrazia”"? Mah…
Io dico solo di spegnere la televisione, di chiudere i giornali, di guardare alla storia come a una maestra, e sperare che non riescano mai a impadronirsi del nostro cervello.

Inghilterra - Anno 1984

Wednesday, March 12th, 2008

Il Controllo sociale sembra un discorso astratto, lontano ed estraneo a noi italiani, ma non ci rendiamo conto che ormai il 1984 è vicino, nei miei feed rss arrivano sempre più frequentemente notizie relative a nuove strepitose invenzioni che “rivoluzioneranno”, e questo è sicuro, le nostre vite, o contratti straordinari che favoriranno lo sviluppo eccetera eccetera… È scandaloso come non ci sia un vero movimento contro questo golpe al rallentatore mondiale, come lo chiama Luttazzi. Pochi giorni fa hanno inventato in Gran Bretagna una telecamera in grado di vedere oltre i vestiti, nulla però in confronto all’ormai conosciuta Cam VOLANTE in grado di trasmettere immagini ad alta definizione; viviamo in un film di fantascienza, ma ce li avete presente gli occhi volanti con le due alette che ti entrano in casa e ti fanno la scansione della retina?? …. esistono, e la polizia inglese è già abilitata ad uso; preferiscono chiamarli “Microdroni” ma sappiamo benissimo che abusi potrebbe comportare il libero utilizzo di tali marchingegni. Ma le Cam sono ormai un baluardo del controllo…. la facciata senza faccia, il soldato del Sistema, esistono già Cam in grado di ascoltare le conversazioni dei passanti, di identificarti automaticamente in base alla targa, e parecchie altre. In Giappone è stato inventato un software in grado di riconoscere le facce e di associarle a un database contenente tutti i dati…per ora funziona solo con i volti asiatici ma non mi stupirei troppo se nel giro di pochi mesi si traducesse l’applicazione anche in morfologia europea. I primi casi di abuso per le Cam si sono già verificati, ma sono relativi ad azioni di natura sessuale e non sociale, questi infatti aspetteranno ancora un pò prima di manifestarsi; in Inghilterra, come avrete sicuramente capito dagli articoli, è stato approvato un piano straordinario di diffusione capillare di ogni tipo di Cam, nelle strade bretoni è presente già il 20% delle Cam mondiali e si è calcolato che l’immagine di un cittadino venga catturata almeno 300 volte al giorno.

Il controllo di cui si parla non è tanto lontano, e manca poco alla soglia dopo la quale il controllo esplicito sarà orgogliosamente consentito dalla popolazione, negli articoli linkati è quasi sempre presente il concetto del terrorismo e del vandalismo cittadino… ma siamo tutti terroristi? i quartieri “bene” di Londra dove hanno installato tutte quelle maree di telecamerine pullulano di cellule altamente sovversive come vogliono farci credere? io non penso proprio. Penso che stiamo osservando passivamente uno sconvolgimento delle libertà civili inglesi, e che presto una sorte del genere toccherà anche a noi, stanno solo aspettando il crimine giusto da massimizzare a tal punto da farci volere una Cam in casa… del tipo: se ci fosse stata una telecamera sul pozzo di Gravina si saprebbe per certo se Pappalardi sia un criminale o no!… ma scommetto che invece che sdegno gli abitanti del quartiere sarebbero appena compiaciuti da un minimo di riguardo nei loro confronti da parte delle autorità….ma prima le metteranno sui pozzi…. poi nelle strade… poi nelle case… poi apparirà strettamente necessario introdurre le Cam volanti per sorvegliare i tetti da cui i terroristi potrebbero lanciarsi.

Ma le Cam non sono l’unica preoccupazione che dobbiamo porci, forse con tempi più lunghi, ma è imminente anche l’entrata nel quotidiano dei chip RFID, già citati qualche intervento fa.
Nel 2008 è prevista la vendita di 2,6 miliardi di chip Radio Frequency IDentification, tuttavia la loro vendita non sarà adibita, come già succede nella progredita America, all’impianto sottocutaneo, ma saranno distribuiti addirittura dietro le etichette di cibi, giocattoli o altri beni di uso quotidiano. A Natale in diversi centri commerciali anche il tipico Babbo Natale dei film ha utilizzato queste tecnologie per sapere in anticipo il nome di tutti i bambini che gli saltavano in braccio, intelligentemente dotati di un piccolo dispositivo su cui i genitori sceglievano cosa scrivere, chi potrebbe mai pensare male no?? Negli Stati Uniti si è deciso di taggare ogni confezione di Viagra… mentre, notizia ben più preoccupante, MasterCard ha stilato un contratto per intraprendere una collaborazione RFID based. Ciò è il preludio della nuova era economica, dove basterà mostrare il pollice per pagare da bere o per comprarsi una macchina, dove basterà che qualcuno spenga il tuo chip o ti cancelli dal database centrale perché tu perda tutto il tuo denaro, la tua identità, la tua casa, le tue conoscenze, …la tua vita. Basterà stare “scomodi”, e di conseguenza essere potenziali terroristi, per avere dei nemici che potrebbero ucciderci nell’anima lasciandoci vivi nel corpo. Ogni individuo trasmetterà dei segnali radio facilmente rintracciabili…. non esisterà più la privacy, termine altamente terrorista e sovversivo se non antisociale, l’individuo sarà sottomesso.
Se incontriamo una Cam distruggiamola prima che ci dia consigli sul lieto vivere, o apriremo noi stessi la via ad un futuro di intimidazione delle masse, dove noi saremo le masse, dove saremo solo schiavi.

Chip Radio Frequency IDentification dietro un'etichetta

Ma dove sono i Bombaroli?

Sunday, March 9th, 2008

[Fabrizio De André è morto e nessuno merita di ricevere compensi dal suo genio, per cui per chi volesse ascoltare la canzone di cui parlo ECCOLA QUI]

Fabrizio De André cantava così la rivoluzione, a suon di Bombaroli, persone esattamente come noi, che però non si limitano a criticare, ma hanno un senso dell’azione pienamente riconducibile a ciò che ci vorrebbe in Italia in questo periodo storico.
Il Bombarolo pero è una figura scomparsa, l’immagine del dissenso emotivo applicato, ciò che oggi non siamo più capaci di fare, il Bombarolo è una persona che non teme la galera o la morte, il pregiudizio o la condanna, teme e ripudia solo il restare con le mani in mano in una situazione statica di malessere: l’Italia. Bombarole sono le B.R., Bombarolo non è il PCI, Bombarolo è V per Vendetta, Bombarolo non è Veltroni, Bombarolo è Gaber, Bombarola non è la musica moderna, Bombarolo è il genovese che lanciò il treppiede a Berlusconi, Bombarolo non è il politico.
Ma il Bombarolo è una razza in via d’estinzione, come dice lo stesso De André: “Chi non terrorizza si ammala di terrore”, e così è successo; dalla fine degli anni di piombo è cambiato tutto, il buonismo collettivo ha condannato indistintamente questa mentalità, cadendo nel buio baratro del passivismo mediatico dell’Era Berlusconiana, decretando la morte del dissenso.
De André scrisse questa canzone nel 1973 ma sembra più attuale di molte altre, la scrisse prima del rapimento Moro, quando ancora l’operatività ribelle non aveva creato martiri, quando mobilitarsi era doveroso, quando la gente aveva ancora una coscienza, quando aveva voglia e tempo per pensare, in un’altra epoca quando la gente era pervasa da valori i quali non esitava a manifestare; se c’era bisogno di fare qualcosa si faceva e non ci si atteneva ai canoni di “bontà” occidentali secondo i quali si ragiona oggi. Ma i Bombaroli oggi non ci possono più essere, se qualcuno uccidesse un qualsiasi elemento marcio del Sistema sarebbe subito condannato come terrorista, anarco-insurrezionalista, assassino, attentatore alla democrazia, bastardo, infame, criminale. Forse è meglio così, ma ricordiamoci: la sicurezza di non essere uccisi, o che chi ci uccida sarà verbalmente condannato, è lo stesso scambio tra sicurezza e libertà che conduce l’umanità alla subordinazione reciproca. Possiamo restare, se vogliamo, in questo mondo di “Bene” per convenzione, ma largo anche alla consapevolezza che se le cose resteranno così non ci sarà alcun cambiamento, la staticità della situazione politica si protrarrà ancora a lungo, il controllo sociale attraverso i media troverà sempre più spazio nelle nostre vite e il modello orwelliano di Grande Fratello si realizzerà.

La contestazione crea collettività, la collettività crea coscienza e capacità critica, tutto ciò porta alla figura del Bombarolo, porta alla protesta, porta al decentramento dei punti di riferimento del pubblico dissenso.

profeti molto acrobati
della rivoluzione
oggi farò da me
senza lezione.

Questo vuol dire capacità di contestazione, capacità di adottare punti di vista esterni a quelli convenzionali e istituzionalizzati, vuol dire prendere come misura delle cose il proprio livello di malessere e di disagio piuttosto che Bertinotti, vuol dire pensare con la propria testa, e questo è quello che fa il Bombarolo, ragiona e agisce, senza perdersi nel mare di favole che non fanno altro che farci restare seduti sulle nostre sedie a ragionare continuamente senza giungere a nessuna conclusione… vuol dire darsi una svegliata, incazzarsi e urlarlo; gente come Fabrizio De André lo aveva capito nel 1973, sarebbe anche ora ci muovessimo pure noi, o la rivoluzione non ci casca in bocca.

Incredibilmente potenti

Tuesday, March 4th, 2008

Spesso negli scorsi interventi ho parlato del concetto di umano, di cos’è l’essere umano, di quanto si è allontanato dalla propria natura, ma cos’è veramente l’uomo?

Noi passiamo l’intero trascorrere delle nostre giornate a guardare, gli occhi sono la nostra unica porta sul mondo, siamo concentrati sull’esterno invece che sull’interno. Noto è il conflitto circa la ricerca verso l’esterno che si antepone ingiustamente a quella interiore, che mira a tirare fuori tutte le più nascoste qualità umane, spesso è vista infatti come un’esagerazione dato che bisognerebbe esplorare a fondo prima il proprio corpo che quello degli altri. È difficile ormai che qualcuno si metta seduto chiuda gli occhi e cominci a pensare, siamo sempre concentrati sul fuori, su ciò che ci circonda, sempre nuovo, gigante, in continua trasformazione. Invece che valorizzare noi stessi ci limitiamo, sempre tramite gli occhi, ad assumere input dall’esterno elaborarli automaticamente e restituire agli altri il prodotto dell’operazione, ma non ci soffermiamo mai su noi stessi.

Noi siamo incredibilmente potenti.

Smettiamola di relazionarci al mondo come degli analizzatori che tramite gli occhi contribuiscono allo svilupparsi e susseguirsi degli eventi, diventiamo i protagonisti delle nostre vite, noi siamo incredibilmente potenti, non ce ne rendiamo conto perché siamo abituati a vivere in degli schemi ben precisi e già testati, non c’è nulla di nuovo nelle cose che facciamo, sono tutte esperienze già vissute ed emozioni già provate… siamo costretti a vivere tra tanta di quella gente che il ruolo personale di ognuno di noi si affievolisce sempre di più fino a perdersi nel concetto di massa indistinta.
L’uomo è capace di qualunque cosa egli voglia, possiede un cervello che può pensare e ragionare su qualunque argomento, che come dice De André, ha i limiti tracciati ai bordi dell’infinito; se solo smettessimo di usarlo come unità analitica applicabile ai sensi ma cominciassimo a invertire il processo, facendolo diventare la vera essenza di noi, e rendendoci capaci di usare a nostro piacimento tutti i nostri sensi, le nostre ampie possibilità… noi siamo incredibilmente potenti. Possiamo fare tutto, abbiamo delle braccia con cui possiamo costruire qualunque cosa, smettiamola di dire che essere umani contempla essere difettosi, noi abbiamo ideato e costruito dei computer, macchine in grado di fare miliardi di calcoli al secondo… noi esseri umani!… e ciò tutto grazie a qualcuno che ci paga per lavorare insieme… ma allora immaginatevi se si lavorasse insieme spontaneamente…quante cose enormemente potenti potremmo inventare! tutti i problemi si risolverebbero, la fame nel mondo cesserebbe perché si smetterebbe di bruciare le arance per non abbassarne il prezzo, ad esempio… si comincerebbe ad essere più buoni.

Ma la nostra potenza e la nostra infinita illimitatezza ci sono state fatte sottovalutare dal Sistema, questa è la verità. Dal poter fare tutto partendo dalla volontà siamo stati ridotti a non poter fare nulla per volontà altrui. “La mia libertà finisce dove inizia la tua” recita qualche buonista attaccando qualsiasi tipo di sistema incontrollato, ma cosa stiamo vivendo adesso? Stiamo vivendo in un paese, anzi, stiamo vivendo in un Sistema mondiale che non tiene al nostro benessere, che ci fa stare male in poche parole.
Noi siamo potentissimi, ma siamo anche schiavi del nostro stesso sottovalutarci, siamo assoggettati alla volontà altrui perché abbiamo perso la concezione delle nostre potenzialità individuali, perdendo così le nostre libertà.

Questo è l’essere umano: un essere con potenzialità illimitate, capacità infinite, questo siamo noi; e ritornarne coscienti significa ritornare liberi.