Automazione

September 22nd, 2008


In molti avrete sentito parlare di ciò che il nuovo ministro della pubblica istruzione ha intenzione di combinare a Scuola e Università. Nel corso di questi primi mesi di governo è già riuscita a pianificare una strategia d’attacco alla Scuola Pubblica. C’è però qualcosa di diverso rispetto a ciò che puntualmente succedeva con ogni governo. Di solito i carissimi si limitavano a rispettare le posizioni stereotipate della loro formazione politica rispetto all’argomento Scuola seguendo la fenomenologia presente in questo paese. Era un mero prendere posizione, una semplice porsi nei confronti di un’istituzione fondamentale come la Scuola secondo degli schemi parlamentari, e non politici. Anche prese di posizione un pò più estreme e decise come quelle della Moratti, che andavano a toccare nel concreto i fondamenti della scuola, non sono state portate avanti fino in fondo, la congiunta opposizione sociale-di posizione ha permesso di fermare quei provvedimenti fino a che cambiassero le acque, ma nulla di più.

Adesso le cose sono diverse. Il regime mediatico instaurato con la venuta di Berlusconi dallo stesso e dagli altri piduisti è riuscito a raggiungere buona parte dei suoi obbiettivi. Gli italiani sono stati plasmati abbastanza, quanto serve per andare avanti, adesso si può procedere fino in fondo. Ma avanziamo un passo alla volta, analizziamo per bene cosa stanno facendo adesso.

Fioroni, tanto per la solita politica di posizione, aveva alzato l’obbligo scolastico fino a 16, la Gelmini lo ha abbassato di nuovo fino a 14. Può sembrare uno dei tanti punti su cui la destra la pensa in un modo e la sinistra in un altro…tanto per tradizione. Ma c’è una sostanziale differenza tra le azioni dei due: Fioroni con l’innalzamento dell’obbligo scolastico ha semplicemente confermato il “come la pensa la sinistra”, ribadendo una posizione solo di nome, senza sostenere economicamente in modo adeguato questa intenzione. La Gelmini invece, riabbassandolo, assolve lo Stato da un’importante responsabilità: quella di fornirci un’istruzione gratuita fino a quell’età. L’obbligo scolastico fermo a 14 anni è come una barriera selezionatrice, chi sa che presto dovrà lavorare perché dovrebbe iniziare le superiori se sa che molto probabilmente non potrà finirle, se sa che non avrà le centinaia di euro che la scuola chiede di spendere in libri.

Ma la Gelmini non si è fermata all’obbligo scolastico, come ho detto prima il regime mediatico ha già lavorato abbastanza, e sarebbe stupido fermarsi a puntare sulla dispersione scolastica per deculturizzare le nuove generazioni di un intero paese quando puoi andare molto oltre. Col decreto 137 la Gelmini ha dichiarato espressamente le sue intenzioni per quello che dovrebbe essere il futuro. La ministra reintroduce con questo 3 cose fondamentali: i grembiuli, il maestro unico e il voto in condotta. Tutte forme terribili di pedagogia infantile. I grembiuli e il maestro unico forse ci riguarderanno di meno, ma ci rendiamo conto che sono gli strumenti con cui vogliono formare le nuove generazioni? Questi sono strumenti pedagogici, nient’altro, sembrerò esagerato, ma credo che un bambino che cresce col grembiule cresca con un concetto di libertà molto più limitato di qualcun altro, e così uno che cresce con 5 anni di maestro unico arriverà alle medie e alle superiori….e nella vita, con un concetto di “autorità” indipendente da quello di “autorevolezza” e molto meno dubitabile e discutibile di quello con cui ad esempio siamo cresciuti noi. E così con il voto in condotta, che però ha un compito un attimino diverso, ossia porre sotto scacco una generazione come la nostra cresciuta con “troppe libertà” e in assenza di una pedagogia di stato. Un rimetterci in riga forzatamente.

Ma non è sola la Gelmini nella lotta contro di noi, contro un futuro migliore. Ad aiutarla è intervenuta La presidente della commissione cultura alla Camera, l’on. Valentina Aprea, con un disegno di legge che mette veramente paura. Per farla breve: I consigli di istituto verrebbero a a chiamarsi consigli di amministrazione avviando la scuola verso quella terminologia aziendale tanto inadatta al suo ruolo. Scuole e Università diverrebbero fondazioni, dove il privato, donando un certo ammontare di denaro, entrerebbe automaticamente nei consigli di amministrazione, acquistando così capacità decisionale sul nocciolo concettuale della scuola: obbiettivi d’apprendimento, POF e contenutistica. Ogni scuola sarà comprata, sarà adibita a produrre un certo tipo di lavoratori per una certa azienda, a 14 anni il ragazzo sceglierà che lavoro vorrà fare in età adulta. Tremendo. Dirigenti scolastici avranno il diritto di decidere se vogliono o no le rappresentanze studentesche nei CDA e l’enorme responsabilità di determinare quali professori potranno insegnare nella propria scuola, due cose troppo importanti per poter essere affidate a una figura come il dirigente scolastico. Ma se vogliamo questi sono obbiettivi per il governo più a medio-lungo termine, intanto la Gelmini ci intrattiene inventandosi l’ora di educazione civica (buona cosa? beh…si, se non la si inserisse nelle ore di Storia), in quinta superiore spesso non si arriva nemmeno alla seconda guerra mondiale, come si pretende di fare un’altra materia in quelle poche ore, con quei programmi vetusti? semplice, si pretende che i ragazzi non sappiano più nemmeno cos’è l’unità d’Italia! Per combattere il caro libri nel decreto 137 è presente anche un’imposizione alle scuole di non rinnovare i propri testi per 5 anni…..perché giustamente un editore che deve vendere un testo le cui vendite sa che saranno ridotte nei 5 anni a venire a causa del mercato dell’usato non alzerà i suoi prezzi…noooo, certo che no! La maschera populista di un carrarmato che ti spara in faccia.

C’è poco da dire…. Sono riusciti a farsi eleggere anche dopo tutti i guai che hanno combinato, significa che ormai non ci ritengono più in grado di una vera opposizione sociale, significa che i piduisti hanno vinto, che viviamo in un regime. Significa che distruggendo il sistema scolastico, isolando la cultura, si assicurano il futuro, ci negano il futuro che desideriamo. Significa che stanno riprogettando la scuola per formare automi invece che cittadini in grado di possedere una coscienza critica nei loro confronti. E’ in corso un’automazione dell’individuo, se gli si nega l’accesso alla cultura gli si programma direttamente tutta la vita, ed è questo che stanno facendo. Sono 8 i miliardi, soffermiamoci sulle cifre, che nella finanziaria vengono tagliati alla scuola pubblica. Non è vero che lo Stato guarda alla scuola come uno spreco di soldi, che vuole tenersi quei soldi per altro, no, non è così. Lo Stato quei soldi non li vuole dare a noi, perché ha iniziato il suo programma di diseducazione generale, il suo obbiettivo è avere il futuro, e se lasciasse libero accesso ai saperi alle nuove generazioni questo non potrebbe permetterselo…non avrebbe il futuro, e nient’altro, perché lo avremmo noi. E allora prendiamocelo.

Il 10 ottobre si sta organizzando una manifestazione nazionale per questi temi, per impedire al nuovo esecutivo di affossare questa istituzione, questa garanzia, la Scuola Pubblica. Bisogna mobilitarsi, o ci ritroveremo fregati quando non sarà più possibile tornare indietro, perché saremo ancora meno, perché saranno ancora più forti. Questa è la piattaforma nazionale, questo il modo di aderire. Poco da dire tanto da fare. Questo è il momento, incazziamoci.

Linkografia
Piattaforma nazionale per il 10/10
Sintesi dei provvedimenti sulla Scuola Pubblica
Appello per il 10/10
Scheda breve sul DDL Aprea

Consumo Critico

June 4th, 2008

Cibo

Merda, mangiamo solo merda, forse merda buona, ma pur sempre merda resta.
Ci rendiamo conto di quanto fa schifo il cibo che mangiamo tutti i giorni? Non c’è più niente di naturale, tutto un pastrocchio di conservanti, agenti chimici e gusti artificiali. Ho già parlato in qualche post delle magagne commesse dalla Monsanto sulla nostra pelle per raccattare qualche miliardino in più, e purtroppo non è l’unica. Tutto il nostro mondo occidentale è basato sull’incoscienza della gente che la porta ad un consumismo spropositato anche quando si tratta di mangiare. Potrei parlare per ore di Mc Donald e dei suoi veleni, dell’obesità in America, delle schifezze anche nella più pura delle insalate, ma voglio affrontare un argomento molto più specifico, un argomento importante per carpire la differenza tra il vivere intelligente e il vivere per abitudine. Il consumo di carne.

In un’inchiesta di Report sulla globalizzazione dell’agricoltura andata in onda diverso tempo fa trasmettevano questi dati: In America il consumo di carne pro capite annuo è di 150 kg, in Italia di 90 kg, in Cina di 50 kg mentre in India di 4kg soltanto. Ma cosa vuole dire mangiare la carne nel 2008 e, soprattutto, tenere in moto un sistema di allevamento globalizzato in grado da sostenere queste cifre?
In primo luogo significa chiudere volutamente le porte agli affamati in via di sviluppo, il nostro (vostro) mangiare carne è dannosissimo per il sud del mondo. Nei paesi occidentali circa il 60% dei cereali (importati in gran parte dal terzo mondo) vengono utilizzati per nutrire il bestiame, un vitello consuma 13 kg di cereali per ingrassare di un kg, altro che ogm come soluzione della crisi alimentare, basterebbe fare un ragionamento su questo.
Oltre il 70% del terreno agricolo dei paesi più industrializzati è dedicato al pascolo di bestiame. E’ stato calcolato che in un anno un acro di terreno potrebbe produrre fino a 2500 kg di proteine vegetali, mentre se limitato a terreno di pascolo e di allevamento solo 200 kg di proteine animali. Poi si potrebbe guardare al consumo di acqua, anch’essa importantissima per il terzo mondo. Per produrre un kg di carne sono necessari 3150 litri di acqua, mentre per un kg di grano ne bastano 200; è inutile poi condannare chi tiene il rubinetto aperto mentre si lava i denti se vogliamo continuare a mantenere vivo un tale sistema, peraltro immorale.
Ma il discorso non si limita assolutamente a questi elementi. Si deve dire come produrre un hamburger costi in termini di energia quanto illuminare una stanza per 100 ore o far girare un computer per 20. Si deve dire come ogni cazzo di hamburger costi un metro cubo di terreno, e come ogni anno vengano disboscati 310000 km² per far spazio ai pascoli. Bisognerebbe parlare di molte altre cose….che forse, come queste appena elencati, possono sembrare semplici dati, ma che sicuramente contribuiscono a formare un quadro generale piuttosto allarmante.

Sta di fatto che bisogna cominciare a vivere e agire criticamente rispetto alle abitudini, al modello occidentale e soprattutto ai luoghi comuni. Dove sta la “natura” dell’uomo quando questa significa impedire al terzo mondo di mangiare? Dove sta la nostra “natura onnivora” se la carne che l’abitudine vanta essere insita nell’alimentazione umana non è altro che un mix di decine di agenti chimici che non fanno altro che intossicarci e un briciolo di carne che riesce comunque a fare danni al pianeta?

Potrei anche dirvi che mangiare la carne fa ammalare…che provoca malattie, infiammazioni, diabete…. ma so che sarebbe difficile smuovere anime su un terreno del genere. Quello che è importante capire è che la carne non conviene al mondo… non conviene a noi occidentali come non conviene ai paesi poveri, e bisogna smettere di mangiarla, non tanto per una questione etica quanto per gli aspetti economico-sanitari della cosa. Possiamo vivere senza uccidere, facciamolo, il nostro essere la specie più integra nella sua totalità non fa altro che distruggere il pianeta, smettiamola.

Abbiate Paura

May 31st, 2008

Abbiate Paura!


Inizio con lo scusarmi se in questo mese di maggio non sono riuscito a stare minimamente dietro al blog, dovevo recuperare a scuola come molti di voi… beh…l’unica cosa che posso dirvi è che è stato un mese tragico, in 9 mesi per la prima volta ho dedicato un periodo di tempo continuato allo studio e posso assicurare che un ragazzo nella propria vita deve scegliere: andare bene a scuola riempendosi la testa di inutili nozioni insepressive e inconcludenti, oppure vivere una vita da cittadino informato. Il nostro pessimo sistema informativo costringe una persona a non potersi ritenere informata sentendo un telegiornale mentre cena o leggendo un giornale prima di entrare a scuola o andare a lavoro, deve per forza andare su internet, passare ore e ore a cercare per blog e forum qualcosa di attendibile e solo dopo costruirsi un opinione. Non solo ascoltare l’informazione convenzionale non va bene, ma è anche dannoso essendo che viene fornito solo un punto di vista nutrito di argomentazioni faziose e con un secondo fine.

Ma volevo parlare d’altro, questo mese è stato terribile dal punto di vista politico per una serie infinita di motivi, abbiamo ingranato la viva atmosfera berlusconiana con i casi Santoro e Travaglio. Si è respirato odore di censura a pochi giorni dalla legittimazione del nuovo governo. Con l’editto bulgaro nel 2002 Santoro, Luttazzi e Biagi sono stati allontanati dalla televisione perché ne facevano un uso “criminoso”, Luttazzi non ce lo fanno ancora rientrare, mentre Santoro ha alzato la guardia abbassando i pugni. In televisione adesso c’è un sacco di gente brava come Bertolini o la Littizzetto, ma il primo lo sputano a notte fonda con Glob mentre la Littizzetto si autocensura pur di restare là; e Fazio che con lei fa le scuse a tutti a testa bassa quando per sbaglio viene detta troppa verità tutta insieme nel suo programma (che comunque è uno dei pochi che presenta ancora libri leggibili). Sennò possiamo parlare di Report, condotto dalla bravissima Gabanelli, che prima parlava della cospirazione dell’11/9, dei rapporti tra mafia e politica in Italia, delle magagne statali…e ora parla delle ferrovie che non funzionano, non che non sia un problema serio, ma il livello è indubbiamente sceso. E allo stesso modo ad una marea di buoni conduttori non è dato lo spazio necessario mentre Vespa continua a fare il programma di approfondimento della rete principale 4 sere a settimana. La censura c’è, non corre a suon di editti e decreti, corre con programmi che anche semplicemente esistendo tolgono la possibilità a cose serie di essere viste a ore decenti. Credo che già il fatto che Passaparola sia alle 7 di sera mentre Glob alle 23:45 sia un grosso problema.
L’approfondimento sembra essere diventato superfluo, ogni giorno in trasmissioni tipo Unomattina i due conduttori riescono a parlare di talmente tante cose, dalla guerra al clima passando per il soffritto, che lasciano sulla gente una calda coperta di superficialità. Questa è censura, d’altronde…. chi toglierebbe Unomattina?! un programma così innocuo….No!….è censura….E noi dovremmo cominciare ad avere paura, tanta paura. Non sappiamo più le cose, le notizie sono commentate prima di essere date, al minimo cenno di verità tutti si coprono gli occhi ed iniziano ad urlare. Travaglio che scrive libri e dorme sonni tranquilli mentre viene iper-querelato appena accenna a dire qualcosa in televisione. E’ questa la società che vogliamo? una società in cui l’unico posto dove non esiste la censura sono i libri…perché tanto nessuno li legge?
Si è parlato tanto del caso Travaglio-Schifani, ma nessuno si è preso la briga di chiedere a Schifani il perché di quelle accuse; dato che in pochi di voi immagino seguiranno costantemente Travaglio vi riporto un pò dei contenuti ai quali si riferiva.

Parlando di Paolo Ruffini (Direttore Rai3) in prima linea nella difesa di Schifani…

Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell’ex ministro democristiano e dell’ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell’On. La Loggia che non è omonimo dell’attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle…

Ma a parte che su Internet dove avremmo potuto sentire cose così? Su Repubblica? Il giornale….”non di parte”?
La verità è che mai è poi mai le avremmo potute sentire se non su internet. Dobbiamo avere paura perché internet ce ne da finalmente la possibilità, non sentiamoci al sicuro….perché tanto c’è YouTube, e anche se il caro, perché amato, perché vecchio, Repubblica non ce le dice queste cose c’è il modo di saperle lo stesso.

In Italia vige un regime, e il regime utilizza la censura, e la censura fa sì che noi non possiamo sapere le cose, e ciò, a lungo termine, manda Berlusconi al Governo. Perché non possiamo aspettarci che le catenine di sant’Antonio diffondano la fedina penale di Berlusconi perché Veltroni “non vuole nominarlo”; dobbiamo avere paura perché la situazione è questa.
Ultimamente in molti mi hanno chiesto da dove prendessi tutte le informazione che riporto nei post, non tanto con tono di accusa quanto di stupore, stupore perché è assurdo sentirsi dire cose così importanti che sembra ogni volta di aver sempre saputo e il telegiornale non ti ha mai detto. Io più che assurdo lo definirei ingiusto, ingiusto come questo paese. Perché non è giusto che non ci sia informazione e non è giusto che il tempo sparisca nell’andarla a cercare. Concludo citando un’intervista di Bertolini che accenna l’argomento in maniera piuttosto chiara.

Lo sa che parla quasi come Grillo?
«Beppe ha avuto il coraggio di svoltare radicalmente, abbracciando il teatro di denuncia. Ha collaboratori preparatissimi, è un luminare su temi come energia e ambiente. Riempie i Palasport, io no. Metà tempo si esibisce e metà studia, come Milena Gabanelli. Sono pieni di denunce, hanno più coraggio di me. Io sto più basso, non sono un tribuno come Grillo e non sposo la guitteria di Benigni. Né so fare il teatro civile di Celestini e Paolini. Il potere mi prende poco sul serio, come fa con i giullari. E poi ho la mia vita, l’Onlus in Brasile dedicata ai bambini».

Esatto, la gente non sa e per questo non può contestare nulla. Abbiate paura perché la situazione sta peggiorando continuamente, e voi sapete sempre meno, e questo, per favore, vi faccia anche incazzare.

Il vaso è pieno

May 1st, 2008

Ma ha un tappo ben avvitato.

Questa è la situazione dell’Italia. Un vaso pieno di miseria, contrasto e confusione, pieno di ingiustizie e scorrettezze, pieno di gente che non arriva a fine mese tanto come di furbetti senza scrupoli. Ma come dice Howard Beale in Quinto Potere non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che le cose vanno male. Il punto è che ogni volta che ce lo risentiamo dire par come di ascoltare una storiella già sempre saputa, ma mai definita tanto chiaramente.
Il motivo dell’incapacità di cambiamento che ci trattiene a restare in una situazione del genere può essere il buonismo e l’assenza di bombaroli, come scrivevo qualche intervento fa, ma il vero tappo che impedisce al vaso di traboccare è l’informazione, o, più correttamente, l’assenza di informazione.

Venerdì scorso al Vaffanculo day sono state raccolte 1.500.000 firme, di queste persone al telegiornale nemmeno l’ombra. Tuttavia con Ronaldo e i tre viados (notare che parole si vanno a cercare per non pronunciare “oscenità” in televisione) hanno aperto diversi notiziari, l’Orango Petronilla ha dominato la scena televisiva nei notiziari del 25 aprile, tutto pur di non dar spazio alle critiche. Ma non serve dirvi che l’informazione non funziona, tutti quanti sanno che l’informazione non funziona. Le notizie hanno spazio solo se seguono la moda di turno, sulle decine di stupri commessi ogni settimana a noi giunge notizia solo di quelli in cui sono coinvolti gli immigrati, e così per gli omicidi, per non parlare della spettacolarizzazione di episodi come Cogne o Erba. I Giornalisti vengono fatti lavorare solo se non danno fastidio a nessuno, nessuna seconda domanda, nessun intervistatore informato. Ma intanto Rete 4 sta ancora là mentre Europa 7 aspetta le frequenze.

L’informazione è la chiave di tutto, se trasmettessero anche solo per una sera un confronto tra un politico e una curva di giornalisti informati e pronti a ribattere ci sarebbe la rivoluzione, e fino a qualche anno fa questi programmi esistevano, poi il Berlusconismo li ha spazzati via. Il cda della Rai è completamente in mano ai politici mentre Mediaset non ha nemmeno bisogno di intermediari per eseguire gli ordini. La rivoluzione culturale che ha concesso a Bossi il successo di cui siamo stati spettatori è stata fatta dalla televisione, la gente è in mano a una cloche governativa. La gente lavora tutto il giorno, torna a casa e giustamente si affloscia davanti allo schermo, così lo studente che imbottito fino all’orlo di date, nomi, numeri e procedimenti a memoria non aspetta altro che riposare i neuroni guardando Amici di Maria De Filippi o il Grande Fratello. Il che non è molto differente dal Dottor House o da qualche quiz, tutte distrazioni, per non parlare del semplice sfottò, che non ha altra funzione di pura pubblicità del personaggio di turno. Ma non serve dirvi che il paese va a rotoli, tutti quanti sanno che il paese va a rotoli. Se questo lavaggio del cervello continua, se continua questa informazione tra virgolette, se continua a essere questa la televisione, queste resteranno le persone. Così resteremo noi, incapaci di cambiare e di pensare.

Beppe Grillo sostiene che la scelta opportuna per intraprendere una svolta sia la rete, questo sostiene d’altronde la Casaleggio, questo mi trovo a sostenere anche io, non ci hanno lasciato niente se non questo. L’unica cosa da evitare è restare assopiti dalla tecnologia, rete non vuol dire msn, non vuol dire nonciclopedia, rete vuole dire lavoce.info, rete vuole dire giornalismo dal basso, blogging. Perchè è solo con l’informazione che la gente saprà cosa sta facendo, per chi sta votando, a cosa sta condannando il paese. E soprattutto è solo con un’informazione adeguata che si può pretendere una rivoluzione culturale basata sull’interculturalità e l’apertura sociale prima che economica, è solo con un suo buono stato che si può giocare una politica pulita e democratica. La mancanza d’informazione denota la presenza di un regime, un regime tappato con un coperchio avvitato stretto. Ma non serve dirvelo, lo sapete tutti.

Lo Sbarco

April 24th, 2008

Alemanno vs Rutelli

Finalmente arrivano anche in Italia le tanto amate seghe mentali sulla sicurezza! Ultimamente ammetto che mi stavo preoccupando un pochetto, dopo gli enormi progressi fatti in campo di tecnologie RFID, ancora nulla di effettivo sul mercato italiano. Ma non ho dovuto aspettare troppo, la “sicurezza” è sbarcata anche in Italia!

Stavo guardando Ballarò con Rutelli e Alemanno che litigavano se mettere un braccialetto a tutte le romane o se armare i vigili urbani. Una persona con un minimo di intelligenza punterebbe ovviamente sulla “meno peggio” di turno, Rutelli e i suoi bracciali. Onestamente io mi chiedo come ha intenzione di dotare 1 milione e mezzo di donne romane con questo arnese, sicuramente pieno di tecnologie di rintracciamento radio per il semplice fatto che un bottone che dice che sei in pericolo non ti aiuta molto se non dice dove sei, conseguente l’ovvio utilizzo del chip. Ma l’altra alternativa non è sicuramente migliore, la scelta non è tra sicurezza armata e… alla romana; la scelta è tra controllo sociale in un regime paramilitare o controllo sociale in un regime fantascientifico in cui tutta la popolazione indossa un braccialetto rintracciabile.

Per non parlare poi del fatto che da 1 settimana di governo Berlusconi si sono verificati già 24 stupri e 65 accoltellamenti. Ci siamo abituati a guardare i telegiornali col solito occhio critico rispetto alla moda di turno, ma è incredibile quanto facilmente possano ruotare col solo impulso governativo. Veramente sensazionale rispetto al tema sicurezza e più in generale rispetto al risultato elettorale (su cui per ora vi tralascio commenti e pallose analisi) il caso di Brescia, che dal 1945 era in mano alla Sinistra e adesso è passata dall’altra parte. La tragedia sta nel fatto che la parola chiave vincente non è stata altro che lei: “sicurezza”. È diventata davvero questa la priorità della gente? Sentirsi sicuri? O sono stati tutti ossessionati dalle ripetute tempeste mediatiche sul tema immigrazioni-sicurezza-lavoro. Non è forse per questo che la Lega ha riscosso tanto successo del resto? È in atto una rivoluzione culturale, ma nella direzione sbagliata, il contesto socio-mediatico è riuscito ad agire sulle fasce più a rischio della popolazione trasformandole in masse xenofobe e divise, rispettanti i criteri imposti dal Sistema e incapaci di guardare fuori dai paraocchi giornalistici.

La destra non ha perso tempo, sbaragliata l’opposizione ha subito cominciato la campagna che in America ha portato la gente a credere alle favole dell’11/9 e imbottirsi di chip sottocutanei. La campagna del terrore, e con la Lega come alleato le riesce molto bene, del resto Bush non è più di un presidentello in confronto all’epico Umberto in quanto a xenofobia e sicurezza. Gli americani i cattivi devono andarseli a cercare in Iraq a Bossi arrivano sotto casa.
Siamo giunti a un punto critico, sia per la scomparsa della rappresentanza etica della società che ha lasciato le poltrone ad un soggetto che fonda la sua rappresentanza su temi quali razzismo e chiusura all’esterno, tanto quanto per il fatto che informazione, autorità e, come avrete intuito, fra poco anche le masse, sono dalla parte sbagliata, per il semplice fatto che non è la parte che condurrà il mondo ad essere un luogo migliore, tanto meno l’Italia.

Voglio aspettare, voglio vedere cosa succederà a Roma, voglio vedere se i provvedimenti saranno veramente attuati, voglio vedere se siamo ancora nella vaga introduzione o se già è cominciato il primo capitolo della fine, del controllo sociale, della dittatura esplicita e senza scampo. Le ronde padane sono cominciate, non sottovalutiamo l’idea che prossimamente ci arrivi un braccialetto per posta.

Questione spirituale

April 20th, 2008

Ultimamente a causa della tempesta elettorale ho sentito la mancanza di Ratzinger, che in America si fa sentire un pò pochetto, ma poi al Tg1 di qualche giorno fa mi è arrivata una frase eccezionale a chiudere un servizio. Mi pare fosse quando era a sparaflashare 12000 persone nello stadio, ma non ricordo esattamente, fatto sta che in chiusura del solito servizietto di lecchinaggio ecclesiastico mi sento dire: “All’esterno dell’edifico un gruppo di contestatori ha manifestato il proprio dissenso verso l’evento, purtroppo in America libertà vuol dire anche questo… Da qui è tutto linea allo studio ecc ecc”

CooOoOoOOoOO0OOsaaA?

Il Tg1 ha detto espressamente che in America il Papa -purtroppo- è contestabile, mentre “-fortunatamente-” in Italia no. Forse sono io ad aver capito male, ma conoscendo il livello d’informazione in Italia lo dubito profondamente. Tanto è vero che fino a qualche tempo fa il Papa al telegiornale veniva citato una massimo due volte la settimana. Mentre da quando è successo quello che è successo alla Sapienza di Roma ogni sera è come se lo Stato Italiano avesse un debito verso il Vaticano, e lo stesse scontando facendo, ovviamente tramite i mass media, una pura campagna pubblicitaria a favore del Papa e delle sue tante parole santissimamente buone.

Ma chi è questo Benedetto XVI tanto importante nelle nostre vite? Perché una persona cattolica ha bisogno del Papa? Chi è tutta quella gente che lo sta a sentire ogni giorno sotto la sua finestrella? Mah… In teoria il Papa è la perché: “Come il signore avrebbe concesso la vita e la sua bontà solo ad Adamo da cui poi si sarebbe diramato tutto - dalla costola con Eva a sotto le coperte - allora la spiritualità umana ha bisogno di un tramite inverso - il Papa - per arrivare all’onnipotente.”
Ma quanti sono i Cristiani a conoscere questa interpretazione del ruolo papale? Credo che perfino i Papa Boys lo ritengano autorevole giusto perché è sempre vestito di bianco e… ispira fiducia. La verità è che chiunque, a prescindere dall’avere fede o no, è stato cresciuto con questa autorità preimposta, quasi “ovvia” nel contesto in cui viviamo, e di conseguenza non si pone minimamente il dubbio sulla legittimità di questa figura, ripeto, a prescindere se creda o no in qualcosa di ultraterreno.

Però è interessante notare una cosa. Nei vasti cambiamenti mondiali che hanno portato il quarto e il quinto (e il sesto ^^) potere a ricoprire un ruolo di protagonismo nella manipolazione sociale e nell’orientamento dell’opinione pubblica, il Papa resta lo stesso punto di riferimento di sempre. Illeso nella sua integrità e inattaccabile da pare dei governi mondiali la gente continua a prenderlo in considerazione, seppur sia un vecchietto tedesco vestito di bianco che si affaccia a una finestra una volta al dì e predica bene.
Il punto è questo, nell’inaffidabilità dimostrata dai mezzi di informazione convenzionali e l’”oggettività” con cui dicono di lavorare, il Papa rappresenta una cosa “dalla propria parte”, d’altronde è cristiano anche lui e di conseguenza…”sta dalla mia”. In questa maniera il Vaticano detiene un potere decisionale enorme, è uno staterello in grado di attuare puro orientamento sociale riguardante temi laici quali aborto, eutanasia eccetera eccetera solo in base a un ipotetico concetto di fede che, niente chiacchiere, non ha bisogno di uno come lui per esistere e applicarsi.

Se la gente si deve svegliare non deve essere schiava di tale entità, detentrice di un potere mondiale e rilegata a orgie di brutalità quali l’Opus Day o simili. Ogni anno noi paghiamo la Chiesa con l’acclamato 8 per 1000, perché quei soldi devono passare nelle mani di questa gente per andare ai poveri?

Poi abbastanza ridicole le sue ultime dichiarazioni sulla pedofilia… Non credo sia molto risaputo che Ratzinger qualche anno fa ha redatto un documento mandato in tutte le diocesi del mondo dove ordina esplicitamente ai vescovi di nascondere i preti pedofili e in caso trasferirli da qualche altra parte. Il documento si chiama Crimen Sollicitationis e in fondo ha richiesto di nasconderlo in cassaforte. Vi posto un piccolo documentario della BBC sulla pedofilia in tutto il mondo. Ovviamente censurato in Italia ma non solo, è stato addirittura cancellato da Youtube.

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Ma tanto non fa più scandalo nulla. Abbiamo un presidente del consiglio mafioso perché privarsi di un Papa del genere?

Anche chi ritiene che sia doveroso avere fede, chi ce l’ha e chi la difende…. per favore…. non ostacolate la vostra qualsiasi forma di spiritualità ostruendola con personaggi del genere, la Chiesa è nulla, l’individuo può fare tutto da solo.

Un Grillo per la testa

April 13th, 2008

Dobbiamo ricordarci che il Grillo Parlante è pur sempre il personaggio di una favola di bugie e persone di legno.

Ma invece Beppe Grillo chi cavolo è?! Dopo aver lavorato per diverso tempo in tv i primi successi teatrali sono stati raccolti negli anni 90… Poco tempo dopo se ne è venuto fuori con lo spettacolo “Time Out”, e nel 2000 spaccava i computer dal vivo chiamando perfino il pubblico ad aiutarlo. Le cose sono cambiate quando il caro Gianroberto Casaleggio entrò nel suo camerino al termine di un suo spettacolo e lo convinse a interrompere il tour, cambiare idea sul mondo di Internet e dei computer e smettere di dire certe cose per incominciare a dirne altre.

Gianroberto Casaleggio ha convinto Beppe Grillo ad aprire un blog nel 2005, anno del famoso tour “beppegrillo.it”, e da allora con una media di centinaia di migliaia di utenti giornalieri (pochi giorni fa è entrato nella classifica dei primi 25 blog mondiali del TIME) Beppe continua a tenere attivo e aggiornato il suo blog. Per darvi un’idea di quanto sia influente la Casaleggio su Beppe Grillo sappiate soltanto che è lei che produce tutti i suoi libri/gadget/dvd, che è lei che gestisce il blog, le collaborazioni con chiunque, ed è probabile che siano state sue le idee dei meet-up e del V-Day. Ma è davvero possibile che Beppe abbia cambiato idea così di colpo? Impossibile dare una risposta, Internet è stato un mondo che negli ultimi anni si è evoluto in maniera impressionante e imprevedibile e ha offerto all’individuo possibilità prima inimmaginabili, ma per capire meglio questa scelta dobbiamo capire chi è veramente Gianroberto Casaleggio e quale è il suo ruolo.

Gianroberto è il fondatore dell’omonima compagnia Casaleggio associati, società di “strategie informatiche” attiva dal 2004, che meglio di tutti ha capito in tempo in Italia il fenomeno Internet. Come possiamo leggere nel suo “la Blogosfera e i media”, documento redatto nel gennaio 2006, è stata una fra le prime compagnie a comprendere le potenzialità del web, e forse già la sua impostazione di società di consulenza per le “strategie di rete” denota come fosse assolutamente cosciente e consapevole della piega che Internet avrebbe preso.
Quattro dei cinque fondatori iniziali della società, Gianroberto compreso, provengono da un passato comune, coprivano tutti ruoli importanti nella dirigenza della Webegg Spa, anch’essa azienda di consulenza informatica controllata da Telecom Italia tramite la IT Telecom Spa. Dopo qualche compravendita però la Webegg si è allontanata dalla Telecom, e dopo pochi mesi è stata fondata la Casaleggio, che tramite Beppe Grillo sta portando avanti la famosa Shareaction per riprendersi Telecom, e controllare di conseguenza il futuro della consulenza in rete, che Telecom non sfrutta opportunamente.

Ma queste faccende di pura economia sono piuttosto noiose e complesse, e ve le risparmio, più interessanti sono invece i partners della Casaleggio, fra cui troviamo sia la Enamics sia la Bivings Group, compagnie americana di portata gigantesca ma soprattutto legate a mostri della finanza internazionale, dalla J.P. Morgan, che facente parte del gruppo Rockfeller ha una sua mano appoggiata sul volante del mondo, al ministero del tesoro degli Stati Uniti.

Mi vorrei però concentrare su una attività in particolare della Bivings; Chi di voi conosce la Monsanto saprà che è una gran stronza…. ci fa mangiare veleno pur di guadagnare da inizio 1900. Come si legge in questo articolo qualche anno fa, dopo l’uscita di un articolo sull’importante rivista “Nature” criminalizzante gli OGM, di cui la Monsanto è una delle maggiori sostenitrici a livello mondiale (ne ricava un guadagno annuo di 10 mld di dollari), l’azienda si è rivolta alla Bivings per ottenere aiuto. Immediatamente sono apparsi sulla più quotata mailing list scientifica svariati utenti in difesa degli OGM, che accusavano spudoratamente gli autori dell’articolo di faziosità, di attivismo politico di parte ecc ecc.

Tutte queste cose però non sono semplici curiosità. Questa è una lunga serie di collegamenti che porta a capire il vero ruolo di Beppe Grillo in Italia. Per sua stessa ammissione la Casaleggio disse di essere intenzionata a “contribuire allo sviluppo in Italia di gruppi di pensiero e di orientamento politico”. Esattamente ciò che fa da anni di nascosto la Bivings in America.
Io non voglio giudicare Beppe Grillo, sta facendo tanto per l’Italia e gli italiani, ha dato il via alle liste civiche, una prima illuminante esperienza di attivismo civile, mantiene viva la lotta contro le magagne dello stato come gli inceneritori o simili, ha portato sulla bocca di tutte le altrimenti sconosciute indagini di Travaglio (che fa quel che fa ben da prima di Beppe Grillo). Insomma… mi sembra proprio che sia un bene per il paese. Ma ho un dubbio: e se fosse anche questo tutto un modo per intrattenerci? Per tenerci occupati? per farci credere di stare cambiando le cose? quando lui stesso ammette che già da prima dell’8 settembre sapeva che non si sarebbe ottenuto nulla, quando poi per giunta fa un altro v-day, questo dubbio si rinforza, si alimenta, e nasce il bisogno di altra informazione. Getta fango su tutto e tutti senza intaccare la sua integrità, come d’altronde chiunque farebbe. Ma non sono tesi assurde, d’altronde dietro ci sono le stesse persone che diressero il ventesimo secolo verso il mondo di oggi, che scelsero l’energia che ruba al pianeta ciò che non può restituire (lo stesso J.P. Morgan tagliò tutti i finanziamenti agli studi di Nikola Tesla che negli anni 40 scopriva l’energia pulita), le stesse persone che sono nelle logge massoniche, le stesse persone che hanno in mano l’economia mondiale (forse è per queste che Beppe dall’incontro con la Casaleggio non parla più di Signoraggio), le stesse persone che governano il mondo da dietro le quinte.
Vi rimando a una pagina molto particolare messa in piedi proprio sul sito della Casaleggio. È una “mappa del potere dove potete trovare i collegamenti tra quasi tutte le aziende Italiane… ne mancano alcune come, toh, ad esempio, proprio la Casaleggio; tuttavia è un buona chicca online e vi consiglio di impratichirvici un pò.

Il problema è che non ci si può più fidare di nessuno in questo paese. Purtroppo tutte queste informazioni sono reperibili solamente in rete, da diverse fonti ma comunque solamente in rete, e ciò ne compromette la credibilità. Non voglio spingervi a credere che Grillo sia un bene o un male, che sia un buono o un cattivo, voglio solo che vi informiate, perché come sapete bene l’informazione è la chiave che scatena la coscienza critica, la contestazione, e, più in là, la rivoluzione.
Come ha spiegato il giornalista Paolo Barnard in “Considerazioni sul V-Day”:

I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta [...] Credete veramente - continua Paolo Barnard - che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?“.

Beppe Grillo

Per finire faccio una piccola parentesi sul V2-Day che si terrà il 25 aprile. Tralasciando i tre punti posti da Grillo con cui concordo vorrei illuminare anche qui la faccia cospirazionista dell’evento. La mancanza di volontà di Grillo di inserire nei punti anche l’eliminazione della clausola che, origine di tutti i mali, da qualche anno costringe i giornalisti a essere responsabili essi stessi dei loro servizi (in pratica l’azienda non tutela… se fai un dossier su Berlusconi e ti denuncia paga il giornalista e non il programma), questa odiosa frasetta nei contratti di tutti i giornalisti ha reso impossibile una vera informazione, distruggendo programmi come Report o rendendoli sicuramente più discutibili. Ma cosa può voler significare l’assenza di questo punto? Essendo che senza la sua abolizione probabilmente nulla cambierà nel mondo dell’informazione tradizionale se non una cosa, la sparizione dei media più piccoli che senza il finanziamento non troveranno più spazio, penso che il V2-Day sia un surrogato di accelerazione al futuro made in Casaleggio. Come possiamo vedere nel video qua sotto e presente su www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia la Casaleggio ha stilato una previsione quasi completa di ciò che dovrebbe accadere tra qualche anno: La cancellazione dei mass media tradizionali e la digitalizzazione della vita di tutti noi mediante un avatar. Nel video si pubblicizza anche Second Life, l’emblema della funzione narcotizzante della rete, dove sono presenti sia Grillo sia Di Pietro (anche il suo blog, tanto per dirne una, è gestito dalla Casaleggio) che fanno i comizi virtuali. Ci sarebbe da discutere ore su questo filmato… dai simboli massonici al fatto che una statua di prometeo è situata davanti al Rockfeller center a New York… Ma divagherei troppo per un intervento già troppo lungo… per cui vi lascio alla visione del filmato.

Concludo qui anche se l’argomento richiederebbe ancora diverse pagine… in compenso vi lascio una piccola linkografia per chi volesse approfondire… e approfondite mi raccomando! ;)

Disinformazione.it
Youtube
NewMediaExplorer
Oriefeiro
Il lato B di Grillo

Alla ricerca della felicità

April 5th, 2008

Cos’è la felicità?
Ultimamente abbiamo perso di vista questo valore, l’occidente si è concentrato talmente tanto sul cosiddetto “American way of life” che ha creato una generazione, la nostra, non più in grado di guardare alle cose con occhi umani e oggettivi, ma solo con occhi abituati a vedere ciò che è stato ordinato. La felicità credo sia semplicemente essere in armonia con se stessi e con le cose che ci circondano, e anche il più piccolo disequilibrio rende impossibile la felicità.

John Titor, il noto crononauta che dice di essere venuto dal 2036, prevedeva nel 2005 una guerra civile in America, fra le campagne e le città. Io non credo a Jhon Titor, ma se dovessi fare uno sketch del genere mi studierei decisamente bene cosa dire, e credo che anche lui lo abbia fatto. La contrapposizione fra campagna e città non rappresenta solo uno dei millenari contrasti che ha caratterizzato l’umanità nel passato, ma è anche qualcosa che certamente si riproporrà alle civiltà contemporanee.
Le campagne e le città infatti, a differenza che nel passato dove il fattore determinante era la ricchezza, rappresentano il contrasto tra la natura e l’attuale società. Ho detto più volte nel corso dei miei interventi che l’uomo ha smarrito il suo vero rapporto con la natura e deve lottare per rimpossessarsene, ma dov’è che troverà mai la sua vera essenza rimanendo chiuso nella gabbia cittadina??

Riporto un’affermazione di John Titor in proposito:

« Quando il “conflitto” civile iniziò e peggiorò, la gente dovette decidere se stare nelle città e perdere la gran parte dei suoi diritti civili con la scusa della sicurezza o lasciare le città per aree rurali più isolate. La nostra casa una volta fu perquisita e il vicino di fronte fu arrestato per ragioni oscure. Questo convinse mio padre a lasciare la città. »

La città è destinata a trasformarsi nell’inferno del controllo sociale, dell’inciviltà civile e dell’ignoranza contestuale da parte dei cittadini. Come diceva Giorgio Gaber “il tutto è falso e il falso è tutto”, mai fu detta frase più centrata. Il mondo delle città in cui noi tutti viviamo è totalmente falso. È un mondo di convenzioni, di abitudini innaturali, di distrazioni, di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, di autodistruzione, di male, di soldi; è un mondo ingiusto, ma questo è irrilevante, perché noi continuiamo a credere che sia questa la realtà. Non sappiamo più cos’è un albero se attorno non c’è un’aiuola, non sappiamo più cos’è una scuola se non c’è un bidello, non sappiamo più cos’è la fisica senza una calcolatrice. Non sappiamo più cos’è la libertà, e ci limitiamo a lottare per altri soffi di libertà obbligatorie (sempre in riferimento al caro Signor G) senza capire che stiamo sbagliando tutto. La libertà è uscire dalla città, e ciò comporterà la felicità dell’individuo, quando saremo capaci di trovare l’alternativa di cui parlavo nello scorso intervento, quando guarderemo all’autarchia totale come a una soluzione, allora si che saremo felici; perché credo che un aborigeno sia molto più realizzato di qualsiasi occidentale.

città campagna

Ma allora noi cosa stiamo facendo, dove stiamo andando? semplice, noi non puntiamo alla felicità, noi vogliamo solo cambiare, e questo è un desiderio confuso che ci spinge ogni istante a lottare per qualcosa senza una visione d’insieme più risolutiva di tutto il resto. Quando l’uomo si capaciterà di voler solo essere felice, quando si toglierà dalla mente le stronzate, i soldi, la religione, l’ignoranza, allora partirà, andrà a vivere fuori dal fango occidentale, libero e indipendente dalle molteplici schiavitù che ci impediscono continuamente di essere felici.

Casta vs Mussolini

March 30th, 2008

Credere Obbedire Combattere.

Il vecchio motto degli anni 20 che tutti conosciamo. Sembra storia, sembra appartenente a tutta una serie di cose legate al passato, sembra qualcosa di superato, non sicuramente di attuale e contemporaneo. Ma siamo sicuri che sia così?

Analizzando il contesto attuale da un punto di vista equidistante da ogni polo, ed esterno alla situazione tanto quanto lo siamo noi guardando al ventennio fascista, si può dire con sicurezza che siamo molto più vicini a questa fede noi di loro. Credere, Obbedire, Combattere, palese come siano le tattiche principali per attuare un controllo totale sulla società e sull’individuo.
Nel fascismo, o meglio, nel fascismo di Mussolini, non tutti credevano obbedivano e combattevano, per il semplice fatto che il fascismo era una struttura imposta, tutto il sistema era stato calato dall’alto, di colpo, senza rendere conto a fattori come il contesto psicologico di un paese e della sua popolazione. Di conseguenza il manifestarsi tutto d’un tratto del nuovo Sistema non ha permesso un’eliminazione graduale e totale di ogni componente dell’opposizione, e parlo di vera opposizione, opposizione legata rigorosamente a canoni ideologici che non si mescolavano tra loro con un repentino cambio di sigle, siglette e numerini.

Ma l’umanità si è evoluta, e anche le persone cattive hanno scoperto metodi più cattivi e allo stesso tempo più efficaci. È stato scoperto il potere offerto dal controllo dei Mass Media, è stato scoperto il vero controllo sociale, e il famoso motto di cui si parlava prima si sta realizzando molto più che nel passato. Per credere si crede, non credo occorra insistere sull’enorme potere che esercita la religione in termini di controllo delle masse e soprattutto controllo d’opinione. Controllo che poi è destinato a trasferirsi nell’ambito politico, dalla questione dell’aborto all’eutanasia. Crediamo inoltre alle loro fandonie, crediamo alla democrazia, crediamo alla loro società, crediamo all’informazione, crediamo a tutta una serie di determinate cose che poi portano indubbiamente all’applicazione delle altre due azioni. Obbedire, brutta parola, fa subito pensare al Gerarca Barbagli di turno che ordina la follia del giorno, ma obbedire vuol dire ben altro. Obbedire significa semplicemente vivere in una determinata maniera, seguire le loro mode, e noi viviamo in una determinata maniera, seguendo le loro mode; trascorriamo le nostre vite esattamente come ci dicono di fare loro, elementari, medie, superiori, università per chi può, “lavoro”, riproduzione, vecchiaia tanto per, morte. Non gliene frega nulla se apriamo blog, raccogliamo firme o urliamo nei megafoni, quella che manca tanto è l’alternativa concreta, chi è poi colui che a 18 anni emigra verso l’isola deserta per costruire un mondo migliore? … Si finisce tutti a lavorare come schiavi, e il lavoro ci occupa la mente, produciamo di più pensiamo di meno, obbedendo, e sfociando con gli unici momenti di apparente vita politica nel terzo termine: Combattere.

Il motto originale era riferito a un periodo di guerra, tra due parti diverse, il cui contatto scatenava allora lo scontro. Ma come accennavo le cose si fanno più pesanti, si è capito che la guerra è molto più efficace se all’interno di una sola parte. E con guerra non intendo scontro armato, ma il continuo contrasto “politico” legato a vecchi valori che ci distraggono dal contesto contemporaneo non facendoci applicare sulla nostra realtà, quella vera e concreta. Ci scontriamo ogni giorno per cose che alla luce di una società libera non hanno alcun valore, pillola sì-pillola no, chi vuole se la piglia!, suicidio illegale, omosessuali fuorilegge perché si ama e si bacia chi con la chiesa combacia. Tutte stronzate che in un mondo più razionale fatto di vere libertà non sarebbero questioni di dibattito nazionale. Questo nostro continuo combattere, per arrivare a un punto che a loro va comunque bene, ha l’unico effetto di distrarci da una visione più utopistica della realtà, che è utopia solo perché stiamo fermi a guardarla senza muovere un dito.

Ovvia per cui la conclusione, siamo molto più nel fascismo noi che i nostri bisnonni, solo che i nostri governanti sono stati un tantino più bravi dei loro bisnonni (anzi nonni data l’età media) a farci volere un sistema piuttosto che calarne uno da una posizione che non sarebbe stata sicuramente accettata totalmente.
La via di fuga è semplice, smettere di credere diffondendo la consapevolezza, smettere di obbedire vivendo in un’altra maniera da quella impostaci, e non cadere a questo punto nel facile tranello, smettere di combattere. Noi dobbiamo continuare a lottare, ma non lotteremo più per le solite futilità solo quando riusciremo a concretizzare le altre due cose, quando una consapevolezza di gruppo e una massa di diversi saranno unitariamente su uno stesso fronte a combattere e lottare per un altro mondo, partigiani di testa e non di braccia.

Evoluzione

March 26th, 2008

l'evoluzione.... dalla lancia al pc
Sentendo parlare di evoluzione ci vengono in mente i grandi disegni di Darwin, gli adattamenti che in miliardi di anni permettevano alle specie animali di evolversi secondo le necessità della propria natura e adattarsi all’ambiente. Ma questo modello evolutivo non è rimasto lo stesso troppo a lungo; dagli immensi periodi occorsi al primo organismo unicellulare per ingrandirsi i tempi si sono ridotti in modo esponenziale. Abbiamo sentito parlare di milioni di anni per i primi ominidi, migliaia per l’uomo così come lo conosciamo noi adesso. E poi ci sono voluti 10000 anni per le prime civiltà, 5000 anni per la rivoluzione neolitica e la scrittura, e poi giù ancora con il metodo scientifico, la rivoluzione industriale, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui le notizie più sconvolgenti ci arrivano via feed rss.

Il processo evolutivo si è ristretto talmente tanto che ormai è definibile nell’arco della vita di un singolo individuo, e ciò porta a una cosa sensazionale: un uomo che si evolve secondo le proprie necessità personali. Anche se può sembrare strano questa parte però è già stata superata, siamo arrivati oltre, siamo arrivati a un’era completamente differente e incompatibile con il passato, un’epoca in cui l’individuo ha raggiunto un equilibrio dannosissimo per se e per la società. Nell’antichità, quando i margini dell’evoluzione erano più ampi, un essere moriva e lasciava il posto al successivo che dominava fino a che il processo non si ripeteva di nuovo; ora invece le due generazioni coesistono.

L’uomo ha letteralmente superato se stesso, il singolo individuo è diventato talmente centrale nel processo evolutivo che è diventato egli stesso il punto di riferimento, come prima lo era una popolazione e ancora prima l’intera umanità. La coesistenza di gruppi di individui su linee generazionali diverse che corrispondono a linee evolutive differenti porta a uno scontro diretto. Questa è la motivazione che spinge al continuo attrito generazionale che caratterizza questa società; adolescenti e genitori, giovani e politica, ragazzi e vecchietti sull’autobus… non è solo questione di altri valori, altri tempi e altre circostanze, la verità è che siamo due evoluzioni diverse della stessa radice. L’evoluzione di cui stiamo parlando non è fisica, non riguarda pollici opponibili o simili, ma è un’evoluzione mentale, ed è per questo che sussiste lo scontro generazionale che sempre più si manifesta. L’eccedere dell’evoluzione umana su se stessa ha causato come unica conseguenza un mondo non più in grado di capirsi, dove l’unico elemento comune, dove l’unico elemento veramente comune, è il malessere generato da questa… chiamiamola “solitudine mentale generazionale”.

Ma a cosa porterà tutto ciò? Come abbiamo visto la situazione è destinata a evolversi ulteriormente col passare del tempo, a prescindere dal contesto storico o sociale. Succederà che andremo incontro a un bivio, un bivio tra l’armonia sociale e l’autonegazione dei propri difetti, dei mali dell’uomo, dell’avidità, dell’egoismo ecc ecc, e un’involuzione che ci farà regredire a uno stato tecnologico ma primitivo (provate a mettere 30 scimmie e una banana in una gabbia ognuna con un mitra in mano e capirete di cosa parlo.
Si tratta di una scelta tra la pace e il caos, pace che a lungo termine porterà alla felicità del genere umano e caos che porterà alla sua distruzione totale; la scelta sta a noi.